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domenica, Novembre 17, 2019

Paola Iezzi, ci racconta di sé e del suo nuovo singolo

INTERVISTA ESCLUSIVA A PAOLA IEZZI: Ci racconta di sé e del suo nuovo singolo “Gli occhi del perdono”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Paola Iezzi è uscita da qualche settimana con un nuovo singolo “Gli occhi del perdono” scritta in collaborazione con Andrea Mariano (Andro dei Negramaro) ed Emiliano Pepe, produzione artistica Andro, tratto dall’ E.P digitale che contiene il brano cantato anche in spagnolo mixato da Gianni Bini ed alcuni remix a cura di Dj Atrim & Frankie Mancuso e Dj Hiisak ed un’esclusiva versione acustica di “Festival” la hit single del duo Paola & Chiara. Il brano esce in un momento particolare della sua vita e mi sento di dire anche della mia. È un brano intenso e ricco di significati, confezionato in una versione disco funk molto accattivante.

Paola, questo singolo, le sue parole, è ricco di emozioni, vuoi descriverci la tua passione, il brano ed il suo significato? La mia passione è la musica. Mi dedico ad essa e a questo mestiere, oramai da moltissimi anni e, a distanza di tempo, devo ammettere che il mio cuore batte ancora solo per lei. “Gli occhi del perdono” parla di un tema importante. Lo diventa ancora di più al giorno d’oggi per via dei social e di una certa attitudine a “dire tutto di sé” al mondo. Un mondo che è diventato crudele, spietato. Che vuole “sapere” tutto soprattutto per il gusto di fare ‘gossip’ non perché sia realmente interessato a darti una mano a risolvere i tuoi “guai”. Oggi l’attenzione si concentra sempre più sugli aspetti “negativi” e “trash” della vita.

E, purtroppo, spesso anche i social amplificano questa tendenza al pettegolezzo e alla “cattiveria”, che talvolta trascende nel bullismo in casi più estremi. La canzone sostanzialmente invita le persone a “non fidarsi” di chiunque. Invita le persone a fare scelte “sane” per la propria vita e ad abbandonare la propria parte più oscura, ma soprattutto a non condividere le proprie fragilità con persone alle quali non importa nulla di te, le quali, invece, utilizzerebbero addirittura queste informazioni per infierire ulteriormente sulle tue debolezze. È un invito a “trattarsi bene” a darsi il tempo di capire cosa ti accade nei momenti in cui si sta poco bene. A fidarsi solo di una stretta cerchia di persone che ti amano davvero.

Nel tuo percorso musicale, quale sound preferisci su tutti quelli che hai interpretato e perché?
Amo molto la musica che fa ballare. Trovo che sia catartica. Adoro vedere la gente liberarsi delle proprie oppressioni attraverso la musica. Cantando e ballando. Ma amando molto anche il pop melodico, trovo nel pop-dance l’espressione migliore di ciò che amo fare e che alla fine racchiude tutti i generi che amo. Il pop e la dance ti permettono di fare praticamente tutto. Amo anche molto le versioni acustiche delle hit. Mi piace l’idea di poter “spogliare” una ‘hit’ del suo vestito più “commerciale” per riportarla alla sua origine. N un “clima” più rilassato del beat incalzante. Quando una canzone ha una buona melodia, la puoi fare in tutti i modi e resta una bella canzone.

Nel 2018 hai creato e cantato una versione acustica della splendida “Amore mi dai”, oggi nel tuo E.P. digitale c’è “Festival” sempre in versione acustica, entrambe cantate in origine insieme a Chiara. Perché la voglia di re-interpretare dei tuoi classici? Non temi che possano perdere il loro valore originale? Sono stata sei anni senza cantare i miei “successi” del passato. Ora sento che posso di nuovo cantare quelle canzoni senza provare quella malinconia che provavo, dopo la separazione da Chiara, ogni volta che le ascoltavo o provavo a cantarle. Sono canzoni che abbiamo scritto e prodotto insieme. Che hanno avuto e hanno ancora un grande successo e che hanno un significato profondo e speciale per la mia vita e per il mio percorso. E desidero facciano parte anche del mio futuro. Il sodalizio lavorativo con Chiara è terminato nel 2013. Oggi lei fa l’attrice ed è molto felice della sua nuova strada. E io continuo a cantare da sola. Ma le canzoni sono l’eredità che qual nostro progetto così unico e speciale ha lasciato. Ed è corretto che io continui a cantarle. Per rispetto di ciò che è stato e per correttezza anche nei confronti del pubblico che continua a seguire il mio percorso come solista e che, giustamente, vuole sentirle.

Paola, prevedi un album acustico di classici? Se dovessi reinterpretare dei successi internazionali quali sarebbero? Non saprei. Sicuramente amo reinterpretare pezzi famosi in chiave acustica. L’ho fatto, per esempio con le canzoni natalizie. Amo il repertorio di natale. L’ho sempre amato. Quindi ho scelto un po’ di tracce tra le mille che adoro e ne ho fatto un disco praticamente acustico. Magari un giorno lo farò anche con alcuni grandi classici ai quali sono legata. Chi lo sa.

Paola nel suo privato che musica ascolta e quali sono stati i suoi miti musicali?
Ascolto molte cose. Amo il pop. Ma anche il Bebop e la musica più alternativa. Mi piace Bon Iver e i Death Cab for Cutie per esempio. Amo molto i Keane. Asgeir, Lana del Rey. I miti sono quelli di sempre. Amo Elvis. Michael Jackson, Madonna, Bowie, gli U2, George Michael, i Pink Floyd, gli Eagles, i Dire Straits, Bruce Springsteen e moltissimi altri. Le grandi icone pop e le band degli anni ’80. Sono cresciuta con la loro musica negli anni dell’adolescenza. E gli ‘80 hanno formato i miei gusti, che poi ho contaminato con molte altre cose quando ho iniziato a studiare musica all’età di 15 anni, ripescando tante band e pezzi del passato che prima non conoscevo.

