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martedì, aprile 23, 2019

Drew Cumpson «Vinco sempre e a modo mio»

Essere Drew Cumpson, gay e disabile significa dover lavorare duramente per farsi accettare dalla comunità. Ognuno ha le proprie idee in merito alla disabilità. Spesso queste idee sono errate o fuorvianti. Uno degli scopi nella mia vita è dare un’immagine più realistica e fornire informazioni corrette per comprendere cosa sia una vita da disabile. Se le persone sono informate meglio, si riduce la stigmatizzazione dei disabili.

Passare da persona in forma, con una relazione in corso ad un’altra senza alcun controllo sul proprio corpo è stata una transizione estremamente complicata. Tentare di trovare una semplice connessione umana con un altro maschio gay è stato complicato. Mi è stato detto che appaio fragile e triste, ho sentito dire che la disabilità viene associata al ritardo mentale…

Nella comunità  gay, poi, la stigmatizzazione dell’immagine del corpo è notevole e gioca un ruolo determinante nel giudizio delle apparenze. Come tetraplegico, non ho alcun controllo sul mio corpo e combatto per mantenere un corretto peso corporeo. Per Drew Cumpson, sono le apparenze che giocano un ruolo determinante negli appuntamenti e se sei confinato su una sedia a rotelle e visto come un disabile e non come un pari, allora il gioco diventa più duro di come dovrebbe essere.

Dietro le apparenze

Vai in aeroporto, hai controllato due volte la prenotazione del volo, controllato tre volte la prenotazione dell’hotel, sei pronto per la tua vacanza e non vedi l’ora di arrivare e respirare l’aria del mare. La più grande preoccupazione è di perdere il volo o di aver dimenticato lo spazzolino da denti.

Ma quando un disabile, come Drew Cumpson, viaggia, la lista delle preoccupazioni è ben più lunga. Non solo penso ai ritardi aerei o di aver dimenticato lo spazzolino da denti, ma devo chiedere e verificare che tutte le porte siano grandi abbastanza ed accessibili.

Devo capire se il resort è accessibile ed in quale misura. Verificare che il trasporto pubblico  non solo sia disponibile per tutte le destinazioni, ma che sia sostenibile economicamente. Ci sono molte altre cose che emergono durante i viaggi di Drew Cumpson e che devono essere finalizzate e programmate per ogni destinazione. Devo assicurarmi che il letto abbia almeno uno spazio attorno di almeno 15 cm per il mio sollevatore  e che la camera abbia spazio sufficiente per i trasferimenti quotidiani dalla mia sedia a rotelle al letto. Quando viaggio, devo sempre programmare per due persone, il che aumenta immensamente il costo per un viaggio accessibile.

 Drew Cumpson

Una grande opportunità

Ci sono circa un miliardo di persone disabili al mondo. Queste sarebbero una grande opportunità per qualsiasi azienda turistica che intenda proporre accessibilità e pernottamenti per coloro che viaggiano con disabilità. L’industria turistica sostenibile si stima raggiungere i 202$ miliardi di fatturato entro il 2025 (Bowtell, J. 2015)

Nel 2011 ero membro di un viaggio umanitario con un gruppo di studenti dell’Università di Guelph, a Lima, in Perù. Mentre nuotavo, durante l’ultimo giorno di permanenza, una grande onda avrebbe cambiato completamente la mia vita, sbalzandomi violentemente fuori dall’oceano, fratturandomi la vertebra C4 e lasciandomi completamente paralizzato dalle spalle in giù, costringendomi alla ventilazione forzata per il resto della vita.

Quando si programma un viaggio con disabilità, ci vuole molto più tempo di quello che si impiega per organizzare un viaggio senza. Il mio obiettivo nella vita è dimostrare al mondo che, indipendentemente dalla battaglia che si combatte, si devono comunque raggiungere i propri traguardi. Tre giorni prima del mio incidente nel 2011, al summit di Macchu Picchu, mi prefissai l’obiettivo di visitare le Sette Meraviglie del Mondo. Sapevo ben poco su come provarci ed immaginare poi di farlo su una sedia a rotelle…

