L’età della tenerezza

Alessio Virgili
Nonostante la logica ci suggerisca diversamente ci sentiamo sporchi, sbagliati, colpevoli. Un conflitto interno, che si consuma tra la nostra vera natura e il nostro retaggio culturale.

Siamo davvero “anormali”. Non perché una “minoranza” sia realmente al di fuori dalla normalità, ma perché non viviamo noi stessi nella normalità. Così coloro che rappresentano la norma, non essendo abituati a vederci, ci considerano estranei alla normalità. Non ci sentiamo liberi di esprimere un affetto in pubblico. Quando nasce spontaneo il desiderio di tenerezza verso quello sguardo genuinamente sorridente, carico di dolcezza, di chi ha lasciato scoperte le proprie difese, della persona che amiamo, subito lo soffochiamo dentro di noi come un adolescente che tenta di nascondere con vergogna a se stesso i primi impulsi. Desiderare la spontaneità di prendersi sotto braccio mentre si passeggia sotto la pioggia o improvvisamente pronunciare le parole “amore mio” e “ti amo” in pubblico.

Invece, il desiderio di un innocente bacio sulle labbra spesso si trasforma in una fredda pacca sulle spalle. 
E così, vestire gli abiti di qualcun altro nella “normalità”, non ci risparmia, nemmeno nel privato, di provare imbarazzo verso noi stessi. Come un sortilegio che condanna il nostro vero “io” nell’oblio dell’incertezza, tra giusto e sbagliato. Un continuo interrogativo che ci rende eternamente insoddisfatti.

Poi l’età giunge ad un punto in cui volgendo lo sguardo al passato, ci sembra più lungo di quanto non possa essere il futuro. La nostra vita ha necessità di assumere un qualche significato. Ci si chiede a chi resterà il frutto delle nostre gioie, paure, insicurezze e dei nostri sacrifici. Capiamo, allora, che nella vita, una stagione del tempo che ha una propria fine, è essenziale ad un certo punto avere qualcuno a cui poter affidare la staffetta del nostro vissuto. Fa parte dell’esistenza umana. Ma non appartiene a tutte le esistenze umane.

In quello che può apparire un puro desiderio egoistico, si cela l’altruistico volere dei piani della natura, che spinge l’essere umano al bene. La natura non ha voluto che dall’amore tra uomo e uomo o donna e donna nascesse la vita, ma non ha impedito a queste coppie di donare amore.

Purtroppo, l’arroganza umana è giunta alla cieca convinzione di possedere tutta la conoscenza, e preferisce privare dell’amore coloro che ne sono capaci.

Alessio Virgili