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martedì, 7 Aprile, 2020

Marco Specchia in arte “Marc Leisure” il suo percorso in musica

Reading Time: 5 minutes

Marco Specchia in arte “Marc Leisure” uno dei pochi personaggi degli anni 2000 più carismatici ed eclettici nel panorama artistico-musicale gay.

Ho avuto il piacere d’intervistarlo, oltre che lavorare con lui in vari locali come DJ e di seguito leggerete le sue risposte davvero molto interessanti.

Marco hai iniziato la tua carriera artistica molto giovane approdando poi a grandi eventi e diventando “Art Director” di alcuni tra i locali più importanti d’Italia, ci vuoi parlare del tuo percorso?

Ciao Alex!

Il mio percorso nel mondo della notte, è molto simile, per tanti aspetti, a quello di molti altri.

Io ho iniziato giovanissimo nella riviera romagnola, 16 anni precisamente, come PR di locali storici, oramai scomparsi, come “Embassy”, “BlowUp” e “Baia Imperiale”. (Quest’ultima però è ancora attiva).

Dopo la parentesi di Pr, sono diventato Door Selector, per il “Divina Disco Club” di Milano.

6 lunghi anni, del “Leisure Privè”, assieme al mio amico Riccardo. Qui nasce il mio nome d’arte.

La gente americanizzava il mio nome, Marco, con Marc, ed essendo selector del “Leisure Prive”, chiamavano me e Riccardo, “LEISURE BOYS”, da qui il nome del duo “LEISUREBOYZ” e poi Marc Leisure.

Dopo il divina, sono passato al “Plastic” di Milano, poi la proposta di Vocalist ai “Magazzini Generali” sempre a Milano, prima con la serata “POURHOMME” e sotto la mia direzione artistica, diventata poi “MAGAYZZINI”.

Questo mi ha portato una grossa notorietà a livello nazionale e non, nel settore LGBTQ.

Notorietà che mi ha spalancato le porte di tutti gli eventi più importanti in Italia ed esteri, sia come Vocalist, che come Special Guest e Direzione artistica.

Hai intrapreso anche la carriera di cantante anche con l’amico Marco Evans, quali sono state le cose più difficili da affrontare per te nel cantare e che emozione ti ha regalato il tuo più grande successo dance “Balante”?

Ma, guarda Alex..

Non ho mai avuto grosse difficoltà in questo settore… un po’ per attitudine un po’ perché l’ho sempre fatto con estremo amore.

E quando hai la fortuna di fare le cose con queste due caratteristiche, allora la difficoltà non esiste.

“Balante”, lo abbiamo realizzato in due ore circa ed ha avuto l’onore di essere passato fra le più importanti emittenti radiofoniche nazioni e internazionali. E’ stato molto forte in Spagna, Argentina Ucraina, Albania, Grecia, Portogallo.

Nel 2016 inizi collaborazioni davvero internazionali tra cui citiamo i mitici “DjsfromMars”, come si è evoluto questo percorso?

Beh, queste collaborazioni sono state decisamente più recenti, possibili soprattutto per la mia presenza in produzioni di eventi internazionali fieristici, come ad esempio il “Padova Pride Village”, che mi ha permesso di condividere la consolle con i DJs più importanti e famosi nel mondo.

Nel 2018 diventi “Direttore Artistico” del “GBreak” e collabori con la web radio “RadioE20” quali sono stati oneri, piacere e doveri in questo periodo tuo artistico?

Gbreak (la settimana bianca gay) è stato un percorso super formativo, perché oltre a fiondarmi nel mondo del lavoro “ordinario” mi ha fatto scoprire un sacco di capacità che non conoscevo e che fino a quel momento non avevo avuto modo di utilizzare.

Il primo anno di “Gbreak” sono stato consulente artistico per il gruppo “Oneday”, proprietario del marchio e di molti altri, come “ScuolaZoo” e “WEROAD”, leader nel settore turismo.

Il secondo anno sono stato capo progetto, e quindi non solo la parte artistica e musicale, ma anche la parte organizzativa, quella di marketing, booking, partnership e quella di tour operator.

Insomma, tanta sostanza.

Il risultato è stato pazzesco però!

Sono e siamo riusciti a creare una sinergia incredibile tra clienti, staff e sponsor, come “Deliveroo”, “CocaCola” e “Versus”, che ci ha fornito i premi per il concorso “Mister Gbreak”.

RE20” invece è una web radio, approdatoci grazie al mio amico Lorenzo Pezzotti. E’ iniziata con un’ ospitata una tantum nel suo programma, poi mensile ed ora con due appuntamenti fissi al mese. Purtroppo non ho molto tempo libero da dedicare alla radio, il tempo che mi piacerebbe poter dare all’emittente. Ma il nostro programma è divertente e ci premia ogni volta con gli ascolti.

