Diario di un’aggressione omofoba
Le parole del povero ragazzo vittima di omofobia
Oggi il Resto del Carlino di Pesaro ha raccontato l’aggressione a sfondo omofobo attraverso un’intervista rilasciata dal povero ragazzo vittima di questo triste episodio di violenza. L’intervista firmata dal giornalista Roberto Damiani descrive in modo nitido le varie fasi di quella agghiacciante serata. Secondo il giovane ragazzo l’aggressione è stata inequivocabilmente a sfondo omofobo infatti “Le parole non ammettevano dubbi. E poi avevano i i coltelli. Uno di loro lo ha estratto senza far scattare la lama premendolo al ventre di un mio amico che era corso a difendermi”. Alcuni del personale della discoteca non si sarebbero comportanti in modo pertinente alla gravità della situazione. Infatti lo studente dice: “Dopo la prima aggressione, con un albanese che mi ha stretto le mani al collo urlandomi di tutto, ho chiesto alla sicurezza alla porta del locale di poter rientrare. Volevo stare al sicuro. Invece mi hanno impedito di accedere pur avendo la contromarca in mano. Solo a me hanno detto no. Le mie amiche sono entrate. Io chiedevo di seguirle perché ero spaventato, avevo i segni al collo dell’aggressore, e loro mi hanno detto di no, lasciandomi fuori senza un motivo”. Un episodio agghiacciante. Il ragazzo si è sentito urlare: “Davano pugni sul parabrezza anteriore gridandomi: “Frocio! Esci dall’auto! Ricchione! Adesso sfondo i vetri e ti ammazzo, ti accoltello, ti faccio un buco in pancia!!”. Questi fatti non posso più accadere. Basta.
