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domenica, Agosto 18, 2019

Ecco i quadri con protagonisti: David Bowie, Madre Teresa e il Kamasutra

“L’arte non può cambiare il mondo ma può contribuire a mutare la coscienza e gli obiettivi di coloro che potrebbero cambiarlo”

Qualche giorno fa mi sono imbattuto nel profilo Instagram (fabrizio_berti_artist) dell’artista Fabrizio Berti e sono rimasto piacevolmente colpito dalle sue creazioni. Fabrizio è un giovane trentino diplomato prima in “Discipline delle Arti Visive” (Visual Art) presso l’Istituto d’Arte “A. Vittoria” a Trento e poi in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti “G. B. Cignaroli” a Verona. La sua passione per la pop art è lampante. La famosa tendenza artistica affermatasi prima negli Stati Uniti e poi in tutta Europa nasce dal desiderio degli artisti degli anni ’60 di criticare e porre sotto processo il consumismo esasperato che tuttora persiste. Tuttavia quando si parla di consumismo non ci si riferisce soltanto al tipo di rapporto che si instaura tra l’essere umano e gli oggetti di consumo. Infatti consumistico è spesso anche il tipo di legame che gli esseri umani sviluppano tra di loro e che li porta a “consumare” l’altro individuo e poi a “gettarlo” via. Il Berti ha realizzato varie collezioni: grandi condottieri, dittatori, supereroi, sexy game, pop star e altre. I maestri ai quali si è ispirato sono Sergio Bonelli, Milo Manara, Andrea Pazienza, Guido Crepax. In ogni quadro è rappresentato il protagonista con un grande nasone, quest’ultimo è ormai la firma del Berti. Infatti il naso grosso è rappresentato in tutti i quadri dell’artista. Oltre ad essere un elemento caratteristico della sua arte questo tratto vuole simboleggiare la comune natura umana e limitata di ogni protagonista rappresentato. Non importa se si parla di un dittatore, di un grande stratega oppure di una star musicale mondiale, tutti i soggetti sono esseri umani con i loro limiti e con le loro grandi o piccole responsabilità.

 

Serie cantanti

Per quanto riguarda la serie dei cantanti Fabrizio è partito con l’idea di prendere in considerazione un genere di personaggi amati ed idolatrati da tanti. Come per i dittatori anche i cantanti sono molto particolari ed unici nel loro aspetto.  “Inizialmente – racconta Fabrizioero partito con una serie in particolare ovvero i cantanti maledetti (club 27), Jim Morrison, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Curt Kobain, Amy Winehouse e Brian Jones”. “Poi – continua – sono passato ad altre rockstar come Freddy Mercury, David Bowie, Bob Marley e John Lennon essendo personaggi molto riconoscibili”.

 

Fabrizio Berti opere

Freddie Mercury

Bello sexy e stravagante il quadro dedicato a Freddie Mercury è uno dei più stimolanti. Il famoso cantante dei Queen originario di Zanzibar era bisessuale ed è amato in tutto il mondo per canzoni come I Was Born to Love You, Crazy Little Thing Called Love, Don’t Stop Me Now, It’s a Hard Life, Killer Queen, Love of My Life, Play the Game, Somebody to Love e We Are the Champions. L’artista immigrò in Gran Bretagna in seguito alla rivoluzione che coinvolse il suo paese di origine. Mercury malgrado il suo status di straniero riuscì a realizzarsi e a farsi amare dal pubblico di tutto il mondo. Freddie si ammalò di AIDS e sviluppò a causa di ciò una grave broncopolmonite e altre gravi patologie che lo portarono a una prematura morte.

Fabrizio Berti opere

David Bowie

David Bowie è stato uno degli artisti più significativi e straordinari nella storia della musica e dell’arte in generale. L’amica Enda Walsh ha affermato di lui: “Era un uomo estremamente divertente, molto gentile e aperto, uno di quelli con cui diventi amico subito. Ho lavorato con molte persone e non tutti riescono a essere veramente liberi, non ti fanno sentire come se dovessi avere tutte le risposte ma capiscono che sei lì per fare anche domande e per cercare atmosfere. Bowie era così. Ma era anche un irrequieto, uno che stava sempre lavorando a qualcosa, gli ultimi cinque anni della sua vita sono stati straordinari, aveva più idee e avrebbe voluto continuare a creare”.

Serie Kamasutra

Per il kamasutra – racconta il Berti – l‘idea era quella di creare con tutti i quadri un’installazione che formasse la scritta “sexy game” infatti le opere sono tutte di un formato quadrato con fondo nero. Degli 84 pezzi di questa serie 60 raffigurano le varie posizioni del kamasutra, gli altri 24 invece rappresentano appunto i vari giochi dell’amore, bondage, sadomasochismo, fetish, gang bang, sesso orale, analisi, extreme, padrone/schiavo”.

Credo che l’aspetto critico di questo progetto artistico sia la denuncia di un mondo dell’amore sempre più dominato dal consumo di istinti sessuali fugaci e senza sentimento.

Fabrizio Berti opere

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