Oltre 1000 persone al sit-in di Milano contro la violenza omotransfobica

Oltre 1.000 persone si sono riunite in piazza Castello a Milano sabato 18 gennaio 2025 per partecipare al sit-in “Per Mano Ovunque”, organizzato dal CIG Arcigay Milano per condannare la crescente violenza omotransfobica.

La manifestazione ha voluto lanciare un messaggio di forza e unità in risposta alle recenti aggressioni subite da coppie LGBTQ+ che si tenevano semplicemente per mano. “Tenersi per mano non può trasformarsi in un pretesto per agire violenza contro di noi, in nessun caso”, ha dichiarato Alice Redaelli, Presidente di CIG Arcigay Milano. “Esigiamo che le istituzioni si schierino e condannino ogni episodio d’odio”.

Le aggressioni omotransfobiche che hanno colpito le città italiane, tra cui Roma e Milano, hanno spinto CIG Arcigay Milano e i partecipanti al sit-in a lanciare un appello ai leader politici. “Chiediamo con forza che figure di governo influenti, come la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la Ministra Eugenia Roccella, condannino pubblicamente e senza ambiguità questa ondata di violenza,” ha aggiunto Redaelli. “Un Governo che si definisce democratico deve prendere una posizione ferma e intransigente contro l’odio, specialmente quando colpisce le minoranze”.

L’Italia rimane indietro rispetto ad altri Paesi nell’affermazione dei diritti e nella tutela delle persone LGBTQ+. Mancano leggi complete contro i crimini d’odio e ciò accade in un contesto di crescente violenza omofobica, spesso alimentata da retoriche discriminatorie. “La persistente demonizzazione della cosiddetta ‘ideologia gender’ ha creato un terreno fertile per giustificare e amplificare l’odio,” ha sottolineato Redaelli. “Queste narrazioni perpetuano la discriminazione e incoraggiano coloro che agiscono mossi dai propri pregiudizi, mettendo a rischio il benessere delle persone LGBTQ+”.

Da oltre 40 anni, CIG Arcigay Milano è un punto di riferimento per la comunità LGBTQIA+, offrendo servizi di ascolto e supporto attraverso PRONTO, la sua helpline dedicata. Con oltre 50 volontari attivi, il servizio include assistenza psicologica e legale. Nel 2024, PRONTO ha gestito quasi 400 richieste di supporto, con il 24% proveniente da giovani tra i 18 e i 35 anni e il 22% da persone tra i 36 e i 55 anni. Tra le principali motivazioni figurano discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere, mobbing, microaggressioni e stalking. Durante il sit-in, i partecipanti hanno preso parte a un flash mob simbolico, tenendosi per mano e dimostrando che l’amore e la solidarietà sono più forti dell’odio. All’evento hanno aderito numerose associazioni e gruppi, tra cui Arcigay, Agedo Milano, Famiglie Arcobaleno, Pride Sport Milano, e molti altri. Questa ampia partecipazione testimonia la necessità di un fronte unito contro la violenza omotransfobica e il ruolo cruciale di tutta la società nel promuovere una cultura di rispetto e inclusione. “Il nostro impegno non si ferma qui,” ha concluso Alice Redaelli. “Continueremo a lottare per un futuro in cui nessuno debba aver paura di essere se stesso, ovunque”.

© Immagine Cover: Luca Micheli