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sabato, Gennaio 23, 2021

Bolle di sapone: il nuovo libro a tematica LGBTQ+ di Marcobalto

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Bolle di sapone racconta la storia di un viaggio dentro l’universo emotivo e onirico di un ragazzo, che, ricevuta una notizia sconvolgente, decide di mettersi in cammino per risolvere alcune situazioni rimaste in sospeso. Sullo sfondo di un’Italia rigogliosa di bellezza e foriera di suggestioni, il protagonista riflette sul suo passato, sui suoi desideri e sull’amore in tutte le sue sfaccettature, fino ad approdare a nuove consapevolezze che sigleranno l’approdo alla meta finale.

Di seguito l’intervista al Marcobalto, l’autore del romanzo breve a tematica LGBTQ+ “Bolle di sapone”: 

Raccontaci il tuo libro, di cosa parla, come ti è venuta questa idea?

Bolle di sapone racconta la storia di un cammino allucinato. Un ragazzo al quale manca poco da vivere – ben presto il passato si fonde con il presente in modo inaspettato – l’amore diventa una direttrice portante sulla quale il viaggio muterà. Il valore dell’amicizia unito a una famiglia disfunzionale guideranno questo millennial alla meta finale. Sullo sfondo un’Italia ferita, arrugginita, ma colma di speranza. Per tutto il testo non verrà mai fatto il nome del protagonista: il lettore potrà quindi immedesimarsi nella storia. La trama è cadenzata dalla punteggiatura – mima il respiro dei personaggi e così un momento concitato origina frasi corte, a tratti solo parole e punti. Una situazione più descrittiva e rilassata crea, viceversa, pensieri più lunghi: tratti e virgole rendono più scorrevole il brano.

Mi piace dire che ho scritto questo libro amando infatti è stato il motore che mi ha ispirato. Volevo fosse un testo che parlasse in modo reale e a tratti cinico di un sentimento così sdoganato, ma al tempo stesso essenziale – l’Amore.

Il viaggio è uno dei temi portanti del tuo romanzo…

Sì, il viaggio è il tema portante. Fin da piccolo ho viaggiato e continuo a farlo. Spostandomi ho capito che solo attraverso la presa di contatto con luoghi, persone e culture diverse; l’uomo si evolve. Posso dire tranquillamente che oggi sono il lontano parente della persona che conoscevo prima dell’ultimo viaggio. In Bolle di Sapone il cammino si svolge esclusivamente sul territorio italiano, parte da Milano e tocca tre città meravigliose: Firenze, Roma e Napoli. Sono capoluoghi ai quali sono molto affezionato, potrei dire che ognuno di essi può essere paragonato ad uno dei cinque sensi. Milano per me è il tatto, qui ho fatto sesso la prima volta. Firenze e la Toscana sono l’udito, per me il silenzio della campagna al mattino o la pace poco prima dell’alba per le vie della città gigliata. Roma è la vista, un museo a cielo aperto – la storia, la nostra. Napoli, il gusto: non c’è molto da aggiungere qui. All’amore invece mi piace associare l’olfatto, la capacità di riconoscere il proprio uomo e/o donna fra tanti. Tutto questo fa parte di un viaggio e ho voluto portarlo dentro il mio primo libro.

Quale è il messaggio che vorresti trasmettere al lettore?

Al lettore voglio spiegare che la fine di un amore non è qualcosa che si conclude, ma viceversa è la continuazione dei nostri sensi – lo sviluppo di altri personaggi all’interno della vita – un punto di partenza. Un passo fondamentale per crescere e imparare a rimanere soli. Credo che oggi tutti, chi più, chi meno, soffra o abbia sofferto di solitudine – penso quindi che in questo libro ci sia molto dei nostri giorni. Bolle di sapone non è un trattato psicologico, ma viene analizzato il sentimento dell’amore con la gravante del tempo: al protagonista manca poco per vivere e deve sbrigarsi. Mettere in ordine la vita, ecco è questo il messaggio finale. Fare pace con il proprio cervello al di là dell’amore, della solitudine, della fine di ogni cosa.

Come mai un romanzo LGBTQ+?

