Watson è la nuova serie tv sul mito di Sherlock con molte “queer vibes”
Il mito di Sherlock Holmes e di John. Watson è sopravvissuto allo scorrere del tempo. Dai libri di Arthur Conad Doyle sono state tante le rappresentazioni cinematografiche o televisive che hanno fatto brillare l’acume del detective di Baker Street. Questo perché i due personaggi – uniti da una profonda amicizia che più volte è stata scambiata per qualcosa di ben diverso – funzionano in ogni minima parte, tanto da essere capaci di completarsi a vicenda. E ora, la tv attinge di nuovo al mito di Sherlock presentando una serie moderna, che vira verso il crime ma che approfondisce l’eterna spalla destra di Holmes. Con il titolo di Watson è arrivata in Italia – su Canale 5 con i primi 3 episodi – una serie che sposta l’attenzione sul Dottor John Watson dopo la morte (vera o presunta che sia) di Sherlock. Con un’ingente somma di denaro, il medico riscrive una nuova vita in America ma i fantasmi del passato continuano a tormentarlo. Anche se nasce come la più classica serie procedurale, ai casi medici si intrecciano le vicende personali di Watson che è alle prese con il ricordo del suo “amato” Sherlock. A una prima stagione composta da 13 episodi, in America e il prossimo ottobre, farà seguito un secondo ciclo di episodi.
Watson, di cosa parla la serie tv?
Ideata da Craig Sweeny (celebre per Elementary e Medium), Watson si focalizza sulla vita del John Watson. Il medical drama con elementi polizieschi è ambientato sei mesi dopo l’apparente morte di Sherlock Holmes per mano del suo acerrimo nemico Moriarty. Il John Watson (interpretato dalla star di Rosewood e The Resident) riprende la sua carriera medica come direttore della Holmes Clinic, una clinica impegnata nel trattamento di malattie strane e sconosciute a Pittsburgh. Ben presto, però, Watson si rende conto che la sua vecchia vita non è morta con il suo amico e partner Holmes e che dovrà affrontare il suo passato quando emergono prove le quali indicano che Moriarty è ancora in circolazione.
Il resto del cast include Eve Harlow nel ruolo di Ingrid Derian, una neurologa distaccata ma altamente qualificata con un passato enigmatico; Peter Mark Kendall, i gemelli Stephens e Adam Croft, entrambi i quali lavorano presso la clinica come specialisti in malattie infettive e medicina funzionale, il primo è un maniaco del lavoro emotivamente chiuso e l’altro molto più estroverso; poi Inga Schlingmann che interpreta Sasha Lubbock, una carismatica, affascinante e ambiziosa specialista in reumatologia e immunologia, nata da genitori cinesi e cresciuta da una famiglia adottiva di Dallas; Ritchie Coster nel ruolo di Shinwell Johnson, un ex criminale di Londra e conoscente di Holmes e Watson che lavora alla clinica come assistente amministrativo; e Rochelle Aytes come Mary Morstan, l’ex moglie di Watson e il direttore sanitario della Holmes Clinic, un noto chirurgo che, nonostante il divorzio, mantiene un rapporto di lavoro produttivo con Watson.
Perché vedere la serie di Watson
La struttura della serie tv Watson è molto simile al modello dello storico medical drama Dr. House. Accanto al protagonista, infatti, c’è una squadra di giovani medici esperti in vari ambiti che lo aiutano a risolvere i casi, così come un gruppo di colleghi pronti a supportarlo, proteggerlo ma anche a frenare Watson quando esagera nelle diagnosi improbabili o nelle scelte da compiere. Questo non toglie nulla alla serie che, al netto di una trama un po’ forzata e alcune sbavature, resta comunque un prodotto ben fatto e che intrattiene con piacere. Convince l’immagine di Watson che si libera dall’ombra di Sherlock e diventa lui il vero protagonista, lasciando al pubblico l’idea che quell’amicizia tra i due non sia stata solo profonda ma anche qualcosa di più. E su queste vibes queer che la serie gioca le sue carte migliori. Su Canale 5 sono andati in onda i primi 3 episodi che sono poi disponibili anche su Mediaset Infinity.
