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lunedì, Luglio 13, 2020

“Dietro la maschera”: l’arte del draging nella città del Colosseo

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Don’t be a queen just be a drag

Che i tempi siano maturi per ribaltare il motto di Lady Gaga?

Dopo decenni di gavetta nei locali, il mondo si sta accorgendo delle regine della notte, non semplicemente uomini travestiti da donna ma artiste a pieno titolo. E questo probabilmente grazie a prodotti televisivi di enorme successo come Ru Paul Drag Race e la serie Pose che ha reso mainstream uno dei fenomeni più underground di tutti i tempi, i ball, di cui già negli anni ’80 si era accorta Madonna facendo con Vogue una vera e propria appropriazione culturale dell’universo degli ultimi tra gli ultimi di NY che, emulando le top in passerella, trovavano riscatto all’emarginazione.

Ma a che punto è la scena drag romana? Un uomo che di professione fa la drag queen viene considerato meno maschio? Esiste una discriminazione machista all’interno della stessa comunità LGBTQI?

“Dietro la maschera” del fotografo Antonio Guzzardo, cerca risposte a questi interrogativi raccontando attraverso degli scatti le storie di persone che hanno intrapreso l’arte del draging nella città del Colosseo. Racconta di Mauro, Carmelo, Francesco, Ivan ed Emanuele prima che il trucco li trasformi in Karma B, Cristina Prenestina, Iwanda Sbelletti ed Era Splendor. Dal 12 al 14 marzo 2020. Largo Venue, Via Biordo Michelotti, 2, Roma.

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