Il 7 giugno torna Safffo, il primo festival musicale in Italia creato da un collettivo queer

Roma si prepara ad accogliere la quarta edizione di Safffo, il festival musicale più queer della Capitale, in programma il 7 giugno 2025. Nato dall’immaginazione e dalla forza collettiva di Marta Massarelli), Lu Bellotti (30 anni) e un gruppo di loro amiche, oggi Safffo è una realtà solida, vibrante e radicale nel panorama culturale italiano. Un evento unico, interamente ideato da un collettivo queer, con una line-up composta esclusivamente da DJ, performer e artistə lesbiche, queer e trans, locali e internazionali.

In un contesto culturale dove la rappresentazione è spesso limitata a simboli o quote, Safffo rompe gli schemi e costruisce uno spazio interamente nostro, dove le soggettività lesbiche, trans e queer non sono eccezioni, ma la regola. Dal palco agli spazi organizzativi, ogni parte del festival è attraversata da un pensiero transfemminista, intersezionale e profondamente politico.

Safffo è musica, corpo, visione. È comunità, dissenso e desiderio. È un luogo dove l’arte diventa strumento di liberazione, e dove la festa non è evasione, ma creazione di mondi nuovi.

Le persone trans hanno attraversato secoli di persecuzioni istituzionali, e l’ultimo decennio ha visto aumentare globalmente le minacce ai diritti della comunità. Per questo Safffo ha deciso di aprire una quota di biglietti solidali a prezzo ridotto per la comunità trans: un’azione simbolica che esprime la volontà di dare priorità alla comunità LGBTQ+, sia nella line-up che nel pubblico.

Siamo fiere di continuare a costruire un festival che non solo dà voce, ma restituisce potere e centralità alle soggettività ai margini. Safffo non nasce per includere, ma per riscrivere le regole – insieme, da dentro.

L’evento è rivolto esplicitamente a persone queer e FLINTA* (donne, lesbiche, intersex, non-binary, trans e agender). Gli alleati sono i benvenuti, se a conoscenza delle regole del collettivo e pronti a supportarlo anche economicamente. Nessunə sarà giudicatə in base all’espressione di genere, ma l’ingresso è riservato a chi conosce e condivide le regole di cura collettiva.

Dal desiderio di creare uno spazio più sicuro per la community FLINTA e queer, Safffo si sta evolvendo in una realtà in grado di creare opportunità e visibilizzare l’arte e l’espressione di artistə oppressə dal sistema etero-cis patriarcale bianco.

Il 7 giugno, l’invito è a lasciarsi inondare dall’arte queer, dalla gioia trans, dalla cura reciproca e da una liberazione che va oltre la festa. Dodici ore di cura, gentilezza e sogni e, perché no, anche di urla collettive per la sopravvivenza. Insieme, accogliamo tutti i corpi, tutte le identità. Insieme, resistiamo contro oppressioni, barriere e confini.

Info, contatti e biglietti su www.safffo.com