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sabato, Ottobre 19, 2019

HAIR | The Tribal Love-Rock Musical

UN GRIDO UNIVERSALE DI PACE, MUSICA, AMORE PER RI-VIVERE UN’EPOCA MAI TRAMONTATA

 Dal 3 al 6 ottobre va in scena HAIR Il Musical che aprirà la stagione 2019/2020 del Teatro della Luna di Milano.

Non sembrano passati 40 anni dall’uscita del film (in Italia il 16 maggio 1979) diretto da Miloš Forman, né oltre 50 dal debutto a Broadway. Oggi, più di allora, le parole di Clive Barnes, critico del New York Times, descrivono alla perfezione la carica rivoluzionaria di HAIR, il primo musical con l’autentica voce di oggi, invece di quella dell’altro ieri. L’Era dell’Acquario sta per tornare, e quest’autunno si respirerà aria di amore e libertà sui palcoscenici italiani.

Credits Matteo Gatto

HAIR, The Tribal Love Rock Musical, creato nel 1967 da James Rado e Gerome Ragni (autori rispettivamente del libretto e delle liriche) e da Galt MacDermot (autore delle musiche), è una storia senza tempo, capace di riaccendere la nostalgia in coloro che hanno vissuto il ’68 e ricordano il dramma della guerra in Vietnam, ma al tempo stesso di far sentire i più giovani parte della tribù dell’amore, della felicità e della libertà.

 

Oggi come allora, ovunque ci sia guerra, discriminazione razziale e intolleranza, si può rispondere con un grido di pace, un messaggio universale che attraversa la storia e le generazioni.

HAIR Il Musical, oggi come cinquant’anni fa, dà voce in modo trasgressivo e provocatorio, ma proprio per questo ancora più profondamente coinvolgente, a un intero movimento culturale e sociale: una tribù, dai capelli selvaggi, è protagonista sul palcoscenico e si scatena, accompagnata dall’orchestra dal vivo, al ritmo di famosissime canzoni come “Aquarius”, “Hair” e “I Got Life”.

Credits Matteo Gatto

HAIR Il Musical apre la stagione del Teatro della Luna di Milano in anteprima nazionale, con quattro serate, da 3 al 6 ottobre 2019, (biglietti Ticketone.it) che arrivano esattamente cinquant’anni dopo la prima rappresentazione italiana del musical al Sistina di Roma, dove i giovanissimi Renato Zero, Loredana Bertè e Teo Teocoli, con la regia di Victor Spinetti e l’adattamento dei testi di Giuseppe Patroni Griffi, portarono il rock, un cast multietnico ed il primo nudo in scena nel tempio dei musical più classici, per un grande e contestato successo.

Cosa c’è di tanto attuale ancora oggi in questo musical che debuttò nel 1968 a Broadway? La celebre storia di amicizia, amore libero e pacifismo, ancora oggi simbolo della controcultura hippie, porta messaggi di straordinaria attualità: fratellanza, multiculturalità, libertà, come desiderio di spogliarsi di tutto (come nella scena di nudo di fine primo atto), ambientalismo, lotta alle differenze sociali e sessuali e impegno civile sono alcuni dei temi che ancora oggi risvegliano la coscienza dei “nostri” giovani.

Credits Matteo Gatto

Il regista Simone Nardini sottolinea come “oggi, come allora, esistono ancora tanti Vietnam… e tanti giovani con la voglia di liberarsi dalla schiavitù commerciale della Società. Hair, spettacolo cult fine anni ’60, è più che mai l’ideale manifesto delle nuove generazioni che cantano l’alba dell’era dell’Acquario. Il mio tributo vuole rendere omaggio all’opera-rock simbolo del pensiero “hippie”. In quegli anni si formavano gruppi di ragazzi e ragazze che trascorrevano il tempo senza inibizioni e accompagnavano la protesta contro le sofferenze della guerra con il grido di “Sesso, droga e Rock’n’Roll”. Hair, the tribal love-rock musical, con il suo folto cast, le musiche eseguite dal vivo, le coinvolgenti coreografie, il libretto in italiano ma le canzoni in lingua originale e la trasgressione irriverente dei sui contenuti, coinvolgerà ancora le platee dopo oltre 50 anni dal suo debutto a Broadway”.

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