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sabato, Gennaio 23, 2021

Intervista in esclusiva a Sem&Stenn

Reading Time: 6 minutes

Salvatore Puglisi e Stefano Ramera, in arte Sem&Stenn hanno da qualche mese fatto uscire un nuovo singolo dal curioso titolo ma ricco di significato “Ok Vabbe”. Arrivano in ufficio per l’intervista. Sono sereni e da subito si instaura un rapporto confidenziale e prima di procedere con l’intervista parliamo di musica, esperienze come DJ, essere protagonisti in Europa per il movimento LGBTQ+, la loro grande Icona musicale italiana Patty Pravo. Capisco che sono due ragazzi uniti e che seguono un obiettivo preciso e colgo la loro cultura musicale che c’è, è palpabile. Loro sono e dovrebbero fare da esempio ai più che si prestano a questo che è un vero e proprio lavoro dove lo studio e l’ascolto musicale non finisce mai, il DJ, oltre che ad essere bravi musicisti. Mi stupiscono con i loro punti di riferimento artistici tutti tra la fine anni 70 ed i primi anni 80, epoca dove chi ha potuto, ha sperimentato nuovi suoni dalla New Wave all’Electro alla Disco Campionata. Iniziamo la nostra intervista.

 

Da qualche mese avete fatto uscire un nuovo singolo dal curioso titolo ma ricco di significato “Ok Vabbe” che contiene un messaggio preciso che mandate in giro per l’Italia ma anche nel mondo grazie al video ed ai social. Ne avete data una interpretazione “Se non piaccio a te, dico ok vabbè” , ma esiste un ulteriore verità messaggio che vorreste fosse meglio evidenziata?

Quando abbiamo iniziato il processo di scrittura dei nuovi pezzi eravamo in una fase negativa, avevamo la sensazione di essere tagliati fuori, in quanto portatori di messaggi diversi nel music business. Ci siamo interrogati anche su di noi sull’essere troppo pop o di nicchia. La morale è stata “Ok vabbe” noi siamo questi, l’autenticità, rimanere se stessi ed imporsi per quello che si è veramente. Siamo molto autocritici su di noi ed il mondo esterno, ma non si può fare sempre altro, l’importante era per noi rimanere fedeli a ciò che siamo.

Come dite voi le vostre produzioni sono state contaminate dalle sonorità di artisti come Pet Shop Boys , Beastie Boys, Depeche Mode, Robyn, MGMT, Goldfrapp, Justice, Basement Jaxx, nessun riferimento italiano quindi … perché?

In realtà ultimamente con l’inizio della scrittura italiana ci siamo avvicinati al mondo cantautorale italiano più “old school” come Lucio Battisti, Patty Pravo che ci affascina per il suo trasformismo e che per noi è il nostro punto di riferimento. Sulla musica attuale sicuramente Cosmo perché porta un poco di uptempo nella musica italiana, in quanto sforna dischi semplici e super aperti. Ci siamo avvicinati anche alla Trap Italiana ma di un certo livello ad esempio Salmo e Massimo Pericolo, due figure che maggiormente per noi emergono perché sono legati al mondo rap, oltre alla loro onestà dei testi, diretti, crudi. Oggi il mercato italiano è molto forte e presente nella nostra cultura italiana.

Perché secondo voi oggi i DJ Inglesi, francesi ed americani sono diventati dei veri e propri artisti, Guetta ne è forse l’esempio più eclatante?

Credo perché hanno un’identità sonora molto precisa, perché l’elettronica fa da base ad ogni brano e anche le rock band hanno abbracciato questo sistema di remixare i propri dischi per far durare i loro singoli più a lungo e proporli anche a gente che ascolta generi diversi. Come DJ italiani a noi piace molto Populous che è un produttore con un sacco di influencer e sperimenta anche musica afro-latino e anche Crookers di cui siamo super fan.

Siete stati ad XFaxtor nella scuderia di Manuel Agnelli come descrivete quest’esperienza con lui e le sue scelte musicali per voi durante questo percorso?

 XFactor” ci faceva paura all’inizio perché abbiamo detto, ci cambieranno, chissà cosa faranno, invece con Manuel Agnelli eravamo molto tranquilli e ci siamo trovati bene anche dal punto di vista musicale, quindi è stata una grande esperienza. Noi come lui abbiamo avuto sotto certi aspetti degli inizi molto simili, quindi c’erano affinità ed a lui divertiva prendere un brano e vedere come noi lo interpretavamo.

Siete stati anche portavoce per la comunità LGBTQ+ ma quanto ancora si deve fare in Italia e quante parole sono state dette e mantenute dalla comunità in questo periodo molto travagliato dove oggi anche in Irlanda si possono fare unioni arcobaleno?

Noi da quando abbiamo iniziato a fare musica è stato un sentimento naturale quello di essere parte della comunità LGBTQ+ e non l’abbiamo mai nascosta. Ci siamo accorti che nel nostro percorso la comunità LGBTQ+ esiste ma non ha la consapevolezza di essere una comunità, parlando del contesto italiano. La nostra sensazione è che all’estero sono più avanti. Noi vediamo molta solidarietà tra artisti Queer come ad esempio Sam Smith, Troye Sivan, Years & Years portando avanti con orgoglio delle cause con molta serenità. Oggi anche gli eterosessuali e la loro partecipazione alle manifestazioni è sempre più in crescita e stiamo diventando sempre più aperti. Il problema è di chi ci rappresenta che spesso è molto scollato dalle nostre cause, ma come dicevamo stiamo davvero facendo grandi passi anche in Italia.

