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“2017”, l’ultima grande personale di Wolfgang Tillmans alla Tate Modern di Londra

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Gli ultimi quindici anni di attività di Wolfgang Tillmans

Al nono posto della “2016 Power 100” di Art Review, Wolfgang Tillmans  è da tempo considerato una sorta di guru nel mondo dell’arte. Questa mostra antologica alla Tate Modern ne ripercorre gli ultimi quindici anni di attività, mostrando come questa è stata caratterizzata dall’apertura a diversi media.

Quando comincia a fotografare, all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso, la sua attenzione va alla vita quotidiana, a una società che inneggia al non avere tabù, a quella cultura contemporanea che ha immortalato in diversi ritratti. È nell’European Gay Pride di Londra e nella Love Parade di Berlino (1992) che va a cercare l’individuo, in un momento di orgoglio della propria identità e peculiarità, così come contemporaneamente fa in contesti più intimi e silenziosi, dove l’individuo si mostra mettendosi in posa, o viene colto nella sua realtà privata, in una sorta di pura nudità, sia che si tratti di uno sconosciuto che di una celebrità. Inutile dire che questa indagine sull’individuo è diventata una sorta di mappatura che ne evidenzia la sua riconosciuta valenza sociale.

La sua estetica non risentirà del passaggio al digitale e alle sperimentazioni. Questa mostra esporrà, oltre alle fotografie, una serie di video, proiezioni di diapositive digitali, pubblicazioni, progetti curatoriali e musicali. Scoprendo queste ultime opere ci si può accorgere quanto Tillmans, oltre a essere estremamente cool, sia un’artista impegnato. Le intenzioni di alcune delle sue opere – al di là di quelle che coinvolgono l’architettura o il paesaggio o diversi elementi spaziali come momento estetico, o quelle astratte realizzate con sperimentali di laboratorio, come la serie Sendeschluss – sono, ad esempio, declinate verso una riflessione sulla storia contemporanea e di come i mezzi di comunicazione la raccontano.

Quella di Tillmans è la ricerca di un’estetica più vicina alla realtà, si potrebbe dire un’estetica senza preoccupazioni estetiche, anche se ciò suona come estremamente falso. Forse una sorta di verismo morale che nella cultura contemporanea, eterogenea e globalizzata, è destinato ad avere la meglio su tendenze che solo apparentemente sembrano più sature di significati.

Wolfgang Tillmans: 2017

15 febbraio – 11 giugno 2017

Tate Modern, Londra

www.tate.org.uk   www.tillmans.co.uk

Wolfgang Tillmans, Tukan, 2010 © Wolfgang Tillmans

Wolfgang Tillmans (1968, Remscheid, Germania) vive e lavora tra Berlino e Londra ed è considerato uno dei più influenti fotografi viventi. Ha studiato alla Bournemouth and Poole College of Art and Design nel sud dell’Inghilterra. Nel 2000 ha ricevuto il Turner Prize, prestigioso riconoscimento per gli artisti contemporanei con meno di cinquanta anni. Le sue opere fanno parte delle più importanti collezioni museali e private del mondo.

Wolfgang Tillmans, La Palma, 2014 © Wolfgang Tillman

Wolfgang Tillmans, Juan Pablo & Karl, Chingaza, 2012 © Wolfgang Tillmans

Wolfgang Tillmans, Collum, 2011 © Wolfgang Tillmans

Wolfgang Tillmans, astro crusto, 2012 © Wolfgang Tillmans

Wolfgang Tillmans, paper drop Prinzessinnenstrasse, 2014 © Wolfgang Tillmans

Wolfgang Tillmans, Shit buildings going up left, right and centre, 2014 © Wolfgang Tillmans

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