Non si deve più morire per dei pantaloni rosa
Il film “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, è sicuramente un film che ci aiuta a capire le difficoltà che porta la discriminazione e che il bullismo nei confronti dei ragazzi LGBTQ+ uccide. Stamattina per la prima volta Claudia Pandolfi ha lanciato un messaggio in lacrime sui social relativo a questo film. “Io sto leggendo così tanti messaggi da parte vostra che siete andati a vedere questo film . Mi dispiace che vi accadano cose così sgradevoli e mi dispiace che abbiate dovuto affrontare tanto dolore nella vita”. Claudia Pandolfi nel film interpreta la madre del ragazzo.
Apprezziamo anche Riccardo Pirrone, presidente dell’Associazione Nazionale Social Media Manager, noto per le sue iniziative provocatorie e come SMM di Taffo, il quale ha utilizzato ancora il red carpet della Festa del Cinema di Roma come palco per veicolare un forte messaggio sociale.
Durante il rituale photocall, Pirrone si è tolto la giacca, rivelando una maglietta con la scritta: “Non si deve più morire per dei pantaloni rosa“, un chiaro riferimento alla tragica storia raccontata nel film, che affronta il tema del bullismo. Il film infatti è tratto dal romanzo autobiografico di Teresa Manes, madre di Andrea Spezzacatena, il quindicenne, che il 20 novembre del 2012 si tolse la vita dopo aver subito numerosi atti di bullismo da parte dei compagni di scuola.
Nello stesso momento su tutte le pagina social della Taffo Funeral Services è comparso lo stesso messaggio social, diventato virale.
Pirrone ha dichiarato: “Oggi il ruolo di pubblicitari e social media manager va oltre la promozione di prodotti. Dobbiamo usare ogni mezzo a nostra disposizione per sensibilizzare su temi sociali e lanciare messaggi forti, attraverso il potere comunicativo dei brand.” Il bullismo e l’isolamento sociale, ha aggiunto, sono emergenze sempre attuali, amplificate dalla velocità e viralità dei social media, che rendono questo fenomeno ancora più difficile da arginare.
L’iniziativa mira a portare la discussione sul bullismo oltre i social, nelle piazze e nei media. “Non possiamo più permettere che qualcuno venga isolato o perseguitato senza sentirsi supportato o anche semplicemente visto. Dobbiamo agire e mobilitare l’opinione pubblica” ha affermato Pirrone.
Il messaggio di denuncia lanciato attraverso questa iniziativa sfrutta il potere del cinema come veicolo di consapevolezza, sottolineando il ruolo cruciale che i brand e la comunicazione hanno nella lotta contro il bullismo.
Attualmente il film viene proiettato nelle scuole dove è molto apprezzato dai ragazzi. Emblematico il caso di Palermo di alcuni giorni fa, dove nella sala De Seta dei Cantieri Culturali alla Zisa in occasione delle Giornate nazionali del Cinema per la Scuola promosse per il secondo anno nel capoluogo siciliano dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e dal Ministero della Cultura dove i ragazzi sono rimasti particolarmente commossi dal film e hanno avviato un dibattito sul queste forme di dolore silenzioso che i giovanissimi vivono nel quotidiano.