Nel 2020 cosa pensi delle famiglie “arcobaleno” in Italia e della possibilità di diventare genitore single?

Mi piacerebbe fossimo già nel 2030, perché secondo me entro un decennio sarà tutto più semplice e più affermato.

Le famiglie arcobaleno saranno centinaia di migliaia e forse ci avvicineremo al grande sogno di uguaglianza e di rispetto.

Mi piacerebbe diventare Papà.

E’ un sogno al quale non rinuncio.

Non so come, in che modo e quando, ma lo sarò.

Ne sono certo.

Nei vari “Pride” a cui hai partecipato c’è qualcosa che ti ha colpito di più e cosa meno?

Beh sicuramente l’affluenza del ultimo evento nel 2019.

Eravamo non so quante centinaia di migliaia di persone.

Sembrava più una festa delle sinistre a dire il vero. Eheheheh

Ma va bene cosi.

Più siamo, più ci vedono.

Quello che mi colpisce meno, nonostante il concetto di “UNIONE” è quello che si pensa sempre a far le cose un po’ in solitaria.

Parlo delle organizzazioni discotecarie e non, che tendono a mettere sempre un po di distacco dalle altre realtà.

Sarebbe bello un “Pride” in cui tutti siano davvero uniti. Anche i più “rivali” nel mondo del divertimento. ehehe

Pensi che in Italia i diritti LGBTQ siano uguali a quelli mondiali e se diversi, in cosa?

Uguali no.

Siamo peggio di molti paesi europei ed internazionali, ma anche meglio di molti altri.

Basta dare un occhio a paesi grandi come la Russia, o i paesi arabi, quelli orientali come la Corea, in cui la situazione è anni luce dalla nostra.

Non siamo mai ne troppo fortunati, ne troppo sfortunati.

Ad un ragazzo o ad un uomo che vuole dichiararsi ma ha ancora timore, cosa consigli?

Penso solo una cosa.

Nessuno, e dico nessuno, Mamma o Papà che siano, ha il diritto di decidere per la tua vita.

Quindi, appena ti senti pronto, fallo.

Non badare al modo… a voce, al telefono, per messaggio, via mail… è uguale.

Fallo come ti pare, ma fallo.

Perché dopo sarà meraviglioso. Un nuovo inizio.

E non fare l’errore di pensare che i tuoi lo sappiano già dicendoti: “ma si… non ho mai avuto una ragazza… lo sapranno”.

Sbagli.

I genitori tendono a non voler vedere o sapere certe cose, prendendo certe vostre “particolarità” come uno stato genetico vostro pensando: “E’ sempre stato cosi… prima o poi ne porterà una a casa”.

Cosa importante…

Non giustificatevi mai dicendo  “i miei sono anziani”; “i miei sono vecchio stampo”, perché le persone possono sorprendervi, soprattutto quelle che conoscete da sempre…

E poi è anche giusto cavolo.

E’ giusto che un genitore sappia chi sia sua figlio ad 100%.

Non privateli del vostro essere meraviglioso.

In Italia ci sono ancora fenomeni isolati di “razzismo” nei confronti delle persone gay, pensi sia anche un dovere dello stato tutelare ed emettere leggi a riguardo?

Penso che lo stato debba darsi una mossa per tutelare la nostra comunità con opportune leggi.

Senza però esser troppo radicale. Perché non vorrei si creasse un effetto di ritorsione.

Come ad esempio un’emarginazione ancor più forte della nostra comunità, per via di un’accesa tutela.

Attualmente in contemporanea con un lavoro che hai molto diverso, animi i weekend per le Crociere LGBTQ Redefinition, che emozioni provi?

La crociera è stato un evento davvero unico.

Chiuso su quella nave mastodontica per tutti quei giorni, a stretto contatto con tutti i partecipanti, ci ha unito moltissimo.

Si crea un bell’ambiente.

E poi è super divertente.

Cibo, Discoteche, Mare, capitali europee.

Una figata.

Marc Leisure è?

E’ il mio lato creativo e artistico.

E’ il mio lato mondano, farfallone, modaiolo, leggero, divertente, vanitoso.

Marco Specchia è?

Marco Specchia e il lato introspettivo e solitario.

E’ il lato serioso, ponderato, lungimirante, laborioso, costante, affidabile e fedele.

Paradossalmente da quanto possa sembrare, Marc Leisure è il “Giorno” e Marco Specchia è la “Notte”.

Solo insieme facciamo un giorno interno.

Ehehehe

Grazie Marco

Grazie a te Alex

 

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