Queerness e Stranger Things: Will Byers e Robin Buckley
Dopo quasi quattro anni di lunga attesa, è finalmente uscita la quinta e ultima stagione di Stranger Things, la celebre serie Netflix creata dai Duffer Brothers nel 2016. Per chi non l’avesse ancora vista, la serie – tra le più popolari dell’ultimo decennio – racconta la storia di un gruppo di ragazzi che vivono negli anni ’80 a Hawkins, una piccola cittadina dell’Indiana, improvvisamente travolti da eventi misteriosi e soprannaturali.
La trama prende avvio dalla scomparsa di Will Byers, evento che spinge amici e familiari in una ricerca disperata che porta alla scoperta di dimensioni parallele, creature mostruose provenienti dall’Upside Down (il Sottosopra) e complotti governativi. Il resto, se non l’avete mai vista, non ve lo anticipiamo…
Stranger Things: un successo unico nel suo genere
Stranger Things è una delle produzioni più importanti mai realizzate da Netflix, grazie alla sua capacità di combinare fantascienza, horror e dramma adolescenziale. Il suo storytelling fonde misteri sovrannaturali, suspense, colpi di scena, relazioni emotive intense e percorsi di crescita personale, il tutto immerso in un immaginario anni ’80 ricostruito con cura, tra estetica, costumi, musica e riferimenti culturali capaci di evocare nostalgia anche in chi non ha vissuto quell’epoca.
Tra i numerosi temi umani esplorati dalla serie – amore, amicizia, rapporto genitori-figli, traumi, abusi, adolescenza – trova spazio anche l’omosessualità, affrontata in modo più sottile e non sempre esplicito. Questo riguarda soprattutto due personaggi: Will Byers e Robin Buckley, quest’ultima collega di Steve Harrington nella gelateria del centro commerciale Starcourt.
Will Byers: un percorso di scoperta
Dalla prima stagione, Will viene presentato come un ragazzo sensibile, introverso, riservato e privo di interesse verso le ragazze, a differenza dei suoi amici Mike, Lucas e Dustin. Non teme di mostrarsi vulnerabile, e proprio questa sua diversità diventa motivo di derisione da parte dei compagni di scuola, che lo insultano chiamandolo “finocchio”. Fin dall’inizio, molti fan hanno interpretato questi elementi come segnali della sua omosessualità.
Nel corso delle prime quattro stagioni emergono diversi momenti che parte del pubblico ha letto come indizi: dalla scena della terza stagione in cui Mike dice a Will “Non è colpa mia se non ti piacciono le ragazze”, fino al suo evidente disagio nel vedere Mike e Undici insieme. Un altro momento iconico è nell’episodio 8 della stagione 4, quando Will mostra a Mike un disegno che in realtà ha realizzato lui stesso. In quella scena, mentre incoraggia Mike a credere in sé come partner di Undici, si volta e scoppia in lacrime: per molti fan, è un implicito gesto d’amore non dichiarato.
La conferma: Will è gay e ama Mike
Il chiarimento definitivo arriva nell’estate 2022, quando Noah Schnapp – l’attore che interpreta Will – afferma pubblicamente che “è chiaro al 100% che Will sia gay e che ami Mike”. Nel gennaio 2023 lo stesso Schnapp fa coming out con un video su TikTok, dicendo di essere “più simile a Will di quanto pensasse”. In un’intervista a Variety, rivela che interpretare un personaggio queer lo ha aiutato a comprendere la propria identità e ad accettarsi, aggiungendo che senza quel ruolo probabilmente starebbe ancora nascondendosi.
L’importanza della rappresentazione queer
La storia di Will Byers dimostra quanto la presenza di personaggi queer – anche quando non pienamente dichiarati – possa avere un impatto profondo. Da un lato permette agli spettatori di riconoscersi in figure che si sentono diverse, giudicate o incomprese, e di trovare coraggio nell’esempio dei personaggi che imparano a essere sé stessi. Dall’altro, come nel caso di Noah Schnapp, può persino aiutare gli attori coinvolti a scoprire e vivere apertamente il proprio orientamento.
