Iraq: nuova proposta parlamentare per criminalizzare l’omosessualità
Dopo un tentativo non riuscito lo scorso anno, un nuovo disegno di legge che propone di vietare l’omosessualità in Iraq è stato recentemente presentato al parlamento del Paese. Questa mossa, che rispecchia l’inarrestabile ondata di opposizione nei confronti dei diritti LGBTQ in Iraq, ha suscitato una serie di preoccupazioni e timori non solo all’interno della comunità LGBTQ+ irachena.
Rilancio della legge anti-LGBTQ+
Il disegno di legge è stato proposto da Mortada Al-Saadi, vicepresidente della commissione per gli affari legali del parlamento federale di Baghdad. Al-Saadi ha presentato formalmente il disegno di legge al presidente del parlamento iracheno, chiedendo che la proposta fosse inserita nell’agenda legislativa per la prossima sessione, prevista per inizio settembre. Questa legge risulta essere in linea con le recenti dichiarazioni di Muqtada al-Sadr, leader del Movimento Sadrista, che ha espresso la sua intenzione di vietare l’omosessualità, come riportato dall’agenzia di stampa indipendente Basnews, con sede a Erbil.
Criminalizzazione della comunità LGBTQ+ in Iraq
Sebbene l’omosessualità non sia esplicitamente proibita in Iraq, esistono articoli nel codice penale del 1969 che vengono utilizzati per penalizzare la comunità LGBTQ+. Malgrado l’omosessualità sia stata depenalizzata oltre mezzo secolo fa, i membri della comunità LGBTQ+ in Iraq continuano a subire gravi abusi, tra cui torture, rapimenti, aggressioni fisiche e, in alcuni casi, persino la morte. Questi atti violenti sono perpetrati da famiglie e gruppi conservatori, spesso sotto l’egida di cosiddette “squadre della morte”. In un rapporto di Human Rights Watch pubblicato nel giugno 2021, si afferma che 11 persone LGBTQ+ sono state arrestate in base all’articolo 401 del codice penale, che criminalizza “l’indecenza pubblica”.
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Reazioni alla legge proposta
La proposta di legge ha suscitato una reazione di timore e rabbia tra la comunità LGBTQ+ locale. L’anno scorso, quando la bandiera dell’orgoglio arcobaleno è stata esposta nella capitale, Baghdad, le autorità irachene hanno espresso forte critica. Inoltre, l’attuale processo di raccolta delle firme per l’approvazione di una legge che renda l’omosessualità illegale ha ulteriormente infiammato la situazione, provocando indignazione e timore nella comunità LGBTQ+.
In una dichiarazione rilasciata all’Agenzia di stampa statale irachena, Aref al-Hamami, membro della commissione giuridica parlamentare, ha affermato: “La nuova legge porterà gli omosessuali a rendere conto e imporrà loro le pene più severe“.
A settembre, membri del governo regionale del Kurdistan in Iraq hanno proposto un disegno di legge che, se approvato, punirebbe qualsiasi individuo o gruppo che difenda i diritti delle persone LGBT. Le pene previste includono la prigionia fino a un anno e una multa di fino a cinque milioni di dinari (circa 3.000 sterline). Inoltre, il disegno di legge prevede divieti fino a un mese per le aziende di media e le organizzazioni della società civile che “promuovono l’omosessualità“.
Una panoramica storica dei diritti LGBTQ in Iraq
- Età medievale – Abu Nuwas, poeta iracheno, descriveva la sua omosessualità attraverso la poesia, indicando che durante questo periodo, l’omosessualità era tollerata in alcuni circoli della società.
- Anni ’60 del XX secolo – Il partito Ba’ath prende il potere in Iraq e nel 1969 depenalizza l’omosessualità con il nuovo codice penale. Questo status legale rimane invariato anche durante il regime di Saddam Hussein.
- Prima Guerra del Golfo (1990-1991) – Durante questo periodo, Saddam Hussein incorpora la legge della Sharia nel sistema legale del paese. L’omosessualità diventa un crimine punibile con la morte.
- Seconda Guerra del Golfo (2003) – L’Autorità provvisoria dell’Iraq, guidata da Paul Bremer, abroga le riforme legislative di Saddam Hussein e reintroduce il codice penale del 1969, depenalizzando l’omosessualità. Tuttavia, la violenza e la discriminazione contro gli individui LGBTQ continua ad essere diffusa.
- 2005 – La nuova bozza della Costituzione irachena esclude i diritti dei “deviati”, vale a dire, omosessuali e lesbiche. Tuttavia, questa proposta non viene approvata. Nonostante ciò, la Costituzione limita i diritti e le libertà in nome della “pubblica moralità”.
- 2010-2020 – Le persone LGBTQ in Iraq continuano a vivere in una società estremamente ostile. Viene riportato un numero elevato di omicidi di persone LGBTQ. In molti casi, la violenza è perpetrata da gruppi estremisti e persino dalle famiglie delle vittime.
- Presente (2023) – Una nuova proposta di legge per criminalizzare l’omosessualità viene presentata al Parlamento iracheno. La proposta provoca una rinnovata preoccupazione per la sicurezza e il benessere della comunità LGBTQ in Iraq.
