Poesie LGBT: storie di “Plurali al singolare” con i componimenti di Davide Rocco Colacrai

Nell’editoria contemporanea non si parla (e si racconta) la comunità LGBT solo attraverso un testo in prosa. La poesia, come forma d’arte, è ancora molto presente (anche se non sembra) all’interno del panorama letterario di oggi, e ci sono diverse realtà editoriali che investono su componimenti brevi ma intensi per fotografare i nostri stati d’animo e il mondo che abbiamo intorno. Ovviamente in questo corollario ci sono anche molte poesie che affrontano il tema dell’omosessualità in tutte le sue forme. E oggi vogliamo proprio parlare di questo argomento, presentando una raccolta di poesie in cui si possono leggere alcuni componimenti dedicate alla comunità LGBT. Sono di un autore toscano e il libro è disponibile in tutti gli store per la casa editrice Le Mezzelane (qui il link di acquisto).

Poesie LGBT: la forma poetica come atto di denuncia sociale (e non solo)

Due anni fa con “Della stessa sostanza dei padri – Poesie al Maschile” il poeta toscano Davide Rocco Colacrai si era già affacciato nell’ambiente letterario moderno. Dopo il buon riscontro ottenuto dalla sua prima pubblicazione è nuovamente nelle librerie con una silloge poetica – edita dalla casa editrice anconetana Le Mezzelane – dal titolo “D come Davide. Storie di Plurali al singolare”. Il volume è composto nella sua totalità da 26 poesie che sono divise in 6 parti, e la prefazione è a cura dello scrittore leccese Mattia Zecca. Molti dei suoi componimenti hanno un “preciso rimando a un uomo, una donna, un amico, un personaggio pubblico o, più generalmente, un evento storico”. L’autore, infatti, decide di raccontare attraverso la forma poetica alcune pagine e figure importi che sono rimasti nel nostro stesso immaginario comune: da Paolo Borselli fino gli esuli d’Istria e Dalmazia, dedicando una silloge al suo cane Manny e all’autore Vincenzo Restivo (celebre per La Santa Piccola e Maregrigio), fino a Billy the Kid, Giovanni Falcone e le vittime della strage dell’Hotel Rigopiano o i numerosi malati a causa dell’Eternit.

Poesie LGBT: versi potenti dedicati alla comunità arcobaleno

In quanto poeta civile e contemporaneo e da sempre attivista, Davide Rocco Colacrai “dedica potenti versi anche alle vittime della comunità LGBTQIA+”, come i deportati omosessuali che furono confinati alla Isole Tremiti sotto il governo fascista, senza dimenticare il primo scrittore marocchino dichiaratamente omosessuale tale Abdellah Taia, oltre che ai piccoli bambini della famiglia arcobaleno composta da Nicola e Mattia (anche curatore della prefazione alla silloge e scrittore per Feltrinelli di “Lo capisce anche un bambino – Storia di una famiglia inconcepibile”). Inoltre, a sigillare l’impegno del poeta c’è il titolo della prima poesia del volume “Undicesimo Comandamento: non dimenticare” che “è titolo ma soprattutto forte ed esplicita richiesta dell’autore”. Il poeta ha una scrittura di grande impatto e riesce con disinvoltura e profondità ad affrontare tematiche forti e dolorose, spesso slegate tra loro, attraverso il linguaggio universale della poesia.

Poesie LGBT: chi è l’autore della silloge?    

Giurista e Criminologo, Davide Rocco Colacrai partecipa da quindici anni ai Concorsi Letterari e ha conseguito oltre mille riconoscimenti, anche internazionali, tra i quali quattro Premi alla Carriera, un Premio al Merito Culturale e la Medaglia del Presidente della Repubblica. D come Davide – Storie di plurali al singolare è il suo decimo libro di poesia. Le sue poesie sono state tradotte in tedesco, francese, inglese, spagnolo, cinese, russo, albanese, turco, montenegrino e in lingua bengali. Nel tempo libero, studia arpa, colleziona 45 giri da tutto il mondo (ne possiede oltre duemila), ama leggere, fare lunghe passeggiate con il suo cane Mitty e viaggiare. Per Le Mezzelane ha pubblicate le sillogi “Instantanee donna” (2017), “Asintoti e altre storie in grammi” (2019) e nel 2022 “Della stessa sostanza dei padri” (2021).

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