Alla scoperta della scena queer di Manchester con uno sguardo anche al pubblico femminile
La vita queer di Manchester – sviluppata come una sorta di villaggio arcobaleno – è una delle mete più ambite d’Europa con dozzine di bar pieni e luoghi di aggregazione costruiti lungo un tratto di Canal Street. Per oltre due decenni è stato un luogo che ha cercato di unire le due anime della città e oggi è anche un vero e proprio crocevia per la scena lesbo di Manchester. Questo cambiamento e questa inversione di rotta che ha visto ampio margine non solo per il pubblico maschile ha creato un vero e proprio punto di rottura con il passato. Ed è giusto che sia così.
Manchester, una scena queer molto inclusiva
La storia LGBTQ di Canal Street risale a un tempo molto lontano, più di quanto suggeriscano le bandiere arcobaleno. Il pub New Union, ancora in piedi allo stesso angolo oggi, è diventato un luogo di incontro per la comunità gay di Manchester negli anni ’50. Il Rembrandt, insieme a un’altra serie di pub e club su Canal Street, sono stati operativi sotto il costante rischio di incursioni della polizia che continuarono negli anni ’80. Ciò che la storia non racconta e che, in quei pub, ci fu molto spazio anche per un movimento lesbo che si è intensificato con il tempo. Man mano che i luoghi sono diventati un quartiere di vita notturna, si è visto un incremento di locali per soli uomini aperti anche alle donne, per la costruzione di un ambiente molto incluso.
Manchester e il “Vanilla”
Il Vanilla ha aperto l’8 dicembre 1998. Fondato da Steph Kay è stato uno dei primi luoghi che hanno definito la scena queer di Canal Street. Divenne celebre come “la mecca lesbica del nord” e ha raccolto più premi della rivista “Diva Best Bar” nel Regno Unito nei due decenni successivi. Il bar è ancora lì, anche se il proprietario ha venduto nel 2019. Resta iconico per la sua centralità e perché era l’unico luogo in cui le donne potevano sentirsi libere di amare altre donne.
Manchester, una scena queer in evoluzione
Qualcosa è cambiato nel dicembre 2023. Tre anni fa si è notata l’ascesa del Diesel Dyke Club che, in poche settimane è divento uno tra i locali più seguiti della zona. L’estetica è l’alternativa, rivolta a sensibilità punk e indie che non ha nulla a che fare con l’identità pop del Vanilla. Il Butch Revival è stato lanciato lo stesso mese alla Withington Public Hall, con uno slogan che afferma chiaramente il suo scopo: “In una città piena di spazi per uomini, c’è anche una casa le lesbiche del Nord”. Laddove l’identità del Diesel Dyke Club è ampiamente alternativa, Butch Revival si sposta su qualcosa di più preciso, dando alla scena uno sguardo più ampio.
Manchester è la risposta di Canal Street alla vita lesbo
Le chiusure dei bar lesbo più storici sono stati un problema ben documentati dato che, fin dagli anni ’60, sono stati tanti i luoghi che sono stati aperti e chiusi senza preavviso. C’è un’inversione di tendenza ma la strada è ancora tutta in salita. La risposta di Manchester, almeno finora, è stata quella di smettere di aspettare un secondo bar permanente e costruire invece la scena intorno agli eventi. Vale la pena considerare se quel modello è una soluzione alternativa e per capire dove si sta dirigendo la vita notturna la femminile più dove la vita notturna lesbica si sta effettivamente dirigendo.
