“L’amore che avrebbe dovuto essere”, alla scoperta del romanzo LGBT di Nicola Campanelli 

Nel corso degli ultimi anni c’è stata una vera e propria riscoperta (e affermazione) della narrativa LGBT in Italia. Libri sul genere, oggi, non popolano solo le piccole o medie case editrici. Anzi, i romanzi che affrontano il tema dell’omosessualità in ogni sua forma e declinazione sono usciti dalla bolla del web e si sta imponendo anche nella grande distribuzione come nelle librerie fisiche. E con i tempi che corrono, è fondamentale regalare spazio a un romanzo LGBT. Tra i tanti è giusto aprire una parentesi su “L’amore che avrebbe dovuto essere”, libro di Nicola Campanelli che è stato pubblicato nel febbraio del 2025 per Graus Edizioni – realtà editoriale che ha sede nella città di Napoli. Il romanzo anche se viene presentato come un romance contemporaneo, nasconde molto bene le sue vere intenzioni che vengono svelate al lettore nel corso della storia. È un romanzo a più voci, intenso, vibrante, evocativo e con un’attenzione ai temi caldi che interessano la società di oggi. E in questi dettagli si trova la forza di un racconto che arriva dritto al cuore come una dolcissima carezza. 

Di cosa parla il romanzo LGBT di Nicola Campanelli

La storia si muove agilmente tra Napoli, Parigi, Londra e la suggestiva isola di Procida. Al centro ci sono Matteo e Camilla, due fratelli molto diversi ma uniti da un legame indissolubile. Lui è un ballerino, lei si interessa di arte e di cultura. In un passato non troppo recente hanno compreso cosa vuol dire la parola amore grazie ai racconti di Cesare che, proprio ai dei giovani Matteo e Camilla, rivela di una passione proibita ma sopita nel tempo che finisce poi per condizionare la vita dei due protagonisti. I due, da adulti, hanno un’esistenza molto complicata. Matteo non riesce a dimenticare un’estate vissuta sull’isola di Procida che lo ha segnato nel profondo tanto da non riuscire a stringere con nessuno un vero legame sentimentale, mentre Camilla cerca di voltare pagina dopo le violenze subite da un ex compagno alquanto manesco. In un lungo percorso, Matteo e Camilla affrontano i propri demoni e i propri conflitti con la speranza di poter scrivere una pagina più serena della propria vita. 

Non è solo una semplice storia d’amore 

L’autore scrive un romanzo di rara bellezza e profondità. Con l’ausilio di un canovaccio molto semplice, costruire attorno ai personaggi una storia che non lascia scampo (nel senso buono del termine) e che sfugge dai meccanismi più particolari del romance, per mettere in scena un racconto di formazione intenso, per nulla banale, intelligente e schietto, profondo e anche evocativo. Attraverso i pensieri di Matteo, del suo passato tormentato e di quella storia impossibile con Arturo, e attraverso le vicende di Camilla che cerca il suo riscatto dopo un periodo molto difficile, l’autore ha capacità di raccontare e di riflettere sul mondo di oggi, guardando alla nostra società con uno sguardo pieno d’amore e con un pizzico di malinconia. La cornice è solida e i protagonisti si muovono agilmente tra le bellezze di Napoli e di Procida, tra le strade di Parigi e nel grigiore di Londra, evocando miti e leggende, e regalando al racconto un tono serioso ma per nulla complesso. Le pagine scorrono veloci grazie a una storia vibrante e passionale ma, più di tutto, è la penna dell’autore che ha reso così bella la storia di rinascita di Matteo e Camilla. 

Chi è l’autore di “L’amore che avrebbe dovuto essere”? 

Nato a Napoli, Nicola Campanelli, è ex avvocato, danzatore, giornalista e scrittore. Oggi vive a Barcellona Nel 2013, dopo la pubblicazione del suo primo libro Confessioni di un ragazzo perbene (Dante & Descartes, Napoli, 2011), lascia l’Italia e la carriera legale per trasferirsi a Berlino. Durante gli anni trascorsi in Germania, ha scritto tre libri. Oltre a diverse interviste contenute nel libro Si Cambia danza (Meltemi Editore, Milano, 2022), ha scritto racconti pubblicati da: Gli Ori editori contemporanei (Pistoia 2023), Smith editore (Firenze, 2022), da Oxp di Napoli e vinto il concorso letterario “Racconti a tavola“, (Cesena, Historica, 2018). Dal 2011 al 2018 ha tenuto una rubrica dal titolo La mia vita a Berlino per “Feireiss das Magazin”. Iscritto all’albo dei giornalisti dal febbraio 2018, regolarmente scrive per OXP (casa editrice Università Orientale di Napoli) per il magazine “Campadidanza” e il bimestrale tedesco “Dance for you“.