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mercoledì, Luglio 24, 2019

Queer as Folk compie 20 anni. Ecco perché ancora oggi è la serie che rappresenta la comunità LGBT

«Vieni o te ne vai, oppure vieni e resti?»

Sono trascorsi ben 20 anni dal primo episodio di Queer as Folk, la serie inglese creata da Russell T. Davies che, con dovizia ed estrema veridicità, ha raccontato la vita di un gruppo di omosessuali in una Manchester da mozzare il fiato. Gli inglesi sono stati i primi a credere nel realizzare un prodotto del genere, il primo che inevitabilmente, ha segnato un’epoca. Prodotto dal 1999 al 2000, Queer As Folk è stato poi acquistato da un emittente americana che nel 2000 ha sfornato un fortunatissimo remake andato in onda fino al 2005. Più patinato ma non meno incisivo rispetto all’edizione inglese, gli addendi cambiano ma la somma è rimasta sempre la stessa. Simbolo di un’era di grande rivoluzione per tutta la filiera televisiva, grazie a Queer as Folk, il mondo LGBT non ha più segreti.

La versione inglese ha visto al centro della vicenda la vita di Vince, Stuart e Nathan. 3 ragazzi omosessuali che vivono a Manchester e che frequentano la mitica Canal Street, storica gay street.  Fra amori, sogni, avventure fugaci, Queer As Folk delinea una storia fresca e decisa, aprendo un varco su quella che è la comunità omosessuale, sfatando miti e leggende metropolitane. Si parla di sesso e si fa molto sesso, immortale è il primo incontro fra Vincent e Nathan, si discute di pari opportunità, di amore, di lavoro e di denaro.  Tutto come estrema naturalezza, come è giusto che sia. Certo, venti anni fa una serie come Queer As Folk, ha fatto scalpore proprio perché mai, fino a quel momento, è stato trasmesso un prodotto del genere. Così vero, così crudo, così realistico. Ora è fuori tempo massimo, ma il messaggio resta.

Il format una volta acquistato per il pubblico americano, ha perso un po’ quell’olone di veridicità, ma ha avuto la sagacità di raccontare più storie e di affrontare temi d’interesse comune: come le malattie sessualmente trasmissibili, l’HIV, i legami affettivi, l’omogenitorialità e altro ancora.

E ancora oggi Queer As Folk, nonostante lo scorrere del tempo, resta l’unica serie tv che rappresenta la comunità LGBT con i suoi punti forza e con i punti deboli, i suoi colpi di testa, le sue contraddizioni e i luoghi comuni. Forse solo il linguaggio non è più incisivo come lo è stato 20 anni fa, ma è comunque una pietra miliare, pioniera di un genere. Dopo sono state realizzate serie come Looking, sul mondo omosessuale dei poco più che trentenni, senza dimenticare la folle “Cucumber”, nata dallo stesso creatore di Queer As Folk.

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=sAJOa40ho8A]

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