Chicago potrebbe diventare il primo aeroporto degli Stati Uniti con un gay bar
Chicago si prepara a fare la storia con un progetto che unisce ospitalità, inclusività e visibilità LGBTQ+. Sidetrack, uno dei bar gay più noti e longevi degli Stati Uniti, potrebbe presto aprire una sede all’interno dell’aeroporto internazionale O’Hare. Se approvato, sarebbe il primo gay bar in un aeroporto americano, un passo simbolico e concreto verso una maggiore rappresentazione LGBTQ+ nei luoghi pubblici di passaggio.
Fondato nel 1982 nel cuore del quartiere di Northalsted, Sidetrack è molto più di un semplice locale notturno: è un’istituzione della comunità LGBTQ+ di Chicago, punto di riferimento per la socialità, la cultura e l’attivismo. La proposta di aprire una nuova sede nel Terminal 1 di O’Hare arriva da Germán González, imprenditore del gruppo di ristorazione Somos Hospitality, che ha stretto una partnership con i fondatori originali di Sidetrack, Art Johnston e José “Pepe” Peña.
L’idea è nata con l’intento di portare lo spirito di Sidetrack in un contesto internazionale, frequentato ogni giorno da migliaia di persone provenienti da tutto il mondo. Secondo González, l’apertura di un gay bar in aeroporto non è solo un’operazione commerciale, ma un’opportunità per raccontare la storia di una comunità che ha contribuito in modo significativo alla crescita culturale e civile della città.
Anche per Johnston e Peña, entrambi attivisti di lunga data, il progetto ha una forte valenza simbolica. In un’intervista, Johnston ha dichiarato che l’obiettivo non è semplicemente aprire un bar, ma dimostrare che gli spazi LGBTQ+ possono esistere con orgoglio in qualsiasi contesto, anche in uno scalo aeroportuale.
La proposta è stata presentata ufficialmente all’inizio di giugno 2025, nell’ambito del bando per nuove concessioni al Terminal 1 dell’aeroporto O’Hare. Le candidature si sono chiuse il 20 giugno e la Città di Chicago renderà note le decisioni definitive nei prossimi mesi. Sidetrack è uno dei venti progetti candidati a ottenere una licenza e gode del sostegno della comunità locale.
O’Hare è uno degli aeroporti più trafficati al mondo, con oltre 80 milioni di passeggeri transitati nel 2024. La presenza di un bar dichiaratamente LGBTQ+ in uno spazio così visibile sarebbe un segnale importante, capace di trasmettere un messaggio di apertura, accoglienza e normalizzazione delle identità queer anche fuori dai contesti tradizionali.
In rete, la notizia ha suscitato reazioni curiose e per lo più positive. Sui forum online si discute con ironia sulle potenzialità del progetto, ma anche con entusiasmo per ciò che rappresenta. Non si tratta solo di offrire un punto di ritrovo per i viaggiatori LGBTQ+, ma di lanciare un messaggio forte: la comunità queer è parte integrante del tessuto sociale e culturale e merita spazi visibili anche nei luoghi più simbolici del mondo globalizzato.
In un’epoca in cui l’ospitalità è sempre più attenta ai temi della diversity e dell’inclusione, l’iniziativa di Sidetrack potrebbe aprire la strada a una nuova generazione di spazi LGBTQ+ in contesti finora inesplorati. Se il progetto verrà approvato, O’Hare non sarà solo uno dei principali hub del traffico aereo mondiale, ma anche un avamposto di rappresentanza e orgoglio.