Un romanzo LGBTQ+ perché come ragazzo gay mi sono trovato a mio agio nel raccontare la storia un personaggio omosessuale senza caricature. Evitando quindi censure e in tutto questo devo dire “grazie” al mio Editore (Intrecci Edizioni) che ha accolto il mio testo con coraggio, empatia e tanta professionalità. Il mio libro benché abbia nella narrazione le vicende di un ragazzo inserito nella comunità LGBTQ+ è un testo adatto a tutti (come dovrebbe essere sempre). Penso infatti di essere riuscito a costruire un arco narrativo dove l’omosessualità è parte integrante della storia e non fattore caratterizzante. La diversità intesa come valore aggiunto e formante. Lasciare al mondo della cultura un libro “bio-diverso”: mi piace pensarla così.

Sei legato alla comunità LGBTQ+? Se si, in che modo?

Non so dirti se sono legato o meno alla cultura LGBTQ+, posso però confessarti che sono un attento osservatore – non mi manca essere curioso e conoscere realtà diverse dalla mia. Non sono un attivista, ma ai Gay Pride ci vado e da sempre studio il giusto outfit: quello di Milano lo trovo colorato, partecipato e imperdibile. Certo questo non fa di me un sostenitore appieno. Seguo il cinema d’autore riguardo le tematiche LGBTQ+ – anche se credo che Ferzan Ozpetek sia ancora il migliore su questo fronte perché riesce a mettere sullo stesso livello minoranze, amori e problemi del nostro Paese. Da qualche tempo mi sto documentando sul mondo dei transessuali e delle loro dinamiche sociali, mi piacerebbe scrivere qualcosa su di loro. Alcuni miei conoscenti sono soliti pensare che frequentare i club o guardare RuPaul (che amo) faccia di loro esponenti della cultura LGBTQ+. Credo che non basta solo seguire un trend, ma che sia necessario mostrarsi in piena libertà senza paura del giudizio. Un passo fondamentale per una cultura inclusiva sebbene di minoranza.

Per conoscerci meglio:

Cosa non manca mai nella tua valigia?

Da tempo ho sposato la filosofia dell’essenzialismo nel mio quotidiano quindi cerco di portare sempre lo stretto necessario. Amando però la fotografia non possono mancare la reflex e la mia GoPro.

I migliori libri per viaggiare?

Credo che non ci sia un libro migliore per viaggiare. Un anno ho passato le vacanze a leggere la biografia di Steve Jobs piuttosto che la Mazzantini. Però penso che il libro più bello da leggere in viaggio sia un libro di poesie.

Il luogo dove non andresti?

Non esistono mete da non raggiungere, ma solo luoghi dove è necessario fare attenzione.

La destinazione più eccitante?

La meta più eccitante fu nelle Filippine. Nacque per caso. Conobbi un ragazzo su Grindr, l’appuntamento non andò bene, ma mi propose di partire con lui e un altro ragazzo per un viaggio lontano. In poco tempo mi trovai su un volo per Manila. Visitammo le isole di Bohol e Panglao. Lì la natura vive in simbiosi con l’uomo e gli animali sono difesi dalle autorità in santuari specifici. Dormivo quattro ore per notte, eravamo sempre in giro: feste, l’oceano, le escursioni. Ci siamo buttati giù a 600 metri d’altezza con un filo attaccato alla schiena: pazzesco! Ho nuotato coi pesci della barriera corallina nei pressi della Virgin Island a Balicasag. Tornerei domani. Da questa esperienza è nato marcobalto.it, un sito dove racconto i miei viaggi e attraverso il quale un giorno vorrei organizzare viaggi di gruppo.

Citta occidentali o atmosfere orientali?

Ho una particolare attenzione per i ragazzi mediorientali e quindi su due piedi ti direi che sono per i viaggi a Dubai, Oman, Giordania, ecc., ma al di là dei miei istinti da sempre amo l’Oriente. Vi consiglio di farvi un giro in Cina: è una finestra sul futuro.

Il tuo portafortuna in viaggio?

Non sono un ragazzo scaramantico, vivo anche con un gatto nero: Steve (l’unico personaggio reale del mio primo libro). Porterei lui se potessi.

Il prossimo viaggio?

Il mio prossimo viaggio sarà una meta vicina, andrò a Berlino. Da un paio d’anni sto scoprendo la Germania, l’avevo sempre snobbata. Poi per il prossimo anno vorrei tanto tornare in Medioriente e Asia.

@Marcobalto

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