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giovedì, aprile 18, 2019

Boy Erased è ORA al cinema!

Rimanere se stessi o imporsi un impossibile cambiamento?

Abbiamo già parlato del film Boy Erased QUI. Boy Erased racconta la vita di Garrard Conley, figlio 19enne di un pastore battista, costretto ad accettare un programma di riconversione su basi religiose pur di non essere allontanato dalla famiglia. Il film, tratto dal libro di memorie uscito nel 2016 scritto da Joel Edgerton (anche cointerprete), dallo scorso 14 marzo. Per la prima volta insieme sul grande schermo ci saranno Nicole Kidman e Russell Crowe, i due interpretano la coppia di genitori del giovane Jared.

Garrard Conley ha spiegato nelle note di produzione:

La mia speranza è che Boy Erased porti avanti l’intento del mio libro. Raccontando la mia storia volevamo offrire parole di solidarietà a chi ha fatto l’esperienza della terapia di conversione. Ma è ugualmente importante comprendere come questo tipo di bigotteria possa venire da persone che nel profondo si amano l’un l’altro. Speriamo di poter offrire un po’ di contesto agli spettatori per capire che questo tipo di ingiustizie non sono compiute sempre da mostri ma da persone che ci sono vicine, figure tragiche la cui buona fede è offuscata dalle azioni. Joel mi ha detto che (con il film) avrebbe voluto convincere mio padre che quello che ha fatto è sbagliato, in un linguaggio che lui e altri come lui avrebbero potuto capire”.

“Sono passati quattordici anni – racconta Garrard Conley – dal periodo che ho trascorso in terapia di conversione nella comunità Love in Action, eppure le immagini, i suoni e il trauma della mia esperienza sono vividi come allora: la scritta lucida che elencava i Dodici Passi sulle pareti candide della struttura, la cadenza delle istruzioni dei miei consiglieri, la sensazione delle sedie imbottite contro la mia camicia bianca abbottonata dietro. Quattordici anni non hanno cancellato del tutto il dolore né il trauma, ma mi hanno permesso di prendere da essi una discreta distanza. Mio padre non è più il cattivo e io non sono più la vittima. I membri dello staff di Love in Action non recitano più il ruolo ovvio dei dittatori. Mia madre non è più semplicemente la moglie di un predicatore intrappolata tra due estremi impossibili. Le nostre storie sono diventate, come lo sono tutte le storie quando attentamente considerate, fin troppo umane

Alla fine del film nei titoli di coda viene menzionato il numero di omosessuali che sino ad oggi sono stati coinvolti nei programmi di terapie riparative. Stiamo parlando di settecentomila gay americani. 

QMagazine
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