La tua carriera iconica ti ha visto cantante, icona di stile e anche dj, quale se dovessi scegliere, preferiresti su tutte?
Cantante. Decisamente e insieme Icona di Stile. Perché per me le due cose camminano a braccetto. Ho sempre cercato quello nelle icone musicali. Che fossero anche icone nello stile. Nel modo di stare sul palco. Che segnassero le epoche con la loro musica e le loro canzoni ma anche con il loro modo di presentarsi al pubblico nei video, nelle foto, in scena.

 

 

La Paola di oggi rispetto a quella di SanRemo con “Amici come prima”, come si vede e cosa direbbe la Paola di ieri a quella di oggi? La Paola di ieri direbbe sicuramente… “Avanti. È dura ma non devi mai mollare. Grinta. Tirati su e vai sempre avanti! Coraggio” Quando si cresce si perde un po’ di quella forza e di quel coraggio che hai da piccolo. Da piccolo non hai paura di niente. Io non avevo paura di niente. Pian piano con l’esperienza e le difficoltà e le sofferenze grandi e piccole, gli alti e bassi, i successi e gli insuccessi, sviluppi un sacco di paure che prima non avevi. E che spesso diventano il tuo limite. Io cerco, a mio modo, di superarli. A volte non è semplice. Ma cerco sempre di “tornare a me” quando sento che mi sto perdendo e perdo il senso di quello che amo fare davvero, mi fermo, torno a me stessa. mi rimetto a scrivere e ad ascoltare musica. E pian piano tutto torna a funzionare nel modo corretto. Il tempo…il tempo per sé è un grande lusso. Il più grande che possiamo avere oggi.

Io con molta riflessione e pazienza ho perdonato e sto ancora perdonando me stesso. Che significato ha per te oggi il perdono? Il perdono di se stesso ha un significato enorme sul passato. Il passato è passato e non puoi cambiarlo. Ciò che ho imparato oggi è a essere meno indulgente con me sul presente. Non vuole dire che sono caustica. Vuol dire che ho bisogno di pretendere qualcosa in più da me stessa e lo faccio a volte essendo “spietata” con me stessa. Intendo dire che agli altri posso mentire, ma a me stessa no. E non intendo farlo. Mentire a se stessi è una stronzata. Ti metti nel sacco da solo. Non ha alcun senso. Ha senso, invece, sapere cosa hai fatto e perché lo hai fatto. Ha senso avere una coscienza di sé. Quando si è giovani a volte si è guidati da “cose”, ma spesso non hai una consapevolezza reale se non hai fatto un percorso. Per questo motivo, oggi perdono tutti i miei errori del passato. Si fa fatica a perdonarsi, ma è necessario per poter andare avanti. Però con me stessa oggi non tendo ad essere una che perdona, cerco di esigere quanto più possibile e senza scuse. La mia canzone dice questo. “sono gli occhi del perdono, aspetta ancora un altro giorno non buttarli cosi, li hai pagati una fortuna”. È vero, Si fa una grande fatica per arrivare all’oggi. Dunque, non bisogna buttarsi via con stupidità. Bisogna far fruttare le proprie fatiche. Sempre.  Quanto più possibile. Senza fare gli stupidi. La vita può essere molto crudele con chi commette stupide leggerezze e si “butta via” non dando valore a ciò che ha e ha costruito a fatica. Quindi perdoniamoci si le colpe passate, ma cerchiamo di non essere troppo indulgenti con il presente e il futuro, perché è pericoloso lasciar correre.

Paola & Chiara sono una pietra miliare della musica italiana e sempre nei nostri cuori. Credi che magari anche solo un featuring ci sarà con Chiara in un imminente futuro? Grazie del complimento. È bello sentire queste cose oggi su Paola & Chiara. Sulla cosa del featuring non so. Non ne ho la più pallida idea. Ma non è cosi importante. Ciò che conta oggi è che ci vogliamo bene ora come allora e importa è quello che è esistito e ciò che insieme abbiamo creato. Quel che importa è che siamo felici e soddisfatte con le nostre scelte e a nostro agio con noi stesse e con le donne che siamo oggi. Le persone hanno diritto di esser felici! Sennò che si vive a fare?

 

Ti vedremo live ed in televisione?
Sicuramente si. Per lo meno me lo auguro eh? Non vi libererete di me tanto facilmente

Grazie Paola, la nostra amicizia dura da anni come le nostre collaborazioni come remixer e ne sono molto orgoglioso e ti, vi ringrazio davvero tanto. Se permetti vorrei ringraziare anche Marco B il mio fratellino, senza il quale non avrei mai avuto il piacere di diventare un tuo amico.

Paola: Ma certo! Lo ringrazio anche io Marco e ringrazio e saluto anche te! Ti abbraccio forte e ti mando un bacio mega!

Ragazzi il disco è davvero una bomba e la bella musica deve essere comprata, ascoltata, amata e cantata! Quando un disco è bello è ARTE! Paola: Grazie Alex sei mitico! Un abbraccio e un bacio grande a te, super DJ e a tutte le persone che si sforzano ogni giorno di migliorare.

 

 

 

 

 

 

 

 

di Alex Molla

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