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mercoledì, Agosto 21, 2019

Omofobia: in Italia ancora tanto da fare

L’articolo 3 della Costituzione italiana afferma che “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

Ogni anno il 17 maggio si celebra la giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia. L’evento, conosciuto con l’acronimo IDAHOBIT (International Day Agains Homophobia, Biphobia and Transphobia) porta a riflettere sulla realtà odierna. Porta a riflettere perché purtroppo, ancora ogni giorno, ci troviamo di fronte a forti gesti di natura discriminatoria verso la comunità LGBTQ+.

A prova di ciò, dall’ultimo sondaggio dell’Unione Europea sull’omofobia emerge un dato davvero spaventoso. Infatti, in Italia il 92% delle persone LGBTQ+ subisce delle discriminazioni a causa del proprio orientamento sessuale. Guadagnando così la terza posizione tra i peggiori dopo Croazia e Lituania.

Discriminazioni subite in ogni realtà quotidiana: andare a scuola, fare la spesa, uscire per una passeggiata o nella ricerca di un lavoro. Cose che in un paese che si definisce “libero” come l’Italia dovrebbero essere inconcepibili e punite severamente.

Con il presagio che la situazione possa migliorare nel breve periodo, di seguito il discorso per IDAHOBIT di Federica Mogherini, alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza:

In occasione della giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia, l’Unione europea ribadisce il suo indefettibile impegno a promuovere e proteggere i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI).

In tutto il mondo valori culturali, tradizionali o religiosi continuano a essere utilizzati per giustificare le persecuzioni, le discriminazioni, il bullismo e i maltrattamenti gravi nei confronti delle persone LGBTI, spesso caratterizzati da reati generati dall’odio e da forme estreme di violenza, compresi la tortura e l’omicidio.

In 72 paesi le leggi in materia di orientamento sessuale continuano a configurare come reato gli atti sessuali con persone dello stesso sesso e, in altri paesi, le leggi non offrono il livello di protezione necessario, consentendo quotidianamente varie forme di discriminazione in tutti gli ambiti della vita delle persone LGBTI. L’UE ribadisce con forza che la discriminazione nei confronti delle persone LGBTI pregiudica i principi più elementari in materia di diritti umani sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

L’UE continua a lottare contro l’impunità concernente gli atti di discriminazione e di violenza nei confronti delle persone LGBTI sia all’interno che all’esterno del suo territorio. In tale contesto, la Commissione ha pubblicato un “Elenco di azioni per far progredire l’uguaglianza delle persone LGBTI” che deve essere attuato dalla Commissione tra il 2016 e il 2019 e che comprende attività in vari settori strategici pertinenti quali la non discriminazione, l’istruzione, l’occupazione, la salute, la libera circolazione, l’asilo, l’incitamento all’odio/i reati generati dall’odio, ma anche l’allargamento e la politica estera.

Nel quadro della sua azione esterna l’UE intrattiene dialoghi politici regolari con i paesi terzi e sostiene le organizzazioni della società civile attraverso un’assistenza finanziaria mirata. Dal 2016 l’UE ha sostenuto 16 progetti attuati da organizzazioni della società civile in Asia, Africa, America latina ed Europa orientale, per un valore di 5,2 milioni di EUR. Nel 2018 l’UE ha lanciato un invito specifico a presentare proposte per un valore di 10 milioni di EUR a sostegno delle organizzazioni LGBTI in tutto il mondo. Inoltre, la recente adozione degli orientamenti dell’UE in materia di diritti umani sulla non discriminazione rafforza gli esistenti orientamenti dell’UE per la promozione e la tutela dell’esercizio di tutti i diritti umani da parte delle persone LGBTI.

Innumerevoli difensori dei diritti delle persone LGBTI che lavorano per denunciare le ingiustizie e dare voce a coloro che subiscono l’oppressione e la discriminazione sono spesso oggetto di attacchi in Europa e in molte parti del mondo. Questa è la ragione per cui, dal novembre 2018, l’UE sostiene, attraverso il suo strumento per la democrazia e i diritti umani, i difensori dei diritti umani delle persone LGBTI e le loro organizzazioni operanti in aree in cui le persone LGBTI sono maggiormente a rischio di discriminazione.

L’UE, di concerto con i suoi Stati membri, continuerà a sostenere il lavoro essenziale di questi difensori e non cesserà fino a quando tutte le persone LGBTI non potranno vivere liberamente e in sicurezza.

 

 

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