Alla riscoperta di “Amanti” di Daniel Arsand, libro LGBT che lotta contro l’intolleranza
Ci sono libri che meriterebbero di essere letti almeno una volta nella vita. Non solo perché sono di una tale potenza narrativa ma, più che altro, tra le loro pagine sono capaci di affrontare temi di grande valenza che, inconsciamente, riflettono sul mondo che stiamo vivendo. Ed è giusto aprire una parentesi sul romanzo (quasi dimenticato) di Daniel Arsand, dal titolo Amanti. Pubblicato in Francia per la prima volta nel 2008, in Italia è arrivato solo nel 2010 grazie alla E/O Edizioni che lo ha trasformato in un piccolo ma grande cult della narrativa LGBT. Un libro breve che si legge con facilità, che è così forte nella sua messa in scena che è impossibile non restare imbrigliati tra le maglie del racconto. “Amanti”, per lo scrittore francese nato nel 1950 che ha lavorato per anni come librario, è stato il romanzo della consacrazione e che lo ha fatto conoscere al grande pubblico. Ci troviamo di fronte a una storia d’amore intensa e vibrante ma dal finale tragico, che insegna però l’importanza di essere noi stessi in un mondo pieno di intolleranza. E ora vi spighiamo perché questo romanzo meriterebbe di essere riscoperto e amato più di prima.
Amanti, di cosa parla il libro di Daniel Arsand
Al centro del racconto c’è un amore travolgente tra un aristocratico, Balthazar de Créon, e un semplice pastore, analfabeta ma pittore e profondo conoscitore di erbe miracolose, Sébastien Faure. Un amore proibito, scandaloso, immorale, ma che reclama con innocente naturalezza gli stessi diritti riconosciuti all’altro amore. Balthazar con il giovane pittore condivide non solo un amore vibrante ma anche l’estraniamento dal mondo. Ambientato nella Francia di Luigi XV, tra riti di passaggio e nobili spocchiosi, la storia dei due amanti persi e perduti si intreccia a una realtà che impedisce di vivere al meglio quel sentimento. Balthazar è diviso tra la nobiltà e il suo Sébastien, e il giovane è diviso tra Balthazar e un mondo che vuole scoprire con tutto se stesso. La società li divide, ma quell’amore universale unisce i loro cuori per sempre, anche oltre la morte e il tempo.

Un canto d’amore che denuncia l’intolleranza di ieri e di oggi
Il testo è un romanzo ma ha la struttura di un racconto breve scritto quasi in versi. Con un lessico forbito e un ritmo incalzante, l’autore si mette a nudo nel raccontare cosa significa poter amare una persona ma non poter vivere di quell’amore. Rende il tutto ancora più vero e sincero ambientando la storia durante una pagina buia del nostro passato. La contestualizzazione storica, infatti, evidenzia il peso che hanno nella storia i due “magnifici amanti”. L’autore non lesina nei dettagli nel portare Balthazar e Sébastien a lottare contro la la repressione e l’intolleranza di quel momento storico che non vede di buon occhio un amore così puro e così “diverso”. In cento capitoli, alcuni di poche righe, con una scrittura incalzante e che toglie il respiro, ma rapida, limpida, priva di falsi orpelli, lapidaria, affilata come una lama, “Amanti” penetra nell’animo del lettore, evocando fantasmi e paure ancestrali che sono irrisolte ancora oggi.
Un romanzo che avrebbe meritato di più
Così forte nella sua narrazione e così attuale nonostante sia ambientato nella Francia di Luigi XV, il romanzo ha capacità di riflettere su ciò che eravamo e ciò che siamo diventati. E lo fa senza mai scendere a compromessi e senza regalare sconti a nessuno. Oggi, il libro è ancora disponibile su Amazon nella sua sola versione cartacea. Una fine indegna per un romanzo di rara bellezza e che avrebbe meritato un successo maggiore.
