American Horror Story: tutto quello che c’è da sapere sulla nuova (e folle) stagione della serie tv 

È una serie tv che non avrebbe bisogno di presentazioni. Non è solo uno dei prodotti più celebri degli ultimi 13 anni, ma American Horror Story è anche la serie che ha ridefinito il concetto stesso di horror nel piccolo schermo, raccontando con arguzia il nostro presente e il nostro passato, presentando storie sempre attuali con personaggi inclusivi. Con American Horror Story, Ryan Murphy si è imposto a livello mondiale come un Re Mida per le serie tv, facendo implodere il suo genio anche in altre produzioni come Monsters e il recente The Shards. Dal 24 settembre in America e dal primo ottobre su Disney+ il regista e sceneggiatore torna con la nuova stagione della sua creatura più celebre e controversa, portando in tv una storia profonda, folle e di rara intensità nata per celebrare tutte e 13 le stagioni di American Horror Story. Infatti, sono tanti gli attori torneranno a interpretare i loro ruoli più celebri – tra cui c’è anche Jessica Lange – e, benché il progetto in sé è osteggiato da una buona parte della critica, i primi 3 episodi (disponibili da subito) fanno intuire che il pubblico si trova di fronte a una serie meta-horror e meta-televisiva. 

American Horror Story: di cosa parla la stagione numero 13? 

La tredicesima stagione della serie di Ryan Murphy è già molto chiacchierata perché si prepara a riportare sullo schermo una quantità impressionante di personaggi e interpreti già visti nei capitoli precedenti. Il risultato è una vera reunion da brivido, con le streghe di Coven, i personaggi di Murder House, Freak Show, Hotel e Cult pronti a condividere lo stesso incubo. Ritroviamo prima di tutto le protagoniste di Coven: Sarah Paulson nei panni di Cordelia Goode, Angela Bassett nei panni di Marie Laveau ed Emma Roberts ancora una volta come Madison Montgomery. Tornano anche Gabourey Sidibe nei panni di Queenie e Jamie Brewer come Nan. Ma il ritorno più atteso è probabilmente quello di Jessica Lange, nuovamente nei panni di Constance Langdon, l’indimenticabile protagonista di Murder House. Lange non sarà però l’unico collegamento con le vecchie stagioni. Evan Peters torna infatti come Kai Anderson, direttamente da Cult, ma il suo coinvolgimento sembra essere ancora più particolare, visto che l’attore interpreterà anche altri personaggi della saga. Se le streghe non fossero abbastanza, il trailer reintroduce uno dei personaggi più inquietanti della serie: Twisty il Clown, interpretato da John Carroll Lynch in Freak Show. Accanto a Twisty compaiono poi Mena Suvari nei panni della Black Dahlia, oltre a numerosi altri volti familiari. Al netto di un cast di grandi stelle, la trama è avvolta nel mistero ma, il buon Murphy, per non rovinare la sorpresa, ha promesso un racconto disinibito dove paura e terrore non sono gli unici protagonisti. 

American Horror Story: l’Avengers del piccolo schermo

Tredici anni, tredici stagioni, un’infinità di storie che si sono intrecciate in una serie che è diventata cult e che, di conseguenza, ha lanciato nuove mode nel panorama di oggi. Non solo è con Ryan Murphy che è nato il concetto di “serie antologica” – ovvero ogni stagione c’è un cast nuovo e una storia nuova – ma è con American Horror Story che la tv ha ceduto al fascino dell’horror in maniera così netta e compatta, facendo uscire il genere dalla nicchia e, più di tutti, American Horror Story ha avuto l’ardire di dare vita a un franchise in netta espansione. Lo abbiamo visto con Crime Story – di cui sono state realizzate 3 stagioni – con Sports Story fino ad arrivare al recente Love Story. Ma, la stagione 13 reggerà il confronto? La critica sotto certi aspetti è stata impietosa. I primi tre episodi, fin troppo introduttivi, pare che non abbiamo convinto ma i fan sono già impazziti solo per rivisto i personaggi più iconici e amati. American Horror Story, tra pregi e difetti, resta una parte integrante della cultura pop, la serie che attraverso deliri onirici racconta chi siamo e ciò che siamo diventati, riflettendo sul concetto stesso di inclusività e diversità. 

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