 Drew Cumpson

Da sempre un viaggiatore LGBTI

Il mio primo volo commerciale  fu un’enorme esperienza per me e per il mio team. La più grande sfida fu il mio trasferimento dalla sedia a rotelle alla poltrona dell’aereo. Lo  avevamo programmato in anticipo con Air Transat, in modo da assicurarci che avessero un sollevatore Hoyer. Quando arrivò il momento di trasferirmi, concludemmo che con la mia altezza e senza un appropriato bracciolo, la nostra unica opzione sarebbe stata quella di un vigile del fuoco che mi sollevasse oltre il bracciolo, sulla poltrona. Una volta seduto, abbiamo improvvisato un fissaggio al torace, in modo da essere stabilizzato durante tutto il volo. Così, diventò incredibilmente complicato spostarmi dalla mia poltrona. Avevamo creato un’altra barriera, nel caso in cui avessi avuto la necessità di muovermi dal mio posto, per andare in bagno, per esempio. Scendere dall’aereo, poi, fu un’altra guerra, con me che finisco sul pavimento in più di un’occasione.

Imparare a viaggiare con disabilità non è semplice. Ogni viaggio rivela un nuovo ostacolo da abbattere. Dopo averne sperimentati numerosi durante i miei viaggi sull’accessibilità degli aerei, ho deciso che avrei condotto io stesso un documentario sull’accessibilità in sedia a rotelle. Dopo il mio incidente, i medici dissero che viaggiare sarebbe stato quasi impossibile ed estremamente difficoltoso.Tuttavia, essendo una testa dura, ho voluto dimostrare che avevano torto.

Man mano che continuo i miei viaggi con lo scopo di raggiungere il mio obiettivo di vedere le Sette Meraviglie del Mondo, sarò in viaggio tra Londra, Roma e Parigi a novembre 2018 in modo da ‘spuntare’ dalla mia lista il Colosseo. Dimostrerò tutti gli aspetti del viaggiare accessibile, dal volo al trasporto ferroviario ad altre forme di trasporto, come taxi, bus e traghetti. Non tutti sono in grado di accedere a tutte le forme di ‘trasporto accessibile’ , per via di circostanze personali. In ogni caso, il documentario avrà lo scopo di informare le persone con disabilità della quantità di opzioni disponibili quando si viaggia.

L’Italia mi aspetta

Sono estremamente contento di venire in Italia a novembre 2018 e non vedo l’ora di trascorrere tre giorni a Roma, prima di prendere il treno per Milano  per una notte. La mattina dopo, partiremo per un viaggio in treno di tredici ore verso Parigi. Volendo dimostrare che esistono diverse scelte multiple nel trasporto con disabilità, abbiamo pensato che non ci sarebbe stato scenario più bello di quello di vedere l’Europa dal finestrino di un treno. Come coloro che, avendo piacere a viaggiare ed abbia avuto la possibilità di conoscere il bel Canada (Paese di origine dell’autore, ndt), non vedo l’ora di vedere le belle montagne di Italia e Francia e viaggiare fino all’ultima destinazione: Parigi.”

 Drew Cumpson

Aerei, Treni e Sedie a Rotelle è un documentario informativo che vuole dimostrare come, a prescindere dalle proprie abilità, sia sempre possibile viaggiare con la giusta pianificazione. Non solo vogliamo informare delle varie opzioni possibili, ma anche aiutare le imprese turistiche, gli uffici turistici a capire i tipi di ostacoli che devono essere considerati.

Le speranze sono quelle di iniziare una conversazione su come eliminare le barriere quando si viaggia. Il documentario verrà presentato alle conferenze sul turismo e sull’ospitalità, come parte di una campagna di sensibilizzazione che auspico possa portare un cambiamento nell’industria turistica.

Che ne dite di lottare insieme a Drew Cumpson?

Tutte le aziende, grandi o piccole, dovrebbero lottare  per diventare accessibili e disponibili al 100%. Se pensate che la Vostra azienda possa contribuire a questo importante cambio, vi prego di contattarmi per ulteriori informazioni, idee o opzioni che siano disponibili per voi o per il vostro lavoro, in modo da diventare una destinazione completamente accessibile.

Inoltre, se avete suggerimenti, idee o contributi per il documentario, potete contattare Drew Cumpson su drew@drewcumpson.com

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