Una vita come tante, perché è diventato un classico per la narrativa queer (e non solo)

Il libro è stato pubblicato – per la prima volta – in Italia nel 2016. Il mondo era diverso da come lo stiamo vivendo oggi, anche l’universo della narrativa non era lo stesso. E in quell’anno così fervido di cambiamenti ha fatto capolino un capolavoro che – nel corso del tempo – ha conquistato un lettore dopo l’altro. Stiamo parlando di Una vita come tante, il romanzo di Hanya Yanagihara disponibile per Sellerio editore. Nonostante sia un libro “datato”, ancora oggi resta un metro di paragone per tutti i libri di narrativa che affrontano temi attuali e di grande impatto, come la crisi dei sogni, dei valori e del mercato del lavoro. Il tutto condito con le storie vere e autentiche di un gruppo di amici che si muovono in una tentacolare New York. Una vita come tante è un romanzo lungo, prolisso, quasi come lo è stato “Via col vento”, ma dentro di sé c’è un cuore che pulsa e che batte come un tamburo. Temi forti, dicevamo, così forti che lasciano il segno. Non si parla solo di cultura e società, ma Una vita come tante regala anche uno sguardo inedito al mondo queer sconvolto da una contemporaneità che cambia troppo in fretta. E ora vi spieghiamo perché è un libro che merita di essere letto senza se e senza ma.

Una vita come tante, di cosa parla il libro

In una New York fervida e sontuosa vivono quattro ragazzi, ex compagni di college, che da sempre sono stati vicini l’uno all’altro. Si sono trasferiti nella metropoli da una cittadina del New England e all’inizio sono sostenuti solo dalla loro amicizia e dall’ambizione. Willem, dall’animo gentile, vuole fare l’attore. JB, scaltro e a volte crudele, insegue il mondo dell’arte. Malcolm è un architetto frustrato in uno studio prestigioso. Jude, avvocato brillante e di enigmatica riservatezza, è il loro centro di gravità. Nei suoi riguardi l’affetto e la solidarietà prendono una piega differente. Per lui, i ragazzi hanno una cura particolare e una sensibilità speciale e tormentata, perché la sua vita oscilla tra la luce del riscatto e il baratro dell’autodistruzione. Intorno a Jude, al suo passato, alla sua lotta per conquistarsi un futuro, si plasmano campi di forze e tensioni, lealtà e tradimenti, sogni e disperazione. E la sua storia diventa una disamina, magnifica e perturbante, della crudeltà umana e del potere salvifico dell’amicizia.

Una vita come tante: un vero e proprio caso editoriale

Più di 1300 pagine per un romanzo corposo, scritto con un lessico semplice ma con frasi arzigogolate. Si passa dal passato al presente con armonia, senza far perdere il filo al lettore. Il pregio di un libro di questa portata è proprio questo: l’autrice ha una tale capacità nella scrittura che, pagina dopo pagina, assistiamo all’evoluzione delle vite di tutti i protagonisti. È come se ci trovassimo in prima fila e dentro le loro esistenze, in un periodo che copre diversi decenni. È una storia d’amicizia questo è vero, ma è anche una storia d’amore, di sogni, di errori, traumi, sofferenze e tutto quello che può accadere in una vita ordinaria e… molto di più, perché in realtà nelle vite dei protagonisti nulla è ordinario. Così come nelle nostre.

Una vita come tante che racconta il senso di un’amicizia che vince contro la vita stessa

Un libro che deve essere assaporato e deve essere letto con la mente (e il cuore) aperto per poter comprendere al meglio una storia intensa, vibrante e complessa. Diventa un caso editoriale perché Una vita come tante ha la capacità di raccontare il mondo in cui viviamo con tutte le sue crudeltà e con tutte le sue incomprensioni, ricordando come anche la vita più disperata è una cosa meravigliosa.