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DJs from Mars “Do It Better”

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I DJs from Mars sono un team di produzione molto noti per i loro mashup di canzoni popolari trasformate in musica dance elettronica.

Il loro progetto nasce nel 2003 dopo l’incontro dei giovani produttori Luca e Max in una piccola etichetta torinese famosa per il progetto degli Eiffel 65 alla fine degli anni ’90. Entrambi stavano producendo canzoni per l’etichetta con diversi soprannomi. Fu solo dopo pochi anni e diversi brani insieme che diedero inizio al progetto comune “Djs From Mars”.

I loro video su YouTube hanno raggiunto le 150 milioni di visualizzazioni. Negli anni hanno realizzato remix ufficiali per diversi artisti, tra cui David Guetta, Sean Paul, Pitbull, Sophie EllisBextor, Dirty Vegas, Fragma, Ciara, Coolio ed Ennio Morricone.

Nel 2013 sono entrati nella lista dei TOP 100 DJ di DJ MAG.

Nel 2015 sono protagonisti della campagna pubblicitaria di Gillette “ShaveForth”.

Negli ultimi anni hanno realizzato una relase ufficiale con Tiȅsto e il remix ufficiale della hit internazionale “Let’s Love” di David Guetta e Sia.

Ciao Ragazzi e Benvenuti nella sezione “QSound” della rivista “QMagazine”.

Luca e Max, siete entrambi residenti a Torino, ci raccontate la vostra giornata tipo e come nascono le idee per i vostri lavori musicali e da dove traete ispirazione?

Ciao Alex ed a tutti i lettori di “QMagazine” sezione musicale “QSound”! Si siamo entrambi di Torino e la nostra giornata tipo è abbastanza “ordinaria”, ci svegliamo intorno alle 8, colazione e alle 9 siamo già davanti al computer per produrre, controllare le email, seguire i social, tutto il mattino. Pranzo, e si ricomincia al pomeriggio, diciamo che facciamo quasi orari d’ufficio, anche lavorando 9/10 ore al giorno in media. In realtà il team è completato anche dal video editor Fabio che segue la parte grafica, video, foto ecc…Abbiamo compiti diversi e lavoriamo al progetto full time, non facciamo una vita da rockstar tra feste e aerei privati diciamo haha!

Le ispirazioni crediamo che arrivino da sole senza motivi particolari, è importante saperle riconoscere e metterle subito in pratica, per quello crediamo che il lavoro costante in studio, quasi “artigianale” sia fondamentale, perché se lavori su 100 idee, una sarà quella vincente. Se lavori a 1 sola idea, magari quella vincente non uscirà mai fuori.

Nati dalla collaborazione insieme in un’etichetta discografica siete arrivati a produrre mashup con artisti mondiali che hanno portato “innovazione” anche nel panorama musicale elettronico ed EDM, ci raccontate com’è avvenuta questa vostra trasformazione? Ci raccontate il percorso verso la grande notorietà mondiale?

E’partito tutto per caso, come succede molto spesso nella musica. Lavoravamo in studio a vari progetti ma con alti e bassi, soprattutto bassi 😊 Vedevamo pochi risultati lavorando a numerosi progetti quasi senza nome, producevamo canzoni che venivano fatte uscire, con nomi usa e getta, senza un vero progetto dietro, e vedevamo canzoni anche valide non funzionare. Così visto che nel frattempo lavoravamo come DJ Resident nei club cittadini (tra cui anche lo storico Centralino nelle serate di Dj Superpippo) e producevamo questi primi mashup per suonarli in serata, abbiamo deciso di pubblicarli su YouTube col nome Djs From Mars e iniziare a seguire solo questo progetto a 360°, quindi curando anche l’immagine,  i social – all’epoca ancora MySpace!

I video iniziavano a macinare parecchie views, il nome iniziava a diffondersi e nel giro di poco cominciano ad arrivare le richieste di remix e di serate. Capimmo che la direzione era giusta quindi ci concentrammo veramente a tempo pieno su Djs From Mars. E così, 10 anni dopo siamo ancora qui 😊

Avete mashuppato lavori pazzeschi, fatto dei minimix di anni interi in 5 minuti fino alla consacrazione planetaria con il minimix per David Guetta, chi non lo usa! Quanto e come si è sviluppato il tutto, in particolare arrivandoa David Guetta che vi ha contattato ed avete fatto un vostro remix ufficiale per “Let’s Love” oltre al grandissimo lavoro che avete fatto con: “SAINt JHN (Imanbek Remix) Vs R3hab & A Touch Of Class – AllAround The Roses”?

Come dicevamo, è iniziato tutto con YouTube e la diffusione è continuata in modo costante in tutti questi anni, anche perché abbiamo fatto molta attenzione alle scelte, lo stile, abbiamo evoluto il suono durante tutte le fasi dell’EDM, introducendo elementi Dubstep, Bigroom, Future House negli ultimi anni, quindi diciamo che non abbiamo dormito ma anzi siamo stati attenti ad aggiornare il progetto continuamente. Questo ha fatto sì che pian piano nomi sempre più grossi si interessassero alla cosa. Fino all’apice negli ultimi 2 anni quando siamo entrati in contatto con David Guetta (appunto grazie al mashup di 5 minuti con tutti i suoi pezzi più famosi), con cui collaboriamo creando mashup per i suoi DJ Set, e anche remixando alcuni suoi pezzi originali “Stay” nel 2019 e “Let’s Love” lo scorso dicembre. Anche Tiesto suona molto spesso i nostri mashup e ne abbiamo addirittura realizzato uno insieme per “Tomorrowland 2019” dei Coldplay “A Sky Full Of Stars”, più la release ufficiale con lui “The Drop” l’anno scorso. Non sappiamo il motivo di questo interesse crescente nei nostri confronti, anche perché il progetto dura da parecchio tempo. Crediamo che proprio il fatto di lavorarci senza sosta, facendo attenzione all’evoluzione del suono nella scena, faccia rimanere il progetto sempre fresco. A volte abbiamo idee che funzionano (utilizzare parecchio rock nelle nostre serate è stato un nostro cavallo di battaglia per anni), a volte meno (in qualche periodo abbiamo esagerato col suono troppo “pesante”), è importante cercare di essere lucidi e capire la direzione, avere la visione di dove si sta andando, e non avere la presunzione di non sbagliare mai. Anzi riconoscere gli errori è decisivo, per non continuare a farne!

Non avete risparmiato nessun grande artista mondiale forse Madonna, Prince, David Bowie, ci sono motivi legati a copyright oppure avremo soprese?

In effetti Madonna l’abbiamo “rielaborata” parecchie volte (Hung Up, Miles Away, Music, e altri pezzi), Prince e Bowie ci mancano! Grazie per l’idea anche perché sono nomi che amiamo. “Sign O’ The Times” di Prince è forse una delle canzoni più belle mai scritte. E Bowie è nostro compaesano “From Mars” haha! Lo terremo a mente sicuramente!

Come nasce l’idea dei “cartoni” al posto dei vostri visi, un’ispirazione ai Daft Punk o altro?

Uno dei nostri primi video si chiamava “Who Gives A F*** About Deejays” e il protagonista del video era appunto un DJ desolato, anonimo, triste, perché ignorato dalla gente. Per rendere l’idea abbiamo usato un cartone anonimo sulla testa del personaggio. I commenti erano però tutti rivolti proprio a quella maschera….quindi quando sono arrivate in quei mesi le prime serate abbiamo pensato di utilizzare quell’idea anche nei nostri live….e la reazione è stata incredibile, eravamo totalmente sconosciuti all’epoca, ma tutti volevano farsi una foto con noi proprio  per quella strana maschera! Dall’anonimato dell’idea iniziale, è così finito per diventare il nostro marchio di fabbrica!

Perché il nome “DJs from Mars?”

