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domenica, Agosto 25, 2019

Italia & turismo LGBTQ: “tanta strada ancora da fare”

L’ Ambasciatore di IGLTA (Associazione Internazionale del Turismo Gay e Lesbian) in Italia, Alessio Virgili, già Presidente del “Comitato Promotore Milano – IGLTA 2020”, ha diffuso oggi in una nota alcuni dati riguardanti la percezione dell’Italia all’estero dal punto di vista del Turismo LGBTQ. Si tratta di informazioni emerse nell’ultima ricerca condotta da IGLTA e European Travel Commission sul Turismo LGBTQ in Europa, presentata a Bruxelles lo scorso giugno. Quello che si denota è che l’Italia, nella classifica degli Stati della UE per migliore qualità della vita offerta ai residenti LGBTQ, si posiziona solo al 9° posto lasciando il primato a Spagna e Germania. Osservando questo dato nel dettaglio, si scopre che a penalizzare di più il nostro Paese sono i viaggiatori LGBTQ rispondenti dalla Russia e dal Brasile mentre gli americani assegnano all’Italia un punteggio migliore portandola all’ottavo posto.
Rispetto, invece, agli Stati UE che offrono la migliore esperienza di vacanza ai viaggiatori LGBT l’Italia si aggiudica il 6° posto, ricevendo anche qui un miglior voto favorevole da parte del mercato americano ma anche russo, mentre in termini di migliori eventi o festival LGBTQ l’Italia non è classificata. “Eppure l’Italia ha eventi e manifestazioni LGBTQ d’eccellenza che lasciano ogni volta sbalorditi i turisti che casualmente vi partecipano: dal Festival Mix del Cinema LGBTQ di Milano (oltre 10.000 persone in soli 4 giorni di rassegna in una location emblematica come il Teatro Piccolo di Milano) al Gay Village di Roma (4.000 persone a serata nella cornice suggestiva di Testaccio), unica manifestazione gay in Europa per tipologia, dimensione e durata”. Questa ricerca è stata svolta sui mercati principali quali Brasile, Cina, Giappone, Russia e Stati Uniti. L’80% del campione intervistato ha dichiarato che si aspetta di visitare l’Europa nei prossimi 3 anni, con il 92% di questi che ha dichiarato di aver già visitato l’Europa e spera di ripetere la visita. “Questa ricerca dimostra ancora una volta quanta strada ci sia ancora da fare, anche se, certamente, la posizione dell’Italia è migliorata molto negli ultimi anni. Sono preoccupato, invece, che tutti gli sforzi fatti ad oggi possano essere vani. Basta davvero poco. Fino ad ora questo Governo non ha dato segnali incoraggianti, e l’Italia non può permettersi di tornare indietro. In primis per un senso civico, e in seconda battuta perché significherebbe danneggiare le tante aziende e istituzioni che hanno creduto ed investito nel turismo LGBTQ, un segmento turistico high spender che può essere d’aiuto a destagionalizzare i flussi turistici. Abbiamo un appuntamento a cui non possiamo arrivare impreparati, quello del 2020, in cui gli occhi di molti operatori ed istituzioni turistiche internazionali saranno rivolte verso l’Italia. Spero che la politica nazionale sappia cogliere con lungimiranza questa grande occasione senza la miopia ideologica che sembra aver caratterizzato le prime dichiarazioni di alcuni esponenti del  nostro Governo”.

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