Guida LGBTQ+ ai Balcani: due destinazioni che (forse) non conoscevi

L’Europa orientale offre oggi un quadro estremamente eterogeneo per quanto riguarda diritti e turismo LGBTQ+: accanto a Paesi che avanzano con decisione, convivono realtà che restano ferme o, in alcuni casi, arretrano.

Abbiamo analizzato per voi la Rainbow Map di ILGA-Europe, il ramo europeo di ILGA – International Lesbian, Gay, Bisexual, Trans and Intersex Association – l’organizzazione internazionale ombrello che riunisce oltre 700 associazioni provenienti da 54 Paesi in Europa e Asia Centrale. La Rainbow Map valuta e classifica il livello di tutela dei diritti LGBTQ+ in 49 Stati europei, basandosi sull’analisi delle rispettive legislazioni.

La classifica si fonda su 76 indicatori raggruppati in sette macrocategorie: uguaglianza e non discriminazione; famiglia; crimini d’odio e incitamento all’odio; riconoscimento legale del genere; integrità fisica delle persone intersex; spazio nella società civile; asilo politico. Ogni categoria attribuisce un punteggio specifico che, una volta aggregato, determina la percentuale finale assegnata a ciascun Paese.

I Balcani non sono una destinazione turistica LGBTQ+ vera e propria come Mykonos o la Spagna, nonostante questo però il progresso culturale avvenuto in quest’area negli ultimi decenni sta pian piano stimolando i turisti queer a visitarla.

Basandoci sui dati raccolti nella Rainbow Map e da altre informazioni online, abbiamo individuato due destinazioni interessanti per un viaggio arcobaleno. Siete pronti? Partiamo!

Diritti e turismo LGBTQ+: Slovenia

Nel 2025 la Slovenia ha totalizzato un punteggio di 50,29%, classificandosi in 17esima posizione in Europa e confermandosi come l’isola felice LGBTQ+ per eccellenza dell’Europa orientale. I punteggi più alti sono nelle categorie spazi nella società civile, famiglia, uguaglianza e non discriminazione. 

La Slovenia è stato il primo Paese dell’ex Iugoslavia a legalizzare i matrimoni gay nel 2022, anno in cui ha legalizzato anche l’adozione congiunta da parte di coppie dello stesso sesso; inoltre, nel 2016 ha promulgato il Protection Against Discrimination Act, una legge che punisce le discriminazioni verso le persone queer in diversi ambiti (lavorativo, personale…ecc.) 

Nel 1984 la capitale Ljubljana fu la prima e l’unica città nella Iugoslavia socialista ad ospitare il primo festival pubblico gay, il festival Magnus, un festival di cinema, arte e discussione LGBTQ+; e nel 2001 il Ljubljana Pride, uno dei più noti dell’Europa orientale, che si tiene a giugno di ogni anno.

La Slovenia presenta un paesaggio naturalistico molto vario che può accontentare tutti in tutte le stagioni: mare cristallino, fiumi di acqua fresca e limpida, ampie riserve naturali con boschi, paesaggi montani e collinari, città grandi e piccoli borghi caratteristici…ecc

Ljubljana

La vita LGBTQ+ slovena si concentra nella capitale, dove è parte integrante e visibile del tessuto sociale e urbano; in particolare all’interno del Metelkova Mesto, un centro culturale alternativo ricavato da un ex caserma militare dove operano club con musica alternativa, concerti, mostre e performance artistiche. All’interno del Metelkova Mesto, i principali locali gay sono:

  • Klub Tiffany – organizza non solo spettacoli drag e serate con dj, ma anche laboratori tematici come uncinetto, scrittura, lettura dei tarocchi…ecc 
  • Klub Monokel – spazio queer-femminista, adiacente al Tiffany. Gestito da un collettivo di donne e persone non binarie, ospita serate musicali alternative, proiezioni e mostre. È il punto di riferimento per la comunità lesbica e queer della città, aperto a tutti.

