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Zurigo: la città arcobaleno capitale della gastronomia svizzera

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È un luogo comune, ormai decaduto: Zurigo non è solo la città delle banche e dell’economia; oggi è la capitale indiscussa della tradizione culinaria svizzera. Ha, quindi, una sua storia da raccontare, che parte da lontano, da quando i Romani la occuparono ed installarono qui la coltivazione della frutta e della vite: un guizzo di mediterraneità, in una terra inospitale sia dal punto di vista orografico che climatico. Eppure, dei 250 vitigni esistenti oggi, 40 risultano essere autoctoni, coltivati grazie alla cultura agricola trasmessa proprio dai Romani agli abitanti locali.

Zurigo ospita un mercato rionale in ogni quartiere, dove acquistare verdure locali e gli ingredienti per i piatti tipici ed è sempre qui che i foodies ed i gastromaniaci possono davvero trovare piena soddisfazione ai loro palati.
Zurigo possiede addirittura un primato gastronomico: nel 1898 apre qui il primo ristorante vegetariano al mondo: l‘Hiltl. Da allora ad oggi, la densità di ristoranti tradizionali, etnici, di social food, gourmet, ecc è pari a 17 per Km quadrato! Come se non bastasse, esiste un quartiere interamente dedicato ai food tour: l’avveniristico Zürich West.

L’importanza della gastronomia è tale che ogni anno si tiene lo FOOD ZURICH, con più di 100 eventi in città e nei paesi limitrofi. Zurigo dimostra tutto il suo amore per il cibo. L’evento si protrae per undici giorni, a partire dall’ultima settimana di maggio ed è una vera e propria celebrazione di tutto ciò che è correlato all’alimentazione. In ogni luogo della città, nelle piazze, nelle vie, nei musei, nei tunnel, persino nelle case private ci si ritrova ad assaporare dallo street al social food fino alle ricette gourmet. Ma come si compone la cucina zurighese? Anche la storia della gastronomia zurighese, come avviene per molte cucine storiche, passa attraverso tradizioni, consuetudini, usi e costumi che fanno la cultura del territorio, che originano da millenni di storia di commerci, di viaggi, di scoperte, di innovazioni e di commistioni alimentari, di conservazione e lavorazione dei cibi. La necessità di conservare alimenti per lunghi periodi, a causa del clima inclemente ha aguzzato l’ingegno: il formaggio, di cui la Svizzera produce più di 450 tipi, rientra proprio in questa contingenza. I mercanti, frequentemente provenienti dal Nord Italia, portavano in Svizzera cereali e legumi, ottenendo in cambio carne (salsiccia, più facile da conservare durante il viaggio) e latte (formaggio).

Il passaggio dal “paesaggio alla tavola” è vero anche qui, quindi. Tuttavia, in questo Paese mitteleuropeo, con 26 Cantoni, non è mai esistita una vera e propria tradizione gastronomica che unisca tutto il Paese: San Gallo guarda alla gastronomia francese, il Ticino a quella italiana, nei Grigioni è forte la tradizione rurale. Il cioccolato ed il formaggio sono gli unici alimenti che identificano la Nazione.

Zurigo, poi, guarda alla Germania: la sua cucina è improntata al consumo di carne, fresca e conservata, ai derivati del latte (panna, formaggi) ai dolci a base di miele e mandorle. I vitigni sono quelli della regione di Baden, dei vini rossi. Tra i più noti, i vitigni di Räuschling, dai quali si producono rossi corposi ed intensi. Pochi sanno che a Zurigo nasce uno degli ingredienti moderni della nostra colazione: il müsli, composto da fiocchi d’avena, succo di limone, latte condensato, mele grattugiate, nocciole e mandorle.

Il piatto tipico è lo spezzatino, il Geschnetzeltes nach Zürcher Art: vitello cucinato con panna, funghi e condito con pepe, paprika, succo di limone. Spesso viene servito con tagliatelle o con gnocchetti di patate (spätzle), con patate bollite o con il rösti (frittata di patate grattugiate). Alla fonduta, servita in tutti i ristoranti, si aggiunge la raclette di formaggio fuso, tradizione medievale, che viene servita anche con the o bevande calde.

Gli insaccati sono molto comuni, come i Wiedlikerli, salsicce di carne cotta alla griglia e lo Stadtjäger, salume di maiale essiccato all’aria e tipico della città, fatto con maiali cresciuti e abbattuti nella città di Zurigo.

I dolci poi, a Zurigo, possono generare assuefazione! Dai biscotti Tirggel, risalenti al XV secolo, vengono sfornati dalle confiserie (locali pasticcerie) in occasione del Natale. Sempre a Zurigo nascono anche le cialde a sigaretta, Hüppen, i Luxemburgerli (simili ai maccarons francesi) ed il Turicum gin, in cui si aggiungono spezie locali e fiori di tiglio. Lo Zürhonig, è il miele prodotto dalle instancabili api che, in diciotto colonie, abitano il tetto dell’hotel Marriott di Zurigo. Oltre ai numerosissimi open bar sul Lago di Zurigo, presso i quali godere del caldo tepore estivo e delle prelibatezze locali. Lo Zenghauskeller, vicino alla stazione, può essere il locale giusto per uno spuntino sostanzioso al vostro arrivo a Zurigo.

Un viaggio a Zurigo val bene la pena! Per molti sarà una scoperta inattesa, che abbatte tutti i vecchi stereotipi che hanno identificato questa città per secoli, infatti la città offre oltre alle tradizioni culinarie moltissime cucine etniche. Oggi si parla di una città estremamente moderna, vibrante, ricca, culturalmente molto attiva e che è stata censita come la città europea più gay friendly.

 

Di Giovanna Ceccherini

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