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mercoledì, Novembre 20, 2019

No della Raggi alla trascrizione di figlia di coppia lesbica

Bambina di coppia lesbica non avrà ufficialmente due mamme ma una mamma e un papà “con cui non sussistono legami”

Lunedì 28 maggio una coppia lesbica ha avuto una bambina mediante fecondazione eterologa con seme di donatore sconosciuto. Quando le neo mamme si sono recate al Comune di Roma per trascrivere la nascita della bambina, l’ufficio anagrafe ha rilasciato loro un certificato che porta solo il nome della madre biologica. Inoltre la coppia è stata obbligata a firmare un modulo in cui dichiarano che la bimba è venuta al mondo in virtù del concepimento con un uomo con cui non sussistono legami. La sindaca Raggi si è rifiutata di ricevere per colloquio le due mamme. Sia Famiglie Arcobaleno che Rete Lenford si dicono sdegnate per il comportamento dell’istuzione comunale capitolina. Inoltre la posizione dei 5 stelle a Roma si pone in posizione diametralmente opposta a quella del movimento politico avvenuta a Torino. Infatti qui la Sindaca Appendino ha assunto un approccio molto più inclusivo pemettendo la registrazione all’anagrafe dei figli delle coppie gay.

Le due mamma hanno dichiarato: “Siamo deluse dalla nostra città. Peccato non essere torinesi. Non è giusto essere obbligate a dichiarare fatti non rispondenti a realtà. Nostra figlia ora risulta avere un solo genitore mentre è nata dall’amore di due persone. All’anagrafe abbiamo trovato funzionari cortesi ma impreparati ad affrontare la realtà. La disparità di trattamento con altre coppie nella nostra situazione è avvilente.”

In merito alla faccenda Maria Grazia Sangalli (Rete Lenford) e Marilena Grassadonia (Famiglie Arcobaleno) hanno sostenuto: “Stupisce il fatto che Chiara Appendino, sindaca di Torino e collega di partito della Raggi, si sia resa protagonista di una nuova stagione dei diritti LGBT, mentre la sindaca di Roma sia rimasta sorda alle istanze delle numerose famiglie omogenitoriali della capitale. A Roma si è creata una situazione paradossale, poiché mentre si trascrivono i certificati di bimbi con due padri perché nati all’estero, i figli e le figlie di due madri nati in Italia rimangono totalmente privi di tutele.”

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