Vittorio Feltri a pochi giorni dal gaypride: “Milano è un vivaio di finocchi”

Qualche giorno fa c’è stato il gaypride a Milano, la manifestazione dell’orgoglio LGBTQI è stato un successo con oltre 250 mila presenza. Il gaypride ha trovato l’adesione da parte del Movimento 5 Stelle, del PD e del sindacato Uil. Tantissime le multinazionali che hanno creduto in questo progetto e che hanno manifestato il loro supporto sfilando con carri colorati a suon di buona musica. Tra le altre Microsoft, Facebook, Google, IBM, LinkedIn e lo studio legale Clifford Chance. Il sindaco di Milano Beppe Sala ha sfilato lungo la parte conclusiva del percorso del gaypride e ha affermato: “Chi crede in questi valori deve esserci tutto l’anno. È giusto sponsorizzare giornate come queste ed è giusto esserci, ma dobbiamo trovare una formula perché ci sia condivisione sempre“. Inoltre il sindaco ha annunciato che a Milano nascerà la prima casa rifugio per ragazze e ragazzi omosessuali rifiutati per il loro orientamento sessuale.

A poche ore dalla conclusione del gaypride di Milano Vittorio Feltri durante la trasmissione televisiva L’aria che tira estate, riferendosi ai motivi che spingono all’organizzazione del gaypride a Milano ha detto: “Omosessuali? Non riesco a capire da chi e in quale modo siano minacciati i loro diritti. Milano è un vivaio di finocchi. Io non li posso chiamare ‘gay’, perché non mi piace parlare in inglese in televisione. Quando poi si dice ‘Gay Pride’ è davvero ridicolo. E non li chiamo ‘omosessuali’, perché è un termine medico e io non sono neanche infermiere. Io li chiamo ‘ricchioni’ oppure ‘froci’, come fa la gente normale”. A queste affermazioni il conduttore Francesco Magnani risponde: “Sono parole oltraggiose rispetto alle quali prendo le distanze”.