Come il Pride di Brighton è diventato uno degli eventi più queer del Regno Unito?
Il Regno Unito è una tra le mete turistiche più ambite per tutta la comunità LGBTQ+. Non solo perché offre tante possibilità per vivere il turismo in ogni sua forma ma, perché, con il tempo si è guadagnato il primato di essere una delle destinazioni più queer d’Europa. In merito al Pride? Non ha eguali. Sull’argomento non è possibile aprire una parentesi sulla città di Brighton con la più alta popolazione LGBTQ+ pro capite del paese e che ha deciso di costruire intorno al Pride un progetto che unisce tradizione e innovazione.
La storia di Brighton
Nel corso del tempo la città di Brighton ha costruito la sua immagine tenendo ben a mente il concetto di autenticità. Qui si è svolto il primo Pride del Regno Unito nel 1973, appena quattro anni dopo Stonewall, organizzata da attivisti locali. Da qui l’evento è diventato annuale. Il Pride di Brighton si è modellato nel corso del tempo. L’evento che è cresciuto fino a diventare il Brighton Pride di oggi quando gli organizzatori locali lo hanno rilanciato come un vero e proprio evento annuale. La marcia si svolge attraverso il centro della città, finendo a Preston Park. Non è stato un caso che Brighton sia diventata così celebre. Kemptown e il lungomare avevano già costruito una scena gay da molto prima che esistesse il Pride, con pensioni, bar e club che hanno regalato alla città una reputazione molto controversa ma importante prima ancora del 1973. Il Pride è nato da una comunità che era già lì, piuttosto che crearne una da zero.
Brighton e il Powerhouse Festival
Man mano che l’evento cresceva, nel 2000 sono cresciute anche le sue ambizioni. Preston Park, da uno spazio aperto e gratuito, è diventato un punto di incontro per la comunità ospitando uno dei festival estivi più ambiti del Regno Unito. Qui è nato il celebre Powerhouse Festival dove leggende della musica dance e headliner in cima alle classifiche hanno iniziato a sostituire i DJ set locali. Quando Britney Spears è arrivata come headliner nel 2018, il Brighton Pride ha raggiunto il suo momento di massimo splendore. I ballerini di Britney sono andati direttamente dal palco a Legends e hanno ballato tutta la notte con la gente del posto. Britney è stata portata via in elicottero. Kylie Minogue, Girls Aloud e una e tante altre pop star sono salite su quel palco negli anni successivi, consolidando la reputazione di Brighton la parte più friendly di tutta l’Inghilterra.
Perché Brighton è così queer?
Ciò che rende il Brighton Pride così distintivo è la sua geografia. Diversamente dalla London Pride e dal New York City Pride che si svolgono entrambi solo in determinati quartieri, Brighton ha una visione diversa. Il Pride, infatti, fa parte del tessuto. Questa dimensione è un vantaggio. Invece di essere solo uno tra i tanti eventi che si svolgono nei mesi estivi, il Pride diventa qualcosa di ben diverso. Le vetrine dei negozi cambiano colore, i pub rovesciano bandiere arcobaleno sul marciapiede e il lungomare si trasforma in una festa continua da St James’s Street al West Pier. I turisti non hanno bisogno di scegliere tra gli eventi. Devono solo seguire la folla. A questo si aggiunge lo status di Brighton come capitale gay non ufficiale del Regno Unito, una reputazione costruita nel corso di decenni attraverso i suoi bar, club, pensioni e una delle comunità LGBTQ+ più affermate del paese, tanto è vero che il Pride è diventato l’ambiente perfetto creare qualcosa di veramente importante.
