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lunedì, Ottobre 21, 2019

Svolta epocale in Tunisia: ecco il primo avvocato apertamente gay che lotta per i diritti LGBT

Ha 48 anni, è un avvocato, è apertamente gay ed è in corsa per le presidenziali che si svolgeranno il prossimo 15 settembre in Tunisia. Mounir Baatour è uno fra i primi candidati per le politiche del medio oriente che combatterà per i diritti degli omosessuali. In una realtà in cui essere “diverso” viene punito fino a tre anni di carcere, l’intervento dell’avvocato progressista, potrebbe essere un vero e proprio punto di svolta per il tessuto sociale della Tunisia.

La sua candidatura è arrivata solo negli ultimi giorni, ma il noto avvocato ha  già una forte storia politica alle spalle. Fondatore dell’associazione Shams per abolire l’articolo 230 del codice penale, quello in cui si definisce l’omosessualità un reato, l’avvocato non è l’unico aspirante politico che corre per le presidenziali. È infatti uno dei 98 candidati che sono scesi in campo per diventare il capo dello Stato dopo la morte di Beji Caid Essebsi, deceduto il 27 luglio di quest’anno. Una candidatura che è già storica  quella di Moumir Baatour, perchè è il primo aspirante politico apertamente omosessuale.

Il suo programma è ben preciso: vuole porre un rimedio alla situazione catastrofica in cui si trova tutta la comunità, in cui solo chi è sospettato di essere un omosessuale, è sottoposto a test disumani e sorveglianze straordinarie. La sua intenzione è quella di depenalizzare il reato di omosessualità e di permettere a tutta la comunità di tornare a vivere serenamente. Ma c’è anche l’intenzione di aumentare il salario minimo, dare più poteri al capo dello Stato e rendere l’economia della Tunisia meno dipendente da investimenti esteri.

La sua candidatura è accolta con benevolenza ma c’è anche un rovescio della medaglia. Alcuni tunisini credono che la mossa dell’avvocato che ambisce a diventare presidente, potrebbe portare disonore a tutta la cultura del paese, e la stessa comunità LGBT è divisa fra chi approva il gesto e chi invece ha paura di sonore ripercussioni.  Inoltre Baatour viene criticato anche per la sua estrema vicinanza a Israele, favorevole da sempre a una normalizzazione fra Tunisi e Tel Aviv.

La campagna elettorale inizierà ufficialmente il 2 settembre e terminerà il 14, giorno delle elezioni.

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