Mi parlate delle due esperienze Tour “Aftehour” ospiti” ed il vostro “Offbeat Tour” le emozioni, i ragazzi che vi seguono, le passioni, la percezione vostra, qualche ricordo indelebile?

Con gli Aftehours abbiamo aperto la loro unica data al Forum di Assago ed è stata tanta una grande emozione che si avvertiva anche nell’aria per il loro trentesimo anniversario come band e quindi emozioni palpabili irripetibili. Il giorno dopo siamo partiti per “Offbeat Tour” quindi le emozioni sono continuate. Ci piace il contatto diretto con il nostro pubblico anche dopo i nostri live, ci si abbraccia, ci si parla e molti ragazzi ci chiedono anche consigli sul come esprimere il proprio orientamento e ci ringraziano dei consigli che possiamo dare in tranquillità. Un artista ha il dovere di veicolare un messaggio e quando vedi che il messaggio arriva, per noi è fonte di successo ed orgoglio oltre che emozionante.

Essere stati portavoce per Levi’s Italia come Italian Ambassador dell’ EuroPride a Stoccolma, è stato di sicuro un enorme impatto come l’avete vissuto ed i messaggi vostri rimangono fermi o si evolvono con il passare del tempo?

 E’ stata una grande esperienza per noi andare in Svezia. Abbiamo fatto due Pride, Amburgo e Stoccolma in realtà. E’ stato bello perché abbiamo conosciuto anche i vari ambasciatori da tutta Europa nel momento in cui senti veramente una comunità unita. La parata è proprio una festa nazionale e la parata si svolge per 15km. A lato dei marciapiedi ci sono almeno 5,6 file che guardano la parata con intere famiglie ed i bambini che ti danno la mano in un clima di pace e serenità, un aria leggera.

Avete avuto la volontà e la forza di sperimentare nel vostro percorso dal 2007, poi con la vostra unione nel 2011 ad oggi da You, Your Friend, Another Guy, ispirato al film Sebastiane del 1976 del regista inglese Derek, ad essere selezionati come Italian Act per l’Eurosonic in Olanda, arrivando attraverso altre esperienze al 19 giugno di quest’anno quando esce K.O. feat. YMATT, il primo singolo in Italiano. Quanto la musica elettronica dei primi anni ’80, Kraftwerk compresi, c’è dentro la vostra esperienza culturale musicale?

 L’ascolto della musica di quegli anni ci ha dato le basi musicali soprattutto nel primo disco, ispirandoci moltissimo, dopo essere anche stati DJ. Queste sono state le basi a cui ci siamo ispirati per il nostro sound, quindi elettronico sperimentale. Gli elementi che hanno ispirato la nostra musica sono stati proprio i pionieri della musica elettronica sperimentale di quel periodo.

Come descrivete il nuovo disco? Sarà cantato in italiano e poi una versione inglese o un mix delle due lingue?

 Mentre nel primo album ci siamo ispirati al passato come esperienza, nel secondo abbiamo guardato al futuro cercando ed ispirandoci agli artisti che stanno tracciando la nuova strada della musica pop come Tommy Cash, XCX, sono quelli che secondo noi stanno costruendo un sound innovativo ma rimanendo fedeli al nostro passato e presente come sound. Il nostro nuovo singolo si intitola “Ho pianto in discoteca” in collaborazione con CRLN la nostra prima collaborazione al femminile e siamo contenti del risultato perché lei è super leggera e l’unione di due sound differenti ha aggiunto al singolo del dramma, il perfetto mix tra noi e lei. Il disco sarà completamente italiano ed al momento non pensiamo a versioni in altre lingue.

E’ in programma un nuovo Tour e pensate di approdare anche in USA?

 L’idea ci piacerebbe, ma inizieremo, tra dicembre e gennaio 2020, a fare i prime “ShowCase” in Italia e poi girando nei club in tutta Italia con uno show completo. Poi non è detto che ci possano essere date estere, ci piacerebbe moltissimo.

Se vi parlo di super artisti esteri ditemi un aggettivo qualificativo per ognuno secondo voi, ovviamente escludendo i vostri punti di riferimento anche se sono certo saranno molteplici. Il vostro aggettivo aggiornato ad oggi e non basato sul passato.

The Beatles: Pionieri

The Rolling Stones: Sessuali

U2: Riempistadi

Nile Rodgers: Disco Queen

Sting: associo a “Englishman in N.Y.”

Ed Sheeran: Semplice

David Guetta: Discotecaro

Miley Cyrus: Libera

Taylor Swift: Furba

Katy Perry: Ironica

Beyoncè: Robotica

Maroon5: Rassicuranti

Harry Styles ex One Direction: Bono

Sam Smith: Bandiera

Adele: Sottona

Lady Gaga: Patchwork

Madonna: Icona

Britney: Vittima

Donna Summer: Stellare

Jimi Hendrix: Mostro Musicale

Calvin Harris: DJ Modello

Duft Punk: Metodici

Christina Aguilera: Dio

Rihanna: Tanta

Si conclude qui la nostra chiacchierata pomeridiana e sono molto orgoglioso di averli conosciuti e riuscito in qualche modo ad entrare nel loro mood. Sono bravi, preparati ed easy. Un ringraziamento speciale anche a Federica di Gaetano che ci ha permesso insieme a loro di fare questa intervista con un duo che farà strada nella musica ed ha messaggi importanti da esprimere.

 

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