Cinema LGBTQ+: “QUIR”, il documentario su amore, lotta e rinascita nel cuore di Palermo

C’è un negozio nel cuore pulsante di Ballarò, a Palermo, che da quarant’anni è molto più di una bottega di pelletteria. Si chiama Quir, ed è diventato un simbolo, un rifugio, un microcosmo di lotta e resistenza, ma anche un luogo di cura, ascolto e bellezza. È da qui che parte il racconto del documentario “QUIR” di Nicola Bellucci, distribuito da Wanted Cinema come evento speciale nei cinema italiani l’8, 9 e 10 settembre, dopo l’anteprima al Locarno Film Festival il 10 agosto.

“QUIR” è un film necessario. Lo è perché offre uno sguardo autentico su una delle comunità LGBTQIA+ più sorprendenti d’Italia. Lo è perché ci porta nelle case, nei cuori e nei pensieri di persone reali, attraverso una narrazione che evita ogni filtro retorico o ideologico, per lasciar parlare la vita vera.

Al centro del documentario ci sono Massimo Milani e Gino Campanella, compagni nella vita e nella militanza, una delle coppie queer più longeve del nostro Paese. Uniti da quasi cinquant’anni, protagonisti delle battaglie del FUORI! e tra i fondatori di Arcigay Palermo, Massimo e Gino sono figure iconiche della scena queer italiana. Il loro negozio, il Quir, è diventato nel tempo un punto di riferimento per la comunità, una sorta di pronto soccorso per anime, come lo definisce Bellucci stesso.

Il documentario non si limita a raccontare le loro vite, ma si apre a un coro di voci e corpi che attraversano Palermo: Vivian, donna trans alle prese con il peso quotidiano della transfobia; Ernesto Tomasini, performer drag dalla voce unica e dalla sensibilità struggente, costretto a mettere in pausa la carriera per prendersi cura della madre; e Charly Abbadessa, memoria storica della scena gay palermitana, che tra ricordi e malinconia abita una Palermo sospesa tra passato e presente.

Ma “QUIR” è anche un film su una città. Palermo appare nella sua anima antica e vitale, decadente e resistente. Una città che, come i suoi protagonisti, vive di contrasti e di rinascite. È nel quartiere popolare di Ballarò, tra vicoli e voci, che si incrociano storie di amore, perdita, transizione, ironia e militanza.

Il linguaggio del film è intimo, poetico, empatico. Bellucci non descrive i protagonisti: li lascia emergere. Ogni gesto quotidiano diventa atto politico, ogni frammento narrativo si incastra nell’altro con fluidità. Il montaggio costruisce una narrazione che non segue una linea retta, ma un mosaico emotivo, nel quale ogni tassello contribuisce a un racconto collettivo.

Come afferma lo stesso regista: «Ho cercato di filtrare la realtà attraverso il prisma della coscienza. A determinare il realismo non sono mai le scelte dei soggetti, ma il modo in cui essi le affrontano». E in questa visione non c’è spazio per l’estetica vittimistica o per lo sguardo pietistico: “QUIR” trasmette una gioia attiva, una bellezza che resiste, una felicità che è, come diceva Nino Gennaro, «una scelta politica: o si è felici o si è complici».

Il film ha già raccolto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio del Pubblico al Soletta Film Festival, il Pride Award al Florence Queer Festival, il Miglior Film ITA-DOC al Rome International Documentary Festival, e un premio speciale al Lovers Film Festival dedicato alla memoria di Giò Stajano, pioniera della cultura queer italiana.

La distribuzione italiana, curata da Wanted, è accompagnata da una dedica speciale: l’uscita in sala è un omaggio a Gino Campanella, scomparso nel giugno 2025, pochi mesi prima dell’uscita del film. «Caro principe Gino, sarai sempre con noi con il tuo dolce sorriso», ha scritto Bellucci.

“QUIR” è un film che commuove, diverte e scuote. Un film che non solo documenta, ma partecipa. Non solo racconta, ma celebra. Celebra l’amore, la libertà, la trasformazione, la scelta di essere sé stessi in un mondo che troppo spesso impone di nascondersi. Celebra Palermo, crocevia di identità e culture, e tutti quei luoghi che come il Quir diventano simboli di resistenza quotidiana.

In un’Italia dove i diritti delle persone LGBTQIA+ non sono mai definitivamente acquisiti, “QUIR” è un inno alla visibilità, alla solidarietà e al coraggio. È il racconto di una comunità che non ha mai smesso di lottare, ma che lo fa con sorriso, bellezza e ironia. È una carezza e una provocazione, un documentario che non ha paura di mostrare la vulnerabilità e la forza, la morte e la rinascita, l’umanità di chi, semplicemente, vuole vivere liberamente.

Non perdete l’occasione di entrare anche voi nel mondo del Quir. Appuntamento nei cinema italiani l’8, 9 e 10 settembre.