fbpx
giovedì, aprile 18, 2019

Luigi Tabita: “Ho sempre lottato per le ingiustizie e per ogni forma di abuso di potere”. L’attore de “La Rondine” si rivela nella nostra intervista

Dal 12 Marzo “La Rondine” debutta al Teatro Bellini di Napoli dopo che, il testo di Gulliem Clua, è stato rappresentato a Londra, Atene e Madrid. La storia liberamente ispirata all’attacco terrorista di Orlando, vede tra i protagonisti il promettente Luigi Tabita. Il talentuoso attore italiano, formatosi alla Scuola d’Arte Drammatica “U. Spadaro” di Catania, con molte apparizioni sia al cinema che in tv (come ad esempio  I Cesaroni e Squadra Antimafia 6 ), si rivela in questa breve intervista tra lavoro e impegno civile.

A teatro sei nel cast de “La Rondine”, un drama molto forte e soprattutto dalla tematica molto attuale. Come ti sei preparato al ruolo che interpreti? 

È stato ed è un lavoro molto profondo. Fortunatamente essendo anche un attivista della comunità LGBT ho attinto anche dall’esperienza vissuta sulla mia pelle, dagli incontri, dalle storie, dagli sguardi delle persone persone che lottano giornalmente per vedere riconosciuti i propri diritti.

E cosa ha significato per te in quanto attore questa piece teatrale? É stata un’esperienza che ti ha arricchito?

Come ti dicevo prima è un lavoro che tocca delle corde intime e profonde della mia vita. Ogni sera quando si chiude il sipario mi sento svuotato, capisco delle cose del mio personaggio, e ogni sera scopro delle cose di me essendo la storia di Matteo, questo è il nome del personaggio che interpreto, molto simile alla mia. Ma in realtà mi sono reso conto, parlando a fine spettacolo con il pubblico fuori dal teatro, che nella storia di Matteo si rivedono tutti. Perché lo scrittore, lo straordinario catalano Guillem Clua, oltre ad essere un grande drammaturgo, è anche un arguto autore televisivo e quindi è riuscito a costruisce nel testo un percorso psicologico e emozionale forte della relazione tra genitore e figlio nei quali tutti si rivedono e  tutti vivono la storia in prima persona.

Non solo teatro ma anche tanta tv. Secondo il tuo punto di vista c’è una differenza nel recitare di fronte al pubblico o dietro una macchina da presa? 

Sicuramente sì. In teatro hai il pubblico, lo senti che ride o piange, respira con te, vibra con te, per questo ogni replica è unica e speciale; invece la fiction è meno intima e forte e se sbagli una scena la puoi rifare.

Credi molto nell’impegno civile. È stata una vocazione oppure un bisogno impellente di aiutare i più “deboli”? 

Sono stato sempre sin dalla scuola una persona che ha lottato per le ingiustizie e per ogni forma di abuso di potere. Da adolescente anche io sono stato bullizzzato per il mio essere fuori dai canoni, ma ho sempre reagito per cambiare il sistema. Questo ha fatto sì che nella mia vita ho ricoperto vari ruoli da rappresentate di classe, di istituto, della consulta provinciale sino a fare vita di partito occupandomi di pari opportunità e diritti civili. Perché capii sin da subito che solo se sei all’interno di organi decisionali puoi veramente innescare un processo culturale di cambiamento vero.

A teatro ti sei approcciato a diversi generi. Ma qual è il tuo preferito? 

Sicuramente la commedia, ma per il mio fisico imponente, la voce calda e l’aspetto da hidalgo, mi scelgono sempre per ruoli drammatici. La commedia è però il mio forte. Chi non mi conosce non rischia. In Italia purtroppo si lavora molto su stereotipi.

Dopo “La Rondine” quali sono i tuoi prossimi progetti? 

A maggio, quando concluderò la tournée de “La Rondine”, sarò impegnato nell’organizzazione della V edizione del Festival d’informazione e approfondimento culturale sulle tematiche LGBT chiamato “Giacinto Festival”che si svolgerà il 3 e 4 agosto a Noto(SR), patrocinato dal Senato della Repubblica e Camera dei Deputati. Sarò anche il Direttore Artistico. E poi mi riposerò un mese per ripartire nuovamente in autunno con la tournée teatrale de “La Rondine”.

 

nbsp;

QMagazine
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: