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venerdì, Novembre 27, 2020

Delitto a Ramallah: il primo romanzo a tematica gay friendly del palestinese Abbad Yahya ad essere tradotto in lingua occidentale

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Delitto a Ramallah” (250 pagg., 15,00 euro, MReditori – collana Riyah) è il primo libro ad essere tradotto in una lingua occidentale del palestinese Abbad Yahya. Romanzo particolare, che sfugge a una categorizzazione canonica, potrebbe dal titolo far pensare a un giallo poliziesco che si svolge tra le antiche strade della città palestinese. Invece, sin da subito, il lettore si trova catapultato nella vita dei tre ragazzi che sono i pilastri intorno ai quali la storia, anche quella dell’omicidio, si sviluppa. Tre giovani uomini, appena arrivati alla soglia della vita vera, quella che va vissuta, quella per cui si deve combattere (e a volte perdere); tre uomini che compiono il loro apprendistato amoroso e ne scontano la pena sulla loro pelle, tre sconosciuti i cui percorsi vengono incredibilmente uniti dall’inspiegabile assassinio di una ragazza all’uscita di un ristorante, il Lotus.

In “Delitto a Ramallah”, la prosa elegante e mai banale dell’autore, lascia ampio spazio a tutti i contenuti che soggiacciono alla superficie testuale. La scrittura impegnata di Yahya non risparmia nessuno dei capisaldi della società palestinese e non dimentica nessuno degli argomenti tabù. Tutti e tre i ragazzi scoprono il sesso e l’amore provando a viverli quanto più liberamente possibile. Ed è in questo aspetto che troviamo il coraggio e l’audacia di uno scrittore che non ha paura di parlare di Nur che, in un flusso di autoconoscenza, vive la propria omosessualità come difficilmente si può leggere in un romanzo arabo. Il ragazzino adolescente, che prende coscienza del proprio corpo e delle proprie preferenze, diventa un timido universitario che incontra l’uomo della sua vita dal quale si lascia plasmare, quasi edificare. “Come tu mi vuoi” sembra dire Nur a Ru’uf mentre decidono di vivere insieme, ma potranno due uomini palestinesi farlo per sempre?

Un affresco moderno, uno sguardo unico sulla quotidianità palestinese che di colpo non ci appare così distante come potremmo credere, bensì normale, umana; una realtà in cui le nuove generazioni affrontano l’iniziazione alla vita in modo universale.

Il libro è stato messo all’indice in Palestina a causa dei temi trattati e l’autore, che con il rientro in patria rischia l’arresto, è stato quindi costretto a rivolgersi all’estero.

Per maggiori informazioni: https://mreditori.it/prodotto/delitto-a-ramallah/

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