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lunedì, Dicembre 9, 2019

Valeria Roberti si esprime sull’aggressione transfobica all’attivista dell’Arcigay Gioconda

Aggressione transfobica all’attivista dell’Arcigay Gioconda di Reggio Emilia: la legge contro i crimini d’odio verso la comunità LGBTQI non può più attendere

Il Centro Risorse LGBTI esprime la sua solidarietà all’attivista colpita e rilancia la campagna Hate Crimes No More

A Reggio Emilia, lo scorso 30 novembre, una giovane attivista trans è stata aggredita con insulti, minacce e gesti osceni mentre, in pieno centro città, partecipava alle attività di sensibilizzazione per la campagna di prevenzione dell’Hiv targata Arcigay Gioconda e Ausl.

Questo purtroppo è solo l’ultimo di una lunga lista di episodi di violenza verso persone LGBTQI avvenuti in Italia nelle ultime settimane, dall’aggressione alla ragazza lesbica quindicenne davanti alla stazione di Porta Nuova a Torino a fine ottobre al ragazzo ventinovenne brutalmente picchiato a Pozzallo, nel ragusano, a metà novembre, passando per l’attacco transfobico contro Vladimir Luxuria a cui abbiamo assistito in diretta tv a fine novembre.

Valeria Roberti, presidente del Centro Risorse LGBTI, dichiara in merito a quanto è accaduto: 

«L’episodio discriminatorio a sfondo trasfobico avvenuto a Reggio Emilia è, sfortunatamente, uno dei tipici esempi di ingiurie e insulti che le persone LGBTQI, proprio per la loro visibilità, come in questo caso, rischiano di subire nelle città italiane. 

Casi come questo vengono raccontati all’interno della comunità dalle vittime nel momento in cui avvengono ma, non essendoci una legge nazionale che tuteli e supporti le persone LGBTQI, raramente sfociano in denuncia alle forze dell’ordine, ed è proprio per questo che vanno monitorate e analizzate, per dare forma e dimensione al fenomeno dei crimini d’odio basati su orientamento sessuale e identità di genere non conforme. 

Inviando la nostra piena solidarietà all’attivista dell’Arcigay Gioconda di Reggio Emilia, la cui visibilità e il cui coraggio non possono, non dovrebbero, essere oggetto di minacce, ci auguriamo che le forze dell’ordine facciano il loro dovere e si rivelino sempre più di supporto in casi come questo e nella lotta all’omo-bi-lesbo-transfobia. 

Le nostre storie, le nostre esperienze sono uno dei dati più rilevanti quando si tratta di affermare le nostre identità, sia nei momenti pubblici, attraverso le manifestazioni e gli eventi, ma anche segnalando e raccontando le discriminazioni che si subiscono proprio per arrivare ad una società che non ritenga “normale” poter offendere, colpire, discriminare»

Il Centro LGBTI, lo scorso giugno, ha infatti lanciato il progetto Hate Crimes No More: il questionario on-line lanciato daI centro che si prefigge di censire il fenomeno dei crimini d’odio motivati da omofobia, lesbofobia, bifobia e transfobia. L’obiettivo è quello di raccogliere un numero di testimonianze sufficiente a darne una lettura statisticamente rilevante e descrivere i tratti principali del fenomeno. Attualmente le testimonianze pervenute sono più di 500 su tutto il territorio nazionale.La raccolta terminerà a fine anno ed è possibile parteciparvi in forma anonima a questo indirizzo: https://datacollection.risorselgbti.eu/hate-crimes-no-more-italy/. I dati prodotti saranno a disposizione delle realtà che si occupano di Advocacy per i diritti LGBTQI. Dimostrare l’esistenza e la portata del fenomeno è infatti fondamentale per chiedere alle istituzioni italiane una legge che lo contrasti in maniera efficace, una legge che non può più attendere.

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