fbpx
martedì, Dicembre 10, 2019

L’omofobia in aumento nei paesi dove non esiste il matrimonio tra persone dello stesso sesso

Una ricerca su scala europea ha dimostrato che l’omofobia è in aumento nei paesi europei che non hanno legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

La “European Sociological Association” ha scoperto che l’incapacità del governo di regolamentare i diritti per la comunità LGBTQ+ è fortemente legata al crescere dell’omofobia tra i cittadini.

La ricerca è stata svolta tra il 2002 e il 2016 in 30 paesi europei. La professoressa Judit Takacs e il dott. Ivett Szalma dell’Accademia Ungherese delle Scienze hanno analizzato i dati su 334.000 persone. Da ciò è emerso che nella maggior parte dei paesi europei l’accettazione della comunità LGBTQ+ è aumentata ma nei paesi dell’Europa orientale (Bulgaria, Lituania, Polonia, Russia, Ucraina) è diminuita.

Lo studio ha però fatto emergere anche una nota positiva. L’accettazione della comunità LGBTQ+ nei paesi dell’Europa meridionale (Cipro, Grecia, Italia, Portogallo e Spagna) è aumentata a livelli tali da avvicinarsi a quella dei paesi dell’Europa occidentale. Infatti, negli ultimi 14 anni, l’accettazione della comunità LGBTQ+ nei suddetti paesi è diventata simile a quella di paesi come la Germania, la Svizzera, l’Austria e la Gran Bretagna.

La professoressa Takacs ha presentato i risultati della ricerca mercoledì 21 agosto alla conferenza della “European Sociological Association durante la quale ha affermato: “Il gruppo dei paesi postsocialisti senza riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali nel tempo è diventato sempre meno tollerante nei confronti di gay e lesbiche. L’incremento maggiore si può osservare nei paesi dell’Europa del sud dove in questo periodo è aumentata l’istituzionalizzazione del quadro giuridico per le unioni omosessuali”.

Related Posts

Valeria Roberti si esprime sull’aggressione transfobica all’attivista dell’Arcigay Gioconda
gay, palloncini, gay pride
Aggressione durante il World Aids Day
Cina | Comunità LGBTQ+ costretta a una “Terapia di Conversione”