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giovedì, Novembre 14, 2019

Elisa Pomarelli uccisa due volte: come donna e come lesbica

Elisa Pomarelli “uccisa come donna e come lesbica”

Elisa Pomarelli 28enne originaria di Piacenza, è stata uccisa da Massimo Sebastiani, uomo con il quale qualche volta la ragazza è uscita. Dalla ricostruzione dei fatti, lui diceva che era la sua fidanzata, ma lei precisava che il legame era solo di amicizia. Dopo un intenso interrogatorio Massimo Sebastiani ha condotto le forze dell’ordine della procura piacentina sulla tomba di Elisa. Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center afferma: “Elisa è stata uccisa due volte: come donna e come lesbica, perché ha rifiutato il suo assassino. Un femminicidio premeditato e compiuto come atto punitivo per Elisa, in quanto donna lesbica. Quanto accaduto dimostra quanto siamo indietro sui diritti delle donne e delle persone lesbiche, gay e trans”. Inoltre il portavoce aggiunge: “È importante che al più presto venga approvata una legge contro l’omofobia, che preveda anche percorsi formativi e culturali dalla scuola primaria e nella società, per abbattere il pregiudizio e la discriminazione contro le donne e le persone lesbiche, gay e trans. L’assassino dovrebbe essere condannato due volte e giudicato senza alcuna attenuante”. L’associazione Telefono Rosa si aggiunge e dichiara: “Massimo Sebastiani ha orrendamente ucciso Elisa Pomarelli. Orrendamente, per noi, significa averla uccisa, occultandone i poveri resti. Significa averla ammazzata con lucida premeditazione, liberandosi del corpo e fuggendo. Eppure la maggior parte degli organi di informazione parla di raptus, di un uomo che ha perso la testa, di persona innamorata fino alla follia. Non si ammazza per amore! (…) A quanto riportano gli organi di stampa per gli inquirenti risulta uomo pentito e collaborativo, preda di un raptus e non armato di chiare intenzioni omicide. Raptus, follia e chissà cos’altro sono poi gli alibi che portano molti altri uomini a sentirsi immuni dall’esercitare violenza nei confronti di una donna. A chi fa informazione, a chi indaga, a chi giudica il compito di cambiare non i propri comportamenti ma i propri linguaggi. Perché anche quest’anno nessun passo avanti è stato fatto per impedire che una donna venisse ammazzata”.