Anche questo nome è stato abbastanza casuale, volevamo innanzi tutto chiarire che il nostro progetto era basato su due DJ, all’epoca si usava, quando un pezzo funzionava, mandare una cantante in playback e un tastierista a fare finta di suonare nel retro del palco….Una visione della dance che secondo noi ha aiutato a farla considerare musica di Serie B per molti, troppi anni. Invece mettendo la parola DJS nel nome, sarebbe stato chiaro che una volta avviato il progetto si sarebbe trattato di un vero dj set, no playback farlocchi. Deciso questo, abbiamo poi pensato di identificare questi DJS come alieni, non convenzionali, strani, quindi cosa c’è di più alieno di un essere da Marte? Suonava anche bene in inglese, quindi abbiamo tenuto il nome

Quali sono i vostri progetti imminenti?

Dopo tanti mashup e bootleg, ora vorremmo spingere l’acceleratore sulle tracce originali. Abbiamo già un po’ di release pronte per i prossimi mesi, di cui non possiamo però ancora parlare, ma saranno belle soddisfazioni! In più comunque non lasceremo stare i bootleg che sono il nostro pane quotidiano, quindi anche novità in arrivo su questo fronte. Questa pandemia ci ha chiusi in studio quindi abbiamo finalmente avuto tempo di curare meglio le produzioni prendendoci il tempo necessario, senza dover consegnare tutto “entro domani” e questo sta dando dei buoni risultati. Quindi molta musica è in arrivo nel 2021!

Luca un aggettivo per Max?

Ahha bella domanda diciamo “imprevedibile”

Massimiliano, un aggettivo per Luca?

Sul lavoro sicuramente, “perfezionista” a livelli quasi ossessivi 😊

Che emozione provate quando grandi DJ suonano i vostri mashup e quanto è cambiato oggi il vostro mondo musicale, le serate i progetti ed anche perchè no, i soldi, rispetto a qualche anno fa, anche solo un decennio?

E’sempre una soddisfazione gigante, perché onestamente in questo lavoro non sai mai se stai andando nella direzione giusta. Provi cose, e l’unico modo per capire se stai lavorando bene è proprio vedere quali sono le reazioni degli altri DJ. Fortunatamente calibrando sempre le scelte in 10 anni i supporti sono aumentati incredibilmente! Solo negli ultimi anni ci hanno suonato: Tiesto, David Guetta, Steve Aoki, Nicky Romero, Afrojack, Diplo, Oliver Heldens, insomma proprio i più grandi nomi della scena. Questo è lo stimolo per alzarsi ogni giorno e dare sempre il massimo in studio, sapendo che la strada è quella giusta.

Il mondo della dance negli ultimi 10 anni è decisamente esploso. Ora gli eventi mondiali più grandi sono i festival di musica elettronica, quello che negli anni 2000 e 90 erano i concerti rock. A Torino ricordiamo un mega concerto con Metallica, Guns’N’Roses, Faith No More, oggi l’evento più rilevante è il Kappa Futur Festival. La musica elettronica finalmente ha gli spazi che si merita e questo non può che farci piacere, essendo parte di questo movimento. Il lato economico è anche sicuramente cambiato, ma anche non essendo noi nella fascia dei dj strapagati, non ci sentiamo di criticare i super cachet dei top dj. Crediamo sia tutto regolato dal mercato, come nel calcio, o nel basket NBA. Sicuramente se qualcuno è disposto a pagarti molto per una tua performance, significa che mettendo il tuo nome sul manifesto si mette in moto tanta gente disposta a pagare per vederti. Quindi il cachet è sempre relazionato alla quantità di denaro che sposti, e sicuramente se un DJ prende 100 ci sarà dietro un’organizzazione che prende 1000, da cui giustamente guadagna e paga altra gente che lavora, affitta spazi, acquista materiale tecnico, paga tasse…ecc…..Il mercato si auto-regola e se la musica elettronica finalmente genera molto denaro, ne beneficiamo tutti, dai top dj coi loro grandi cachet, ai dj più piccoli che avranno organizzazioni più piccole che cercano di raggiungere il successo dei grossi festival partendo dal basso, e mettendo in movimento la scena in generale. Piu’ interesse, più soldi, più mercato, più opportunità, per tutti dai più grandi ai più piccoli. Sono le regole del mercato…

Quali sono stati i vostri punti musicali di riferimento e quando avete iniziato a suonare come DJ, quali erano i dischi che vi caricavano maggiormente e da cui avete poi tratto varie ispirazioni?

