Bologna è la città più LGBT dell’Emilia-Romagna. Ecco i luoghi da visitare nel 2024

Che Bologna sia una città friendly è un dato di fatto ma, in pochi, forse, sono a conoscenza che il capoluogo dell’Emilia-Romagna è un vero e proprio punto di incontro per tutta la cultura LGBT di oggi (come lo è stato in passato). Bologna ha un retaggio culturale molto particolare. Grazie a politiche aperte e inclusive, la città è diventata nel tempo la “capitale” della comunità arcobaleno, una delle poche a cui interessa spiegare il vero significato della parola inclusività. Oltre a questo, è un centro universitario che unisce sotto il suo tetto tante voci e tante culture diverse, che amplificano il suo interesse per la comunità. È città molto raccolta, anche se non sembra, che può essere visitata in un solo week-end nella sua interezza. E, oltre a Via Indipendenza, alle trattorie tipiche e allo shopping sfrenato, Bologna offre per davvero qualcosa di unico. Per voi abbiamo selezionato i 5 luoghi più friendly da vedere a Bologna.

A Bologna c’è la casa Natale di Pasolini

Come ben sappiamo, nella città di Bologna è nato quel genio (incompreso e fuori dagli schemi) che è stato Pier Paolo Pasolini. Regista, scrittore e linguista, è stato uno dei primi esponenti del ‘900 a non nascondere la propria omosessualità. Una scelta che non è stata preso di buon occhio, almeno per l’Italia del secolo scorso. La sua importanza a livello culturale è innegabile. Lui è nato In via Borgonuovo al numero 4, e la sua casa anche se non è aperta al pubblico resta una meta obbligatoria per i bolognesi e per i turisti. Per immergersi, però, nella vita di Pasolini a tutto tondo, nella Biblioteca Renzi della Fondazione Cineteca di Bologna ha sede il Centro Studi-Archivio Pier Paolo Pasolini che conserva documenti dell’artista, riviste e monografie, nonché più di 1.000 audiovisivi con i suoi film.

Bologna e il Kinky Club,

Non fatevi ingannare dal nome. Al civico 1 di via Zamboni c’è il Kinky Club quello che può essere definito un luogo storico di ritrovo e divertimento della comunità LGBT. Oggi ha cambiato aspetto ma conserva ancora la sua identità. Negli anni ’70 è stato uno dei primi locali di Bologna ad accogliere – senza pregiudizio – la comunità LGBT in un periodo storico in cui poche città italiane avevano bar o club apertamente gay o friendly. 

Bologna e il centro Cassero

 Se sei a Bologna non puoi non fare un salto al Cassero. Situato in via Don Minzoni, il centro fa parte di una struttura ben più grande. Nasce, infatti, all’interno de La Salara. Inizialmente è nato come magazzino del sale, oggi la struttura è l’attuale sede del Cassero LGBT Center, la più longeva associazione LGBT italiana e presidio bolognese dell’Arci Gay. Al suo interno vi è anche il Centro di Documentazione, una delle più grandi biblioteche specializzate proprio nelle tematiche di genere.  Il Cassero da anni ospita festival internazionali legati alle tematiche gay come il Gender Bender o il Divergenti (organizzato dal MIT).

Bologna e Porta Saragozza

Questo luogo incarna la memoria storica della comunità. Si trova dentro il Cassero e proprio a Porta Saragozza ebbero luogo numerose iniziative ed eventi che hanno celebrato la cultura LGBT. Per questo motivo, nel 2012 è stata scelta come punto di inizio del Pride Nazionale. A poca distanza dalla porta si trovano i Giardini di Villa Cassarini. Qui si trova il monumento, il primo comparso su territorio italiano e uno dei tre ufficiali esistenti in Europa, che rappresenta un triangolo rosa rovesciato a ricordare quello che gli omosessuali erano costretti a portare sulla casacca nei campi di sterminio.

Bologna e Villa Aldini

A conclusione di questa carrellata tutta bolognese, il passaggio a Villa Aldini è una vera chicca per chi vive di arte e cultura. Qui è dove Pier Paolo Pasolini ambientò le riprese esterne del suo ultimo film, Salò o le 120 giornate di Sodoma. Il film come è noto creò non pochi scandali per i numerosi rimandi all’omoerotismo, all’epoca considerati molto forti.

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