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venerdì, Dicembre 4, 2020

Raffaello: il critico d’arte Luca Nannipieri in conferenza alla Camera dei Deputati

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In occasione del 500mo anniversario della morte di Raffaello, mercoledì 24 giugno alle ore 12, il critico d’arte Luca Nannipieri terrà presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati una conferenza dedicata a RAFFAELLO, dal suo libro “Raffaello. Il trionfo della ragione” pubblicato da Skira.Introduce l’onorevole Manuela Gagliardi, interviene Giuseppe Di Leo, giornalista di Radio Radicale. L’incontro è visibile, previa registrazione, sul canale ufficiale webtv della Camera dei Deputati e su Radio Radicale. 

Nella conferenza e nel volume di Luca Nannipieri, Raffaello viene analizzato in una prospettiva inedita, mettendo in risalto il contributo che il grande artista rinascimentale ha dato allo sviluppo del pensiero laico.

Luca Nannipieri

L’uomo è più importante di Dio. Sembra scritto questo nell’opera che riteniamo più importante di Raffaello, lo Sposalizio della Vergine, conservata alla Pinacoteca di Brera. Guardando la scena, paradossalmente, centrale non è Dio, non è il suo racconto, ma è l’opera dell’uomo. Te lo dice lo sguardo, anzitutto. Raffaello voleva che lo dicessero anzitutto loro: i tuoi occhi. I tuoi occhi che, osservando l’opera, sono sospinti a guardare con insistenza non tanto i personaggi evangelici quanto il grandioso tempio in prospettiva che troneggia su tutto. Silenziosamente si fa strada quel laicismo – quella fiducia cioè nella potenza dell’uomo, prima che in Dio – che la modernità ha interamente metabolizzato.

Nello Sposalizio della Vergine di Raffaello, il protagonista assoluto è lo spazio umano, terreno, perfettamente e armonicamente razionalizzato. Il racconto cristiano diventa, forse per la prima volta nella storia, assolutamente comprimario, ausiliario.

È un cambio di prospettiva concettuale radicale che il nostro artista non svilupperà mai compiutamente (se non nella Stanza della Segnatura in Vaticano, e nello specifico nella Scuola di Atene), ma che di fatto testimonia pittoricamente l’essenza del Rinascimento: e soprattutto apre, assieme ad altre opere coeve, quella crisi e quel conflitto tra uomo e Dio che l’arte moderna e contemporanea porterà ai suoi estremi.

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