Beh le nostre origini sono anche abbastanza strane, Luca si è formato negli anni 90 con l’hip hop, e suonava la chitarra in un gruppo punk hardcore. Max arriva dalla trance/techno. I dischi che hanno messo tutti d’accordo sono stati i primi dei Daft Punk, Prodigy, Chemical Brothers, Underworld, Fatboy Slim. Lì abbiamo capito che la musica dance poteva anche non essere solo la colonna sonora dei “cinepanettoni”, ma c’era musica di qualità che stava entrando di prepotenza nella vita di tutta quella generazione. Se dovessimo proprio citare un disco che ha cambiato la vita, quello è sicuramente “Homework” dei Daft Punk.

Se ci catapultassimo nei decenni sotto elencati, i primi 3 dischi che suonereste nella vostra playlist sarebbero?

70s: Sex Pistols – “Anarchy In The UK” – David Bowie – “Heroes” – Donna Summer “I Feel Love”

80s: Public Enemy – “Bring The Noise” – MARRS “Pump Up The Volume” – Bob Marley “Could You Be Loved”

90s: Daft Punk “Around The World” – Chemical Brothers “Hey Boy Hey Girl” – Underworld “Born Slippy”

2K: Deadmau5 – “Not Exactly” – David Guetta “Love Is Gone” – Benny Benassi “Satisfaction”

Quando lavorate in studio, com’la vostra giornata tipo e quale strumentazione usate per creare i vostri lavori?

Lavoriamo dalle 9 alle 19 o anche più tardi, ogni giorno dal lunedì al venerdì (prima del covid, con qualche interruzione in più per il weekend in giro per il mondo). Cerchiamo di lavorare costantemente perché crediamo proprio nella natura “artigianale” della musica. Più tempo le si dedica e più soddisfazioni torneranno indietro. Almeno per noi è sempre stato così. La strumentazione è molto semplice, lavoriamo completamente “in the box” quindi abbiamo un laptop molto potente, Cubase che è il cuore di tutto lo studio, tantissimi plug-in (i preferiti sono tutti i Waves, Spire, Native Instruments e Serum) e molto importante abbiamo 3 ascolti: le ottime Adam A7X come monitor principali, poi due PS5 Event come ascolto secondario che abbiamo utilizzato per anni e conosciamo bene, e per finire un terzo ascolto su una radio Tivoli Model One che fa capire immediatamente i difetti sonori proiettati sull’ascolto finale (che sarà ormai inevitabilmente, un telefono o un ipad) quindi molto importante per capire in fretta dove si sta sbagliando a livello di frequenze. Poi anche una chitarra Ibanez che utilizziamo per qualche parte suonata e registrata e poi processata sempre in Cubase.

I vostri DJ Set come si sviluppano prima e durante la serata e con che tecnologia?

Anche qui il lavoro principalmente avviene in studio, quindi in serata non improvvisiamo mashup live o cose del genere. Abbiamo tutti i nostri mashup e bootleg e remix su chiavetta, e ormai ne abbiamo talmente tanti che riusciamo a suonare anche 5-6 ore (ci è successo in qualche serata in Asia) cambiando completamente genere, possiamo partire con una battuta house più leggera per finire con l’electro più pesante quando la situazione lo richiede. Comunque abbiamo notato suonando in giro per il mondo da 10 anni senza sosta, che suonare dei grandi inni del pop o del rock mette d’accordo tutti, anche i puristi più underground. Ci sono capitate serate un po’ meno commerciali, dove l’atmosfera era molto “berlinese”, e probabilmente nessuno si aspettava di sentire mashup di musica pop. Ma costruendo la giusta atmosfera, crescendo lentamente, siamo arrivati anche a far cantare a squarciagola “Firework” di Katy Perry a un pubblico che si aspettava la tech-house più underground….Il nostro set punta a quello, vogliamo far ballare quando partono i drop, ma vogliamo anche far cantare gli inni più famosi, e far andare via la gente con delle emozioni e dei ricordi.

Vedendo il mondo e la comunicazione musicale che ci gira intorno, qual è la vostra opinione in merito? Una volta esistevano emittenti o trasmissioni dedicate alla musica, a tutta la musica, oggi tutto è cambiato, credete in meglio? Ci date la vostra opinione?