Gli altri locali gay/gay-friendly di Ljubljana sono:

  • Pritličje Café – situato accanto al municipio, è un caffè moderno e spazio culturale che ospita regolarmente eventi queer: talk, performance drag, letture e serate musicali
  • Klub K4 – propone un programma di ogni genere di musica moderna, come minimal, house, techno, drum ‘n’ bass, breakbeat, funk, nu rave, electro, hip hop; rappresentando le tendenze e le novità musicali. Ospita una volta al mese il sabato il Pink Saturday, serata LGBTQ+
  • District 35 e il Klub Gymnasivm, le due principali saune gay maschili della città.

Spiagge gay in Slovenia

  • Nudist Beach Črnuče (Ljubljana) – Sulla riva sinistra del fiume Sava, nei pressi del quartiere Črnuče, si trova una zona naturista molto frequentata da uomini gay, indicata da alcune guide gay come la principale area di cruising e di nudismo per la comunità di Lubiana. È una spiaggia di fiume, non attrezzata, con accesso tramite sentieri nel bosco
  • Plaža Strunjan e Bele Skale (Riserva di Strunjan (costa adriatica – Portrose) – all’interno del Parco Naturale di Strunjan, vicino a Portrose, ci sono due spiagge naturiste frequentate anche dalla comunità queer: Strunjan FKK e Bele Skale. Entrambe non sono attrezzate e sono raggiungibili solo a piedi attraversando il bosco della Riserva.

Diritti e turismo LGBTQ+: Montenegro

Subito dopo la Slovenia si posiziona il Montenegro, che nel 2025 ha ottenuto un punteggio del 49,28%. I risultati migliori si registrano nelle categorie Equality and Non-Discrimination e Civic Society Space.

Dal 2014 il codice penale montenegrino prevede pene specifiche per i crimini d’odio, sia verbali sia fisici, a sfondo omotransfobico. Le coppie gay possono contrarre unioni civili dal 2021, mentre la Legge sul Divieto di Discriminazione vieta esplicitamente ogni forma di discriminazione basata su orientamento sessuale e identità di genere in ambito lavorativo, scolastico e sanitario. Inoltre, la comunità LGBTQ+ ha il diritto di disporre di spazi propri e di organizzare eventi, diritti garantiti dalla normativa vigente.

Nonostante tali aperture, la scena queer montenegrina non è organizzata e strutturata come, per esempio, quella slovena: non ci sono infatti veri e propri luoghi di aggregazione dichiaratamente gay nel Paese, bensì gay friendly “ufficiosi”, e la mentalità locale è ancora abbastanza chiusa pur considerando il progresso in corso. 

Tuttavia, le cose stanno cambiando, e anche il Montenegro, come alcuni altri Paesi balcanici, sta iniziando a diventare una meta considerata dal turismo gay.

A Podgorica, la capitale, si celebra ogni anno il Montenegro Pride, ma per incontrare davvero la comunità LGBTQ+ è meglio spostarsi lungo la costa, in città come Budva. Qui la scena gay, pur essendo ancora informale e discreta, trova un contesto più accogliente: la popolazione locale è abituata al turismo estivo e mostra quindi maggiore tolleranza. Tra i punti di riferimento segnalati dalle guide LGBTQ+, il Casper Bar emerge come bar gay non ufficiale della città, molto frequentato dai turisti durante la stagione estiva.

Sempre sulla costa ci sono diverse spiagge naturiste, alcune di queste frequentate anche da turisti e locals gay:

  • Ratac Beach (tra Budva e Ulcinj) — situata lungo la strada costiera tra Petrovac e Sutomore, è una delle calette più conosciute nella comunità gay montenegrina e citata anche da guide gay. L’ambiente è naturale e selvaggio, con rocce piatte ed assenza di servizi, il che garantisce privacy e tranquillità.
  •  Ada Bojana, la spiaggia nudista più famosa del Montenegro, situata sull’omonima isoletta al confine con l’Albania. L’ambiente è completamente naturale, con sabbia fine, mare poco profondo e possibilità di trovare sia tratti attrezzati sia zone isolate.