Ecco quali sono le destinazioni LGBT più sicure del 2024 per il tuo prossimo viaggio

È un dato di fatto che il turismo sia il motore stesso dell’economia mondiale. Lo abbiamo visto con il Nepal, ad esempio, che ha intuito come sfruttare al meglio le proprie risorse. Nello stesso modo, sono tanti i paesi attorno al mondo che, in un’ottica di un turismo aperto a tutti e sempre più inclusivo, cercano di mutare i propri canoni e trasformarsi in destinazioni friendly o puramente LGBT. Ma, non sempre è facile capire quale potrebbe essere la meta adatta per le tue prossime vacanze arcobaleno di coppia o in solitaria. Per i viaggiatori che fanno parte della comunità LGBTQI+ la sicurezza e l’inclusività sono fattori importanti nel programmare la vacanza. Per questo motivo, grazie al Gay Travel Index, si cercato di capire quali sono le destinazioni più LGBT ma anche quelle più inclusive e sicure. Il censimento apre una parentesi sulle mete che superano le aspettative, soddisfano i requisiti o oppure che non sono all’altezza. E i parametri sono ben precisi. Per capire e comprendere quali possano essere le destinazioni più sicure si stila una classifica; si comincia dai paesi da più queer-friendly e più sicuri arrivando a quelli meno sicuri, fornendo un parametro affidabile – sia per la gente del posto che per i viaggiatori LGBTQ+ –. Alcune di queste località, però, sono già all’opera per ridefinire i parametri di valutazione.

Destinazioni LGBT: per una vacanza in totale armonia

Quindi come classificare le destinazioni più sicure? Il sistema comprende 18 categorie. Si valuta i paesi che hanno le leggi contro la discriminazione, i diritti dei transgender, fino all’influenza religiosa oppressiva; dai procedimenti giudiziari contro la comunità arcobaleno fino alla pena di morte. “Zero” è il punteggio neutrale a cui si aggiungono o detraggono in base ai paesi con diritti umani – o alla loro mancanza -. Sia positivi che negativi, i punti vengono valutati rispetto alla severità delle leggi o delle usanze locali. Ad esempio, i paesi che ancora puniscono l’omosessualità con la pena di morte ottengono più detrazioni rispetto ai paesi che hanno la pena di morte ma non agiscono di conseguenza. In un ex-aequo a le destinazioni più queer-friendly con 12 punti ciascuna sono: il Canada, Malta, Nuova Zelanda, Portogallo e Spagna che seguite dalla Australia, Svizzera, Danimarca, Germania, Islanda, Norvegia e Uruguay. Gli Stati Uniti hanno ottenuto una posizione tiepida, al 41esimo posto, con un totale di soli quattro punti. All’estremità opposta, restano i paesi più ostili, Arabia Saudita, Iran, Cecenia e Afghanistan che praticano ancora la pena di morte per l’omosessualità.

Leggi anche: “Rainbow map 2024: l’Italia al 36mo posto“

Destinazioni LGBT: New York – nonostante tutto – è la meta più sicura

Tra tutti a alzare l’asticella è stata la Norvegia, salita dalla posizione numero 17 fino all’ottava, grazie soprattutto all’inversione delle terapie di conversione. Anche l’Estonia è balzata di 15 posizioni grazie alla legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Nel frattempo, il Regno Unito è crollato da 9 a 21, perdendo punti a causa della diminuzione del marketing LGBT e della popolazione locale ostile. Anche gli Stati Uniti hanno perso terreno, scendendo da 35 a 41 a causa dell’influenza religiosa e dell’ostilità della popolazione locale. La Russia ha subito il crollo maggiore, da 177 nel 2023 a 205 nel 2023 perdendo altri cinque punti per l’aumento dei procedimenti giudiziari contro le persone LGBT. Inoltre, nell’analisi del 50 stati coinvolti si pensa a valutare anche la vivibilità. Per gli Stati Uniti, ad esempio, si valutano anche le leggi sui crimini d’odio, la difesa dei gay e dei trans, e le infrastrutture queer. Con 14 punti, New York si guadagna il primo posto per le sue protezioni LGBT, per l’assenza di censura, delle terapie di conversione e per gli sforzi concertati nel marketing e nelle infrastrutture LGBT. E poi California, Colorado, Nevada e Oregon sono tutti al secondo posto, seguiti da Washington, Illinois, Massachusetts, New Jersey e New Mexico . Alabama, Mississippi, Tennessee e Montana sono alcuni degli stati meno queer-friendly, con l’Oklahoma all’ultimo posto per il secondo anno consecutivo, a causa della censura, dei diritti trans e di persone non binarie.