Ora crediamo ci sia più democrazia. Prima erano in pochi a decidere cosa doveva funzionare, alcuni DJ “trend setter” dettavano le regole e si doveva passare da determinati canali per forza. Oggi può capitare che, diffondendosi la musica tramite internet, un prodotto molto valido ma senza grossi budget o connessioni promozionali, può funzionare e scardinare i meccanismi. Perché a decidere ora sono le persone, non più i pochi trend setter. Si parla molto di uno strapotere degli influencer negli ultimi anni, ma secondo noi era una cosa molto più presente in passato. Solo che non esisteva la parola “influencer!”. Ora un ragazzo con molto talento può far uscire un disco e spaccare in tutto il mondo stando seduto nella sua cameretta. Questo è sicuramente un bene, alza il livello per tutta la scena, ed è molto “democratico”.

Sta tornando prepotentemente di moda il vinile, cosa ne pensate a riguardo?

Amiamo il vinile, più che altro come oggetto. Collezioniamo vinili, ci piace avere la musica che amiamo su un supporto fisico, è molto meglio di un file mp3, addirittura oggi la musica non si possiede neanche più su file ma si ascolta in streaming. Però a parte il lato “romantico” da collezionista, sul lavoro ci troviamo benissimo con la nuova tecnologia. Nei nostri set è tutto su una chiavetta, facilita molto la vita e soprattutto possiamo avere a disposizione tutti i nostri pezzi in uno spazio molto ridotto. Pensa anche solo masterizzarsi tutti i cd di qualcosa come 700 bootleg, con i dischi che dopo un po’ si rovinano, togli il disco, metti il prossimo……Amiamo il vinile ma allo stesso tempo amiamo la tecnologia quindi vinile per l’ascolto a casa, tecnologia sul lavoro in serata.

Che consiglio vi sentireste di dare a chi vuole diventare produttore o DJ oggi e perché?

Ora che fare il DJ è una moda, il nostro consiglio è di capire se c’è veramente la passione alla base di questo percorso. Perché è veramente una vita strana, piena di alti e bassi, momenti felici e momenti difficili, si è un po’ estraniati dal mondo a volte perché mentre tutti gli amici escono tu magari devi stare in studio a lavorare, anche sabato e domenica. O più avanti, quando tutti stanno in famiglia, tu magari sei su un aereo per l’Indonesia….E’ il lavoro più bello del mondo ma solo se supportato da una passione gigantesca per la musica. E non sono sicuramente soldi facili, anzi se cercate soldi facili buttatevi sulla finanza, la musica può dare tanto ma solo se tu le dai tutto te stesso. Inoltre un altro consiglio, specialmente ora che tutto e il contrario di tutto è stato sperimentato, è di essere totalmente originali. E’ l’unico modo per farsi notare in un oceano di milioni di dj e artisti che propongono materiale ormai sempre di alto livello grazie all’evoluzione dei software per fare musica. L’originalità è fondamentale. Come l’impegno costante e la passione.

Una domanda a cui vi piacerebbe rispondere e che non vi è mai stata fatta c’è e se si quale, con la vostra risposta ovviamente.

“Vi sentite fortunati a fare questo lavoro?”

Si super fortunati, sappiamo che c’è tantissima gente con grande talento che per situazioni, scelte, tempi sbagliati, non riesce a emergere. Ci sentiamo fortunati per aver creduto in un progetto, aver dato il massimo, ed avere ricevuto molto in cambio. L’obiettivo era potersi alzare al mattino e fare musica riuscendo a pagarsi le bollette e la spesa. Tutto è stato ampiamente superato e per questo siamo consapevoli di essere stati molto fortunati e cerchiamo di rispettare quello che la vita ha ci ha fatto capitare dando il massimo ogni giorno!

“DJs from Mars do it better”?

Non sappiamo se lo facciamo meglio, ma sicuramente ci proviamo con tutte le forze a nostra disposizione!!

 Ciao Luca e Max, grazie.

Grazie a te Alex, a “QMagazine”!

Alex Molla 🎧

 

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