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martedì, 21 Gennaio, 2020

Salomé, Il più controverso Oscar Wilde allo spazio Avirex Tertulliano

Salomé, dal 9 al 19 novembre debutta presso lo spazio Avirex Tertulliano, un capolavoro del decadentismo di Oscar Wilde

La trama di Salomé si ispira alla storia della figlia di Erodiade. Secondo il racconto evangelico fu la causa del martirio di San Giovanni Battista. Al centro della piéce una donna, il male incantatore, l’archetipo della femme fatale dall’algida bellezza: Salomé. Fredda ammaliatrice da una parte e creatura innocente dall’altra. Vittima del desiderio di essere amata, è lo strumento del martirio di Giovanni Battista e per questo della sua santità.

Capolavoro del decadentismo di fine secolo, scritto da Oscar Wilde nel 1891 e successivamente musicato da Richard Strauss. Il testo venne rappresentato per la prima volta nel 1896 a Parigi mentre a Londra ne fu vietato l’allestimento fino al 1931 a causa dei suoi temi considerati eccessivamente scabrosi. Pare che venne scritta pensando alla grande attrice Sarah Bernard. Che però si rifiutò di recitarla per non essere coinvolta dallo scandalo che aveva travolto Oscar Wilde.

Salomé

I protagonisti della vicenda

Salomé (Valentina Mandruzzato), Iokanaan (Nicole Guerzoni), Erode e Narraboth (entrambi portati in scena da Mauro Bernardi), sono ingabbiati nelle relazioni di potere che si creano tra loro. A esprimere scenograficamente questa condizione i personaggi risultano intrappolati in un gioco di corde che si ispira allo shibari, una tecnica molto antica che nelle tradizionali cerimonie religiose giapponesi simboleggiava il collegamento tra l’umano e il divino.

Salomé è una brillante storia di lussuria, avidità e vendetta

Il più controverso lavoro di Oscar Wilde, che accoglie nel suo ventre le perversioni dell’umanità diventando così la rappresentazione, allo stesso tempo, di Eros e Thanatos. Nel corso del dramma, la vediamo sgretolarsi lentamente e trasformarsi da innocente fanciulla a sanguinoso demone; pronta a perdere tutto, anche la sua stessa anima, pur di raggiungere quell’attimo, infinito e brevissimo, in cui potersi sentire amata.

Salomé

Nel corso del tempo ci siamo abituati a vedere le due figure cardini di questa tragedia moderna, Salomé e Iokanaan; come due archetipi, distanti da noi, spogliati da tutto quello che è umano. Eppure sono anzitutto due esseri umani: spiritualità e materialità, fragilità e paura si fondono in essi. Il loro incontro gli risveglia sentimenti che non sapevano di potere provare, si scoprono, alzano barriere, si feriscono. Ed è da qui che deriva la scelta di far interpretare Iokanaan da una donna. Occasione per lavorare sul personaggio trattandolo, in opposizione con il sesso dell’interprete, come un semplice essere umano, fatto di incertezze, fragilità, timori e con tutte le risposte che tutto questo porta nell’animo umano. Perché prima di essere Santo, Iokanaan, era un uomo.

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