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mercoledì, Luglio 24, 2019

Cecchi Paone: abbiamo festeggiato troppo presto la libertà

Forse abbiamo festeggiato troppo presto l’avvento, per la prima volta nella storia dell’umanità, di una stagione di diffusa libertà non solo di pensiero e di parola, ma anche di scelte di vita basate sulla pluralita’ sentimentale e sessuale.

Eppure nell’intero mondo libero, esteso all’Europa orientale dopo la caduta del muro di Berlino, come mai in passato ogni essere umano ha avuto modo di provare a vivere ia sua vita sostenuto da leggi e norme libertarie in materia di matrimonio, procreazione e adozione, sostenuto dalla maggioranza solidale di una opinione pubblica indifferente ad anatemi religiosi e a resistenze illiberali e repressive.

Poi qualcosa è cambiato in maniera preoccupante. La tenaglia intollerante e oscurantista dell’America trumpiana e della Russia putiniana ha provato a stringere di nuovo in una morsa repressiva le libertà del 21mo secolo.

Scatenando una violenta campagna politica e culturale contro i due pilastri dell’emancipazione: le donne titolari del proprio destino familiare e professionale, le persone omosessuali riconosciute nella loro dignità e titolarità di diritti e doveri civili e sociali. Anche il tentativo di demolire l’Unione Europea basata su una Costituzione laica e progressista fa parte di un disegno autoritario che punta ad archiviare la stagione liberatoria delle leggi su matrimoni gay, unioni civili, aborto, divorzio, adozione e procreazione assistita.

Come è giusto questa nostra rivista celebra l’aspirazione alla libertà culturale, artistica, creativa, nello show business come nel turismo.

Anche queste conquiste, che pensavamo acquisite, sono a rischio, nessuno si faccia illusioni. Anzi tutti si convincano che è tornato il tempo della forza tranquilla al servizio della vigilanza democratica e antiautoritaria, di fronte a questo rigurgito passatista e discriminatorio.

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