In definitiva, Stranger Things non è solo una serie cult per i suoi misteri e la sua estetica, ma anche per il modo in cui riesce a raccontare con sensibilità temi complessi come la scoperta di sé e l’identità queer.
Robin Buckley
In Stranger Things c’è un altro personaggio queer oltre a Will: Robin Buckley. A differenza di Will, però, Robin dichiara quasi subito e apertamente la propria omosessualità. Interpretata da Maya Hawke, Robin viene introdotta nella terza stagione (2019) come collega di Steve Harrington nella gelateria del centro commerciale di Hawkins.
Fin dai primi episodi, Steve mostra un interesse romantico nei suoi confronti e, convinto che lei possa ricambiare, le chiede chi sia la sua “crush”. È in quel momento che Robin gli rivela la verità: non è attratta da lui e, anzi, lo aveva preso in antipatia perché la ragazza di cui lei era infatuata preferiva proprio Steve.
La scelta del coming out: una decisione condivisa
In un’intervista al Wall Street Journal, Maya Hawke ha spiegato che il coming out di Robin è nato da una scelta condivisa tra lei, i produttori e Joe Keery (Steve Harrington). La decisione è maturata direttamente sul set, perché tutti ritenevano che il rapporto tra Steve e Robin fosse chiaramente amichevole e non romantico.
Robin diventa così il primo personaggio dichiaratamente gay della serie, un ruolo fortemente voluto dall’attrice. Hawke ha sottolineato l’importanza di non confinare i personaggi queer ai soli film o serie a tema LGBTQ+, ma di inserirli in ogni genere narrativo. Solo così, afferma, la comunità può sentirsi davvero rappresentata nella società. Maya ha raccontato inoltre che il coming out di Robin ha dato coraggio a molti giovani spettatori, spingendoli a dichiararsi ai propri genitori – un risultato di cui si sente profondamente orgogliosa.
Perché Robin si dichiara e Will no?
Al momento non esiste una risposta definitiva da parte dei produttori o del cast. Tuttavia, alcune ipotesi sembrano plausibili. Robin entra nella serie già da giovane adulta, mentre Will è un bambino e porta sulle spalle una linea narrativa già molto complessa e centrale: la sua scomparsa è il punto di origine dell’intero arco soprannaturale del Sottosopra.
È possibile che gli autori abbiano scelto di mantenere più sfumata la dimensione della sua sessualità per lasciare spazio a interpretazioni libere, o per riservare rivelazioni più esplicite alle ultime stagioni – magari proprio all’ultima.
Cosa aspettarsi nella quinta e ultima stagione
Noah Schnapp ha dichiarato che nella stagione conclusiva la sessualità di Will sarà un “major point” tra quelli affrontati nella trama. Inoltre, secondo alcuni rumors, Robin avrà un ruolo fondamentale nell’aiutare Will nel suo percorso di consapevolezza.
Per il momento non anticipiamo altro… ma le premesse per un finale ricco di emozione ci sono tutte.
Il coming out di Will nell’ultima stagione
Nell’ultima stagione, però, la queerness di Will smette di essere solo sottintesa e diventa finalmente esplicita. In una delle scene più intense, Will trova il coraggio di parlare apertamente di sé, mettendo in parole ciò che per anni era rimasto un non detto: la consapevolezza della propria identità e il dolore silenzioso di un sentimento non ricambiato. Non è un coming out “urlato”, ma un momento delicato e profondamente realistico, che restituisce al personaggio tutta la sua vulnerabilità e il suo percorso di crescita. Una scelta narrativa importante, soprattutto perché Stranger Things colloca questa confessione in un contesto storico – gli anni ’80 – in cui dire la verità su di sé poteva significare sentirsi ancora più soli.

