fbpx
venerdì, Gennaio 15, 2021

Online la storia del primo movimento di liberazione omosessuale in Italia

Reading Time: 3 minutes
Il centro culturale Polo del ‘900 accoglie tra i suoi archivi digitali il patrimonio della Fondazione Sandro Penna/FUORI!, dedicato ai primi movimenti di liberazione omosessuale e alla cultura gay in Italia.

Tra i documenti disponibili: la collezione integrale di Fuori!, prima rivista italiana del movimento omosessuale.

Era la primavera del 1971, quando a Torino nasce il primo movimento per i diritti degli omosessuali d’Italia il FUORI!che darà il nome all’omonima rivista fondata da Angelo Pezzana che concretizza insieme ai suoi collaboratori l’idea di creare la Fondazione Sandro Penna/FUORI!, centro di divulgazione e archivio sulla memoria del movimento omosessuale in Italia.

Oggi, il ricco complesso archivistico della Fondazione diventa consultabile online grazie alla collaborazione con il centro culturale Polo del ’900 di Torino che si appresta ad accogliere sull’hub 9CentRo: libri, riviste, articoli di giornale, fotografie, video, audio, manifesti, gadget, opere originali di artisti, lettere autografe, donazioni e altri documenti che ricostruiscono la storia dell’Italia arcobaleno.

Dal mese di dicembre, il materiale documentario della Fondazione Penna/Fuori! ha cominciato a popolare 9CentRotramite un’operazione di migrazione e digitalizzazione che si concluderà nel corso del 2021. Sull’hub del Polo è già possibile consultare una prima parte significativa dell’archivio: l’intera collezione digitalizzata di Fuori!, prima testata LGBT+ in Italia, pubblicata dal 1971 al 1982. Tra le pagine di Fuori!: voci, testimonianze, opinioni, lotte e conquiste di chi, tra i primi, ha cercato di dare un volto nuovo sul tema diritti all’Italia degli anni Settanta.

Tra i membri del comitato di redazione: Angelo Pezzana, Mariasilvia Spolato, Mario Mieli, Alfredo Cohen, Marco Silombria e Enzo Francone.

 

L’integrazione degli archivi della Fondazione Sandro Penna/FUORI! rappresenta il primo passo di un percorso di ricerca, valorizzazione e divulgazione più allargato che terminerà con la mostra 50 anni del Fuori! realizzata in collaborazione con il Museo diffuso della Resistenza e ospitata al Polo del ‘900 nell’autunno 2021.

Molto significativa la collaborazione con l’Università di Torino, con il proprio CUG – Comitato Unico di Garanzia da anni attenta alle tematiche LGBTQ+ e promotrice del primo corso di Storia dell’omosessualità, con la quale si potranno sviluppare inediti percorsi di studio e valorizzazione coinvolgendo studenti e ricercatori a partire dai materiali di archivio della Fondazione su 9centRo.

A riguardo, Alessandro Bollo, direttore del Polo del ‘900, ha dichiarato: “Con gli archivi della Fondazione Sandro Penna/FUORI!, 9CentRo si arricchisce di documenti e testimonianze uniche e di grande valore storico e documentale. 9CentRo è un hub che valorizza gli archivi degli Enti partner del Polo e progressivamente sta includendo nuove realtà esterne interessate a raccontare il Novecento e i suoi protagonisti. In un unico luogo virtuale sono così riuniti fonti di inestimabile valore, disponibili non solo per addetti ai lavori ma anche per studenti, insegnanti, curiosi, artisti. In più, attraverso i fondi della Fondazione Penna/Fuori! il Polo ha l’opportunità di rinvigorire e rendere più autorevole il dibattito sul tema dei diritti LGBT+ contro violenze e discriminazioni, purtroppo ancora attuali”.

Allo stesso modo, Angelo Pezzana, presidente della Fondazione Sandro Penna/Fuori! ha dichiarato: “Cinquant’anni fa era un altro mondo. La parola omosessuale non era mai stata scritta da nessuna parte e meno che mai sui quotidiani. Le parole che venivano usate nei nostri confronti erano espressioni spesso dialettali, tutte negative e comunque offensive. Di fatto eravamo presenti solo nelle pagine di cronaca nera. La maggior parte degli omosessuali era velata, dalle vite clandestine, e libera di essere se stessa solo nei luoghi cosi detti malfamati. La paura e il – mi faccio i fatti miei – erano le linee guida di chi non riusciva a immaginare una vita diversa. Per bene che andasse eravamo dei malati, con un senso dell’amore e della sessualità “rimasto a livelli infantili”, come scrisse nel recensire un libro su un quotidiano il primario neurologo dell’Ospedale Mauriziano di Torino con il titolo L’infelice che ama la propria immagine. Sottoscritta da molti amici inviai una lettera al quotidiano chiedendo un dibattito. Ci venne risposto “di questo argomento se ne parla già sin troppo”. La goccia che fece traboccare il vaso. Quel giorno stesso prendeva corpo la volontà di dare vita a un movimento che avremmo chiamato FUORI! (come si può vedere dalla copertina nr.0 del dicembre 1971”.

Copertina del numero 0 di Fuori! – Dicembre 1971