Alla scoperta del Queer Britain. A Londra c’è il museo che parla di storia LGBTQIA+
Che la città di Londra sia una tra le più inclusive d’Europa è un dato di fatto. Lo si nota non solo da un turismo aperto alle diversità ma anche da un tessuto sociale che esplora in lungo e in largo il lifestyle della comunità. Per questo è giusto aprire una parentesi sul Queer Britain. Si tratta del primo museo nazionale LGBTQIA+ di Londra. Il Queer Britain è il primo museo nazionale del Regno Unito, che si trova a King’s Cross, con mostre che si alternano durante l’anno invece di mantenere esposizioni permanenti. La galleria principale è suddivisa in sei temi che si interessano di attivismo, spazi sociali queer, creatività, esperienze di salute, relazioni e contesti sociali più ampi. Le storie individuali all’interno di ogni tema cambiano regolarmente, consentendo al museo di rappresentare voci e periodi diversi della storia LGBTQ+.
Queer Britain: cosa c’è da vedere al museo
La galleria principale è suddivisa in sei temi: Resist! si concentra sull’attivismo, tra cui il Black Lesbian and Gay Centre degli anni ’80 e ’90. Club Kids celebra gli spazi sociali queer, aprendosi con il Club Kali, il primo locale del Regno Unito ad accogliere specificamente la comunità LGBTQIA+ sud-asiatica. Queer Creativity affronta il movimento musicale di liberazione femminile degli anni ’70 e ’80. “Body and Mind” affronta il tema della salute e della disabilità, esponendo un pannello tratto dall’AIDS Memorial Quilt del Regno Unito. “Live, Laugh, Love” esplora le relazioni e la vita domestica attraverso figure come Lytton Strachey e Dora Carrington, membri del Bloomsbury Group. “The World Around Us” esamina il ruolo della vita queer nella società in generale, a partire dalla storia del calciatore Justin Fashanu.
Queer Britain: Mostre speciali e programmazione
Il museo organizza mostre temporanee su temi specifici durante tutto l’anno. Le mostre recenti e future hanno raccontato la cultura della stampa queer, la storia del festival cinematografico BFI Flare lungo quattro decenni, la rappresentazione pubblicitaria dei marchi, i ritratti transgender e la musica di protesta LGBTQIA+ degli anni ’70. Il programma espositivo integra i temi principali della galleria con approfondimenti su specifici movimenti, media o comunità. Il museo è a ingresso gratuito con donazioni suggerite e apre dalle 12:00 alle 18:00 dal mercoledì alla domenica (chiuso il lunedì e il martedì). Si trova al 2 di Granary Square, a King’s Cross, in un’area che negli ultimi dieci anni si è trasformata da edifici industriali a spazi culturali. Essendo un museo indipendente che non riceve finanziamenti pubblici, vive di donazioni, abbonamenti e ricavi commerciali. Elton John e David Furnish sono i suoi mecenati.
Esplorando la Londra LGBTQ+ oltre il museo
Sebbene Queer Britain abbia sede a King’s Cross anziché a Soho, la sua posizione lo rende comunque facilmente raggiungibile dal più ampio panorama sociale LGBTQIA+ di Londra. King’s Cross stessa si è evoluta negli ultimi anni in un’area culturale molto popolare. Da King’s Cross, gli storici bar gay di Soho sono a breve distanza. A Soho, locali storici come l’Admiral Duncan sono ancora molto frequentati, mentre altri locali come il Village Soho rimangono luoghi ideali per vedere e farsi vedere.
Perché il Queer Britain è così importante
La Gran Bretagna non aveva un museo nazionale LGBTQIA+ permanente fino al 2022, nonostante Londra fosse una capitale queer globale. Prima dell’apertura del Queer Britain, la LGBTQ+ esisteva in frammenti: archivi universitari, collezioni individuali e organizzazioni benefiche con spazi limitati. Il museo crea un’infrastruttura permanente per la conservazione. Chiunque può donare i materiali del proprio partner risalenti alla liberazione gay degli anni ’70 o la propria collezione personale, frutto della gestione di un gruppo di supporto per l’AIDS negli anni ’80, sapendo che tali oggetti saranno conservati e utilizzati a fini educativi. Questo dimostra che la storia LGBTQIA+ è degna di essere preservata a livello nazionale, non è solo un interesse di nicchia per gli archivi comunitari. Per i turisti che provengono da paesi in cui la storia queer rimane soppressa, visitare un museo dedicato nel centro di Londra rende l’esperienza ancora più vera
