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giovedì, Novembre 21, 2019

Glow è la serie di Netflix sul wrestling femminile che non dimentica la comunità LGBT

Non è una commedia ma non è neanche un drama. La serie di Netflix che quest’estate è tornata in onda con gli episodi inediti della stagione tre, è un mix ben oleato di risate e pungente satira sociale. Glow è un vero gioiello, è una di quelle serie tv che è capace di far sorridere con gusto ma anche di far commuovere lo spettatore più impassibile. È una serie tutta al femminile, è luccicante, è fuori dagli schemi, è dissacrante ma si focalizza anche sulla sfera omosessuale, pennellando il ritratto di una società a noi distante (per fortuna).

Ambienta in quei sfavillanti anni ’80, Glow racconta la storia di un gruppo di giovani donne in cerca di riscatto in un mondo popolato da soli uomini. Al centro della narrazione ci sono le vicende di Ruth, aspirante attrice, che riceve l’invito a partecipare a un programma di wrestling tutto al femminile. La giovane oltre a doversi fronteggiare –bonariamente –con un gruppo variegato di donne alla ricerca di loro stesse, dovrà difendersi da Debbie, la sua ex migliore amica. Obbiettivo è mettere su uno show che possa rispondere alle esigenze del pubblico e le ragazze di Glow si faranno aiutare da uno strambo regista di b-movie, trovando poi  in Bash un valido aiutante. Ma i colpi di scena non mancheranno.

Glow - Netflix

La serie è già giunta al suo terzo capitolo, ha fatto le sue scelte, ha capito che strada intraprendere, e se nelle prime due stagioni non ha fatto altro che costruire una storia fatta di vittorie e sconfitte, quest’anno ha virato su altri temi. Le ragazze sono cresciute, sono diventate più sicure di loro stesse, ora devono fronteggiare la vita, gli amori, e devono capire come convivere con la loro stessa popolarità. La terza stagione inoltre, regala uno spaccato di vita degli anni ’80 molto crudo ed esistenzialista. Glow infatti affronta di petto la tematica della diversità, raccontato la storia del giovane Bash che nasconde a tutti la sua vera identità, con la speranza di potersi omologare alla massa. La sua vicenda, calata perfettamente in una marea di lustrini e battute al fulmicotone, vuole essere un chiaro messaggio verso chi, ancora oggi, non vede di buon occhio l’omosessualità, e i richiami ai disagi provati dall’era Trump sono più che palesi.

Lo show è una vera delizia, è un vero e proprio colpo al cuore, è una serie nuova, diversa dal solito, capace di essere ironica ma pungente allo stesso tempo. Composta da tre stagioni da dieci episodi ciascuno, Glow va digerita e assaporata con parsimonia.

 

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