Perché è importante festeggiare la Giornata Mondiale contro l’Omofobia

Rispetto al passato, tutta la comunità LGBTQI+ sta attraverso un periodo di rinnovata consapevolezza (soprattutto nel nostro Paese). A causa di una politica scellerata e poco inclusiva, si lotta ancora di più per far comprendere che tutti – nessuno escluso – hanno bisogno degli stessi diritti. Forse, si pensa di costruire un mondo fin troppo utopistico ma il rispetto per gli altri (anche da chi la pensa in maniera diversa) è alla base di un villaggio globale dove ognuno può vivere in comunione con gli altri. La comunità, però, è ancora presa di mira, non solo da politici che sembrano vivere nel medioevo, ma da una società gretta che proprio non riesce a comprendere che il mondo (e la vita) è andato avanti. Di fatti, quasi ogni giorno, si registrano ancora tanti casi di omofobia nei riguardi di donne e uomini, solo a causa delle loro inclinazioni sessuali. Per questo, e oggi più di ieri, è giusto festeggiare la Giornata Mondiale contro l’Omofobia. Il 17 maggio può essere il momento giusto per capire cosa si potrebbe fare per cancellare la piaga dell’omofobia, o quanto meno per mitigare gli effetti. Il percorso è ancora lungo ma non è detto che sia una missione impossibile.  

La giornata Mondiale contro l’Omofobia: un po’ di storia

La Giornata internazionale contro l’omofobia la transfobia e la bifobia è stata istituita nel 2004 dalle Nazioni Unite e dall’Unione europea a 14 anni dalla decisione del 17 maggio 1990 di rimuovere l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità. Si celebra tutti gli anni appunto il 17 maggio in ricordo della data in cui l’Oms definì per la prima volta nella storia l’omosessualità come “una variante naturale del comportamento umano“. In questo modo, terminarono i trattamenti medici e psichiatrici per curare l’omosessualità. Molto è stato fatto, in questi anni, contro ogni forma di intolleranza e discriminazione basata sull’identità di genere ma nonostante ciò sono ancora 72 i paesi nel mondo che sanzionano penalmente l’orientamento sessuale. L’Italia, nell’ottobre 2017 è entrata a far parte del “Core Group LGBTI”, un gruppo interregionale di Paesi e organizzazioni, per promuovere i temi della lotta alla discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e della tutela dei diritti delle persone LGBTI (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) in ambito Onu.

La giornata mondiale con l’Omofobia si festeggia oggi, più di ieri

Al di là di un aspetto normativo e di un percorso istituzionale, il prossimo 17 maggio è lecito fermarsi per capire dove siamo arrivati, cosa possiamo fare per migliorare e per cercare – o quanto meno di attenuare – gli effetti di uno dei mali più assurdi che affliggono la comunità. Essere bollati come “persone non normali” è un gesto così doloroso e subdolo che – a volte – non si riesce ancora a spiegare. Lottare pacificamente per far comprendere quanto è importante abbracciare le “diversità” che abbiamo intorno è un atto dovuto. Ricordarlo in una giornata che interessa tutti è per dare agio di costruire un